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	<title>Articoli Gratis &#187; Uomo</title>
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	<description>Guadagnare in internet, Articles Marketing e Comunicati Stampa</description>
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		<title>Poesia di GIUSEPPE UNGARETTI : Non Gridate Più!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jack sparrow</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe ungaretti]]></category>
		<category><![CDATA[gridate]]></category>
		<category><![CDATA[guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[parafrasi]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[poetica]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo all'inizio, proprio allo scoppio della seconda guerra mondiale e qui incontriamo un poeta, il suo nome è Giuseppe Ungaretti, un uomo semplice che riuscirà a colpire tutti noi, con le sue magiche parole che arrivano direttamente dall'anima. la poesia che voglio proporvi e : NON GRIDATE PIù]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Siamo nel periodo della seconda <strong>guerra mondiale</strong>. Qui incontriamo, il nostro amato <strong>poeta</strong> ( <strong>GIUSEPPE UNGARETTI</strong> ) per lui questo periodo  è molto sigificativo, visto che ha perso il figlio durante lo scoppio della <strong>guerra</strong>, quindi per <strong>Ungaretti</strong> sono momenti di vera sofferenza, di paura, di angoscia e di rovina. Il suo dolore è grande, ma come al solito riescie a regalarci delle perle di saggezza anche in queste situazioni. La poesia che esprire il suo dolore è questa :</p>
<p style="text-align: center"><strong><span style="text-decoration: underline;">NON GRIDATE PIU&#8217;</span></strong></p>
<p style="text-align: center">Cessate di uccidere i morti,</p>
<p style="text-align: center">non gridate più,non gridate</p>
<p style="text-align: center">se li volete ancora udire,</p>
<p style="text-align: center">se sperate di non perire,</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">Hanno l&#8217;impercettibile sussurro,</p>
<p style="text-align: center">non fanno più rumore</p>
<p style="text-align: center">del crescere dell&#8217;erba,</p>
<p style="text-align: center">lieta dove non passa l&#8217;uomo</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><strong><span style="text-decoration: underline;">PARAFRASI :</span></strong></p>
<p style="text-align: center">Smettetela di odiare i morti</p>
<p style="text-align: center">Non gridate più, non gridate</p>
<p style="text-align: center">L&#8217;unica speranza di non morire,</p>
<p style="text-align: center">L&#8217;unico modo per essere uomini, è</p>
<p style="text-align: center">ritrovare la pietà e il perdono, e</p>
<p style="text-align: center">mettere da parte l&#8217;odio, e ascoltare</p>
<p style="text-align: center">l&#8217;insegnamento dei morti.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">Hanno un sussurro debole</p>
<p style="text-align: center">Non fanno più rumore</p>
<p style="text-align: center">Del crescere dell&#8217;erba</p>
<p style="text-align: center">Felice dove non passa l&#8217;uomo,</p>
<p style="text-align: center">perchè porta solo distruzione.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left"><strong><span style="text-decoration: underline;">COMMENTO :</span></strong></p>
<p style="text-align: left">Sacro è il silenzio delle tombe e sacre sono le spoglie dei morti che dall&#8217;aldilà ci parlano con una voce impercettibile. Questa la si può vedere come il fruscio dell&#8217;erba che cresce qualora l&#8217;uomo non la pesti. Il poeta in questa <strong>poesia</strong>, predica la pace tra i vivi e il rispetto per i morti. Possiamo anche ricordare che questa <strong>poesia</strong> è stata scritta dopo che era stato bombardato il cimitero di <strong>VERANO</strong> a <strong>ROMA</strong>!</p>
<p style="text-align: left">Spero di aver ridato a tutti voi la voglia di leggere e capire le poesie del passato&#8230;grazie ungaretti. Se volete commentare o aggiungere qualcosa ne sarei davvero lieto.</p>
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		<title>Il web store di cravatte più grande al mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cravattificio Diana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cravatta]]></category>
		<category><![CDATA[eleganza]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>
		<category><![CDATA[ties]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[eties è il primo progetto di Cravattificio Diana, azienda facente parte di un gruppo specializzato nella produzione e distribuzione della cravatta dal 1954.
Da oltre mezzo secolo la garanzia di qualità è l’impronta dell’intera produzione e, ancora oggi, rappresenta pienamente lo stile eties. eties è espressione di connubio tra stile e modernità: stile e cultura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eties è il primo progetto di Cravattificio Diana, azienda facente parte di un gruppo specializzato nella produzione e distribuzione della cravatta dal 1954.</p>
<p>Da oltre mezzo secolo la garanzia di qualità è l’impronta dell’intera produzione e, ancora oggi, rappresenta pienamente lo stile eties. eties è espressione di connubio tra stile e modernità: stile e cultura di creatori di Cravatte da oltre 50 anni e modernità nella ricerca di un prodotto sempre al passo con i tempi nei tessuti, nelle forme, nei disegni e nei colori.</p>
<p>Ogni Cravatta racconta qualcosa di chi la produce e la indossa, è un simbolo di carattere e la sua qualità permette di rappresentarne uno stile. eties si propone con l’affidabilità della sua esperienza, confermata dal continuo successo delle sue linee.</p>
<p>La fiducia del cliente fa parte della filosofia di eties: ogni cliente sa di poter contare, fra gli altri servizi, sull’assistenza post-vendita in grado di garantire la massima sicurezza nell’acquisto. Affidarsi ad eties, significa incontrare la tradizione e la modernità insieme, che ha un unico risultato finale: una Cravatta d’alta classe.</p>
<p><strong>Qualità delle cravatte eties</strong></p>
<p>eties significa stile in qualsiasi situazione: la particolarità della seta antipiega permette di indossare sempre un accessorio impeccabile con un risultato perfetto su qualsiasi tipologia di nodo. Nelle collezioni eties si trova la cura dei dettagli esclusivi che solo un prodotto di alta sartoria può vantare.</p>
<p>Tutte le Cravatte vengono realizzate con una confezione curata nei minimi dettagli ed utilizzando materie prime di estrema qualità. Offrire un servizio di classe superiore è prerogativa di eties. Ogni Cravatta viene confezionata custodita all’interno di un raffinato ed elegante bauletto.</p>
<p><strong>Shop</strong></p>
<p>La collezione eties è in vendita in esclusiva online. Sito all’avanguardia sia nella navigazione ma soprattutto nella grafica. Nel 2007 è stato selezionato tra i migliori 200 siti in Europa.</p>
<p><strong>La Collezione</strong></p>
<p>La collezione è stile di moda. Si rinnova periodicamente nei toni e nelle forme. La serie eties spazia dalle classiche cravatte in pura seta con colori e fantasie alla moda, a quelle più particolari prodotte in Edizione Limitata.</p>
<p>Anche le misure variano per far fronte alle più esigenti richieste: Little eties da 4,5cm. o 7 cm, e la extra long da 165 cm.</p>
<p><a href="http://www.eties.it">www.eties.it</a></p>
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		<title>LA RIVOLTA&#8230; DEGLI ASINI</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 14:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Walter il Mago</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[asini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Benito Mussolini, ai tempi del fascismo, dichiarava che il popolo dovesse essere trattato come un asino: con il bastone e la carota. La domanda che mi pongo non è se questa affermazione sia giusta o sbagliata ( anche perché la risposta mi sembra abbastanza scontata), ma mi chiedo invece se un pensiero di questo tipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benito Mussolini, ai tempi del fascismo, dichiarava che il popolo dovesse essere trattato come un <strong>asino</strong>: con il bastone e la carota. La domanda che mi pongo non è se questa affermazione sia giusta o sbagliata ( anche perché la risposta mi sembra abbastanza scontata), ma mi chiedo invece se un pensiero di questo tipo sia attuale oppure no.</p>
<p>Sarebbe superficiale, credo, ritenere che certe frasi, certi ideali, siano ormai sepolti insieme a chi li promuoveva; perché talvolta, se non sempre, ad andarsene sono gli uomini, non le loro parole; anche se queste parole, potrebbero rivelare verità imbarazzanti.</p>
<p>Già, credere che ancora oggi il popolo sia “asino” è imbarazzante un po’ per tutti, allora come è usuale a noi cittadini italiani e del mondo, troviamo ottimi motivi per auto convincerci che non sia così, o che se anche fosse così, essere asini è la cosa più bella al mondo.</p>
<p>Il fatto è che l’asino è asino, e come tale sgobba seguendo ordini e comandi di ogni tipo e si accontenta di una carota o di uno zuccherino per essere ricompensato e contento della propria vita; il popolo, invece, inteso come numeroso gruppo di persone, ha la capacità di scegliere se seguire o no gli ordini impartiti, di pensare ciò che conviene a se stesso e alla propria comunità oppure no, ha il <span style="text-decoration: underline;">diritto</span>, il <span style="text-decoration: underline;">dovere</span> e le <span style="text-decoration: underline;">possibilità</span> di rifiutare la carota o lo zuccherino di turno per auto motivarsi che quel tipo di vita vada bene così.</p>
<p>Certo è, che l’asino non può essere trattato da uomo, ma l’<strong>uomo </strong>da asino, la storia insegna, purtroppo si.</p>
<p>Quando è la televisione a proporci ciò che dobbiamo fare, comprare e dire, noi tutti, che piaccia o no, diventiamo asini, perché lasciamo che sia qualcun altro, incosciamente, a scegliere per noi. E loro son bravissimi, sia chiaro, le loro carote non sono carote, ma vere e proprie coltivazioni, troppo invitanti per poter rifiutare, troppo comode, per pensare che qualcos altro sia meglio. Guai a non farlo, guai a fare di testa nostra, perché poi arriva una di quelle bastonate che te le ricordi per tutta la vita. E la bastonata ce la diamo tra noi, con quegli occhi pieni di disprezzo, quelle parole amare di chi si è comportato da asino, e non può concepire che un suo simile, uomo (fino a prova contraria), non l’abbia fatto.</p>
<p>Poi si sa, quando l’asino di comandi ne riceve due contemporaneamente, uno da DESTRA  e uno da SINISTRA, va in confusione, si disorienta, non sa che fare: lì mi danno tanto, di lì faranno molto… Solo dopo aver scelto, con tutti i dubbi del caso, l’asino capirà, o forse no, che le promesse ipnotizzano, cavolo, ma non cambiano nulla; anzi, fregano!</p>
<p>Mussolini era un dittatore, e per lui considerare il popolo asino, quantomeno, aveva un senso logico, giustificava a se stesso e agli altri il suo essere dittatore. Ma nella <strong>democrazia</strong>, potere del popolo, capirete bene che l’equazione popolo = asino, spaventa parecchio, ha un significato drastico.</p>
<p>Personalmente credo quindi che sia giunto il momento di FARE gli <strong>uomini</strong>, non di esserlo solo sulla carta, di non accontentarsi più di carote o zuccherini; è ora di uscire dall’ipnosi della NOSTRA società, di ribellarci ai trucchi e ai sotterfugi di chi CREDE, sbagliando, di avere il diritto di ritenersi il nostro padrone.</p>
<p>Solo noi possiamo e dobbiamo <span style="text-decoration: underline;">cambiare</span>, <span style="text-decoration: underline;">dirigere</span> e <span style="text-decoration: underline;">comandare</span> la nostra “stalla”, la <strong>nostra vita</strong>; è arrivato il momento, che gli asini, si rivoltino.</p>
<p>Riccardo Brivio</p>
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		<title>SALVE, MI CHIAMO UOMO</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 16:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Walter il Mago</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quotidiano “il giornale” in un articolo di luglio ha pubblicato dati inquietanti riguardo il numero di vittime giustiziate dallo stato. Impossibile, nel 2009, non rifletterci sopra.
Nel 2007 sono state eseguite 5.851 esecuzioni, nel 2008 5.727 e nei primi mesi del 2009 250. Un numero che dovrebbe far pensare ma che soprattutto dovrebbe far rabbrividire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quotidiano “il giornale” in un articolo di luglio ha pubblicato dati inquietanti riguardo il numero di vittime giustiziate dallo stato. Impossibile, nel 2009, non rifletterci sopra.</p>
<p>Nel <span style="text-decoration: underline;">2007</span> sono state eseguite <strong>5.851</strong> esecuzioni, nel <span style="text-decoration: underline;">2008</span> <strong>5.727</strong> e nei primi mesi del <span style="text-decoration: underline;">2009</span> <strong>25</strong>0. Un numero che dovrebbe far pensare ma che soprattutto dovrebbe far rabbrividire ogni cittadino del mondo, tutte le madri, tutti i padri, tutti i figli. Morire impiccato, fucilato o su una sedia elettrica non è un destino consono alla razza umana, ma è solo il frutto della mentalità bestiale e selvaggia che l’<strong>uomo</strong> ha dentro di se.</p>
<p>Uccidere un <strong>uomo</strong> per un reato da lui commesso è indice di ignoranza, arretratezza e crudeltà, degna dei “migliori” nemici dell’umanità mondiale: tali Hitler Adolf, Mussolini Benito e Stalin Iosif, per intenderci; personaggi che hanno seminato morte e terrore in tutta Europa e nel mondo e che si sono dimenticati, per un attimo, cosa significhi essere <strong>uomo</strong>. Quell’attimo, è stato sufficiente per produrre un numero esorbitante di vittime.</p>
<p>Ma se rievocare momenti così tragici del nostro passato, fa male, leggere che nel 2008, in almeno 26 stati diversi più di 5000 persone sono state giustiziate con il consenso, l’approvazione e la giustificazione del governo non fa male, terrorizza.</p>
<p><strong>Cesare Beccaria</strong>, grande illuminista italiano attivo nel corso del XVIII secolo, sosteneva che la pena di morte non fosse utile a diminuire i delitti e i reati ma che fosse solamente una punizione preventiva ingiusta e crudele. Questi pensieri risalgono a circa 250 anni fa e oggi, rappresentano la motivazione più forte e valida utilizzata dagli stati europei e non europei che non “usufruiscono” della <strong>pena di morte</strong>.</p>
<p>Ma allora, in una società ancora devastata da povertà e morti di fame, guerre, attentati, violenze di ogni tipo, è ancora necessario aggiungere vittime a vittime? Io, come a suo tempo Beccaria e come molti stati del mondo, sono convinto di no, dato che faccio una fatica enorme a trovare motivazioni valide per acconsentire una soluzione di questo tipo; ma numerosi stati mondiali, dittatori e anche paesi democratici come <strong>Giappone</strong>, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Bielorussia</strong>, la reputano una soluzione inevitabile. Perché? Purtroppo a questa domanda non sono in grado di rispondere, perché il rispetto per la vita mi appartiene e non concepisco che un <strong>essere umano</strong> possa essere eliminato come fosse la carta di un gelato, con indifferenza e per di più nella legalità più totale.</p>
<p>Credo che il detto occhio per occhio, dente per dente, sia assai antico e che la preistoria, da quello che so, dovrebbe essere finita già da un pezzo.</p>
<p>Riccardo Brivio</p>
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