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	<title>Articoli Gratis &#187; oscar</title>
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		<title>Una vita da oscar</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 12:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veleno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vita di ogni uomo, nel suo mutare continuo, è inevitabilmente caratterizzata da cambiamenti più o meno graditi e desiderati. Cambiare significa distaccarsi da qualcuno, da qualche cosa, lasciare alle spalle dei capitoli dolci o amari della nostra storia, per andare avanti e proseguire nel nostro percorso di crescita.
Resta il fatto che il &#8220;distacco&#8221;, pur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: medium"><span>La vita di ogni uomo, nel suo mutare continuo, è inevitabilmente caratterizzata da cambiamenti più o meno graditi e desiderati. Cambiare significa distaccarsi da qualcuno, da qualche cosa, lasciare alle spalle dei capitoli dolci o amari della nostra storia, per andare avanti e proseguire nel nostro percorso di crescita.</span></span></div>
<p><span style="font-size: medium"><span>Resta il fatto che il &#8220;distacco&#8221;, pur essendo una condizione inevitabile per tutti è fonte di sensazioni molto forti, spesso con conseguenze devastanti sulla personalità di un uomo e, almeno inizialmente, negative. Non è mai semplice dover dire addio ( se pur anche temporanemente) a chi per tanto tempo ha fatto parte della nostra vita, condividendo emozioni, gioie, dolori; non è facile perdere la compagnia di una persona considerata importante e prendere coscienza che mai più, i momenti passati insieme, i sorrisi, i litigi, gli abbracci, potranno tornare. E non ha importanza se il distacco che ci accompagna è necessario oppure no, se aspettato o sorprendente; separarsi da qualcuno o qualcosa, non lascia indifferente mai, neanche l&#8217;uomo più cinico e freddo esistente sulla faccia della terra.</span></span></p>
<p>&#8221; Fuora piove acqua tinta e neve su le sudicie vie: dentro, dentro l&#8217;anima mia, piove malinconia, malinconia e disperazione&#8221;. In questa lettera a Lina Cristofori Piva, Giosuè Carducci, rende l&#8217;idea in poche righe di come una persona, davanti alla separazione da una persona cara, si possa sentire, che sia essa fuggita, partita o deceduta. In ogni caso, come scrive il &#8220;poeta-vate&#8221;, la nostra anima si colma di malinconia, di disperazione; un senso di &#8220;perdita&#8221;, di angoscia, di tristezza avvolge i nostri pensieri, facendoci perdere ogni minima traccia di lucidità e razionalità. Ciò che più ci mortifica e ci abbatte, è quella sensazione lacerante di impotenza davanti ai fatti già evidentemente accaduti, la consapevolezza di non poter intervenire sul presente ( come spesso riusciamo a fare), perchè è già passato. Tutto questo apre una ferita sanguinosa e profonda che il tempo senza dubbio potrà ricucire, ma mai guarire definitivamente, come descrive acutamente Herman Hesse: &#8221; quello squarcio e quella crepa si richiudono, si rimarginano e vengono dimenticati, ma in fondo al cuore continuano a vivere e a sanguinare&#8221;.</p>
<p>Riflettendo invece più approfonditamente intorno al concetto di &#8220;distacco&#8221; e alle inevitabili sofferenze che esso provoca, ritengo che alla base di tutto ci sia &#8221; l&#8217;abitudine&#8221;, un aspetto che più o meno, caratterizza le vite di tutti. Usando questo termine, tanto usato e abusato, non voglio certamente riferirmi a chi tutte le mattine si reca al &#8220;Bar Mario&#8221; a bere il caffè o a chi si lava i capelli sempre con lo stesso shampoo; sono abitudini, è ovvio, ma non tanto rilevanti da essere prese in considerazione. Parlo invece dell&#8217;abitudine a vivere in un determinato contesto famigliare o di affetti, di chi è abituato a vivere da tempo nello stesso luogo e con le stesse persone, tanto da sentire tutto ciò come una parte imprescindibile della propria vita. Non si ama qualcuno o qualcosa per abitudine, ma amare o vivere secondo determinati schemi, diventa un&#8217; abitudine, che neanche lontanamente penseremmo di modificare. Come dice Caldas Brito, &#8221; siamo migranti quando lasciamo i vecchi schemi e le vecchie abitudini per aprirci a nuove circostanze di vita&#8221;. Nuove circostanze che a volte sono cercate e desiderate e, dopo qualche momento di legittima tristezza, rimpianto o rammarico per aver lasciato alle spalle anni di vita, si guarda con speranza ad un futuro diverso ma migliore, e ci si attiva fiduciosamente per costruire, con fatica, un nuovo ciclo di vita. Altre volte però, queste nuove circostanze sono ciò che mai avremmo voluto e arrivano tempestivamente e spesso, senza preavviso, a rivoluzionarci completamente la vita, provocando in noi, come detto precedentemente, una sofferenza difficile da superare. Ma citando sempre parte dell&#8217;intervista fatta da C. Collina alla scrittrice brasiliana Christiana De Caldas Brito, &#8221; gli ostacoli possono trasformarsi in occasione di crescita&#8221;. Si, perchè momenti come questi andrebbero sfruttati per ripartire, non necessariamente meglio o come prima ( e spesso, illudendoci, e proprio così che ci sentiamo dire: &#8221; Sarai più forte di prima!&#8221;), ma per uscire &#8220;malconci&#8221; dalle macerie del nostro dolore e sentire l&#8217;esigenza di ri-progettare, ri-pensare, ri-costruire qualcosa di nuovo, ritrovando motivazioni e obiettivi da raggiungere, rituffandoci con fatica certo, ma anche con forza e determinazione in una nuova esperienza di vita.</p>
<p>Molti dicono che la sceneggiatura del nostro film sia già stata scritta da qualcuno e da parecchio tempo. Se così fosse, è sempre bene ricordarsi che gli attori protagonisti siamo noi e solo noi e quel che conta è interpretare al meglio la parte che ci viene assegnata.</p>
<p>Considero tutti in nomination per l&#8217;oscar.</p>
<p>Riccardo Brivio</p>
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