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	<title>Articoli Gratis &#187; modello olanda napoli 1600 seicento storia politica</title>
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		<title>Il Modello Istituzionale Olandese nel 1600: in Olanda e nel Regno di Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 20:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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Verso la metà del Seicento iniziò in Europa un periodo di declino e depressione. Le calamità naturali (principalmente carestie e pestilenze) colpirono pesantemente le popolazioni europee. Le guerre che si combatterono fino alla metà del Seicento bloccarono le attività economiche, distrussero immense ricchezze e crearono vuoti spaventosi, soprattutto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Seicento: un secolo di sola crisi?</strong></p>
<p>Verso la metà del Seicento iniziò in Europa un periodo di declino e depressione. Le calamità naturali (principalmente carestie e pestilenze) colpirono pesantemente le popolazioni europee. Le guerre che si combatterono fino alla metà del Seicento bloccarono le attività economiche, distrussero immense ricchezze e crearono vuoti spaventosi, soprattutto in Germania. Pure i raccolti furono disastrosi, e tutto ciò si tradusse con una diminuzione della popolazione Europea.<br />
I governi, per sopravvivere, aumentarono la pressione fiscale e ciò determinò un accentuarsi della già misera situazione dei popoli.<br />
Gli apparati statali utilizzarono tutte le energie per consolidare un&#8217;immagine che sempre più li allontanava dalle vere esigenze del popolo, sempre più oppresso dalla burocrazia e dalla fame. Le agitazioni sociali, dunque, esplosero un po&#8217; ovunque: Francia, Spagna, Paesi Bassi, Inghilterra ed Italia. Queste rivolte non erano di tipo istituzionale, ma di tipo sociale; ovvero ci si rivoltava contro l&#8217;incapacità dei governanti di far fronte alle mutate esigenze del vivere quotidiano. Tutto ciò portò, al rovesciamento, anche politico, delle forze in gioco. La Francia, l&#8217;Inghilterra ed i Paesi Bassi sfruttarono questa nuova situazione per un rinnovamento interno, mentre la Spagna e l&#8217;Italia si avviarono verso una decadenza ancora più profonda.<br />
Una crisi, questa, che percorse tutta l’Europa ma non toccò tutti gli Stati in eguale misura. Uno di questi è sicuramente l’Olanda, che in questo secolo, fa notare uno dei suoi momenti di maggior lustro e splendore.<br />
Secondo un mercante inglese, Josiah Child, l’Olanda del 1668 avrebbe conosciuto una crescita, prodigiosa nel commercio interno e in quello estero, ma anche nella ricchezza e nella consistenza della flotta, senza usare mezzi che altre nazioni avrebbero potuto mettere in campo.<br />
Child cerca di dimostrare questa tesi nella sua Brief Observations Concerning Trade and Interest of Money, facendo un elenco di mezzi che avrebbero portato gli olandesi a far progredire i loro commerci, e di conseguenza le loro ricchezze.<br />
Egli nota come i mercanti, siedono nei Consigli di Stato e di Guerra; questi mercanti, che hanno una grande esperienza teorica e pratica, fanno le leggi, le ordinanze e organizzano le paci con le potenze straniere, con grande vantaggio dei loro commerci. Commerci, che erano in particolare commerci di intermediazione, cioè l’acquisto di prodotti immagazzinati e poi rivenduti su altri mercati. Questo modo di commerciare, avveniva grazie alle grandi compagnie commerciali, la più famosa sicuramente è la Compagnia delle Indie Orientali (Vereenidge Oost-Indische Compagnie), che alla fine del secolo sarebbe diventata una grande agenzia coloniale e controllava non solo il commercio, ma anche la produzione di spezie e di tessuti, dopo ad aver sconfitto la concorrenza portoghese.<br />
In un secondo punto, si descrive come funziona la legge ereditaria; per cui tutti i figli ereditano, in eguale parte le ricchezze del padre.<br />
Poi si fa presente che ci sono grandi incentivi verso gli inventori di nuovi metodi per produrre, agli scopritori di nuove tecniche commerciali, nonché a quelli che per primi diffondono in Olanda le merci sconosciute prima.<br />
L’istruzione (scrivere, aritmetica e contabilità commerciale) olandese viene data ai figli sia maschi che femmine, anche a quelli non particolarmente ricchi.<br />
Child, nella sua analisi, prende in considerazione pure l’aspetto di grande tolleranza in materia religiosa, grazie alla quale molte persone, magari cacciate dai propri Paesi per motivi religiosi, si rifugiano in Olanda con le loro famiglie e ricchezze, e dopo pochi anni iniziano a condividere gli interessi degli olandesi.<br />
L’ultimo punto fa presente che l’Olanda ha un bassissimo tasso di interesse del denaro, che in tempo di pace, dice l’autore, non supera il 3% all’anno, e che nel 1668 non supera il 4% (nonostante la guerra con l’Inghilterra).<br />
Grazie a questi accorgimenti socio-politici, l’Olanda riesce a splendere di luce propria, e quindi ad avere un’espansione economica e culturale in questo secolo.</p>
<p><strong>Vicende dell’Olanda nel 1600 e il suo modello istituzionale</strong></p>
<p>L’Olanda è l’esempio più straordinario di ascesa ai vertici dell’economia mondiale.<br />
Infatti le Province Unite, uscite vittoriose dalla guerra con la Spagna hanno saputo sviluppare un modello in grado di permettergli una scalata verso l’apice dell’economia mondiale in poco tempo.<br />
Alla base di questo successo economico, oltre a motivi economici, ed in particolare alla creazione della Compagnia delle Indie Orientali, fondata nel 16024 con l’appoggio degli Stati generali delle Sette Province Unite (Olanda, Frisia, Zelanda, Utrecht, Groninga, Oweyssel, Gheldria), anche a motivi legati alla composizione sociale del governo repubblicano uscito dalla lotta di indipendenza, nonché a fattori legati alla cultura e alla mentalità.<br />
Le Province Unite, uscite da una guerra con la Spagna per l’indipendenza (1587), riuscirono ad applicare la supremazia della fede protestante, ma anche la conservazione dell’autonomia cittadina e dell’amministrazione provinciale secondo il vecchio sistema degli stati, nonché la continuazione del proprio sistema economico.<br />
La Lega di Utrecht, non era che una alleanza militare per soverchiare il potere della Spagna, essa non aveva, dunque, tra i suoi obiettivi a libertà e l’autonomia politica; furono le circostanze che la resero tale.<br />
La Repubblica che ne uscì, fu un organismo politico che non voleva essere un nuovo Stato, ma quando dovette comportarsi da Stato, si consolidò una forma del tutto grezza, con la struttura che poggiava su fondamenta antiquate e non agiva in base a nessun principio preciso.<br />
Le Provincie Unite erano state create seguendo un carattere federativo ed unitario, infatti la struttura politica era quella di governo separato per quanto riguarda la singola Provincia, mentre era da definirsi unito quando si parlava di governo delle Provincie.<br />
Il segno più caratteristico di questa anomalia politica, sta nel fatto che, dopo la ripudia del re, venne mantenuta la carica del suo delegato, lo stadhoulder. Questi racchiudeva nella sua figura alcuni poteri sovrani, quali la concessione delle grazie e impersonava un’autorità che si contrapponeva allo stato ma non poteva dirsi né autorità di controllo né un potere subordinato.<br />
Oltre la figura del stadhoulder restò in carica la figura del grande pensatore (raad pensionaris). Esso raffigurava l’avvocato erariale, il quale era diventato presidente e segretario degli stati, inoltre era dotato di una grande influenza presso gli Stati Generali.<br />
La sovranità era riposta negli stati di ogni singola regione, le cariche pubbliche non erano venali, ma elettive, ed i consigli cittadini non erano dominati dai nobili.<br />
In quasi tutto il paese erano solo due le cassi che avevano il potere: il patriziato urbano e la nobiltà terriera. Questa ultima godeva di grande influenza negli stati di Gheldiria e dell’Overyssel, ma non aveva il potere di influenzare concretamente sulle cose della Lega, che quindi era influenzata dal patriziato urbano.<br />
Il governo locale, ovvero quello della città, era retto da un Consiglio composto da un numero determinato di persone; tra le quali si annoverano i magistrati che venivano mutati ogni anno ed erano scelti tra le persone che componevano il Consiglio.<br />
Se bisogna prendere decisioni pubbliche importanti veniva indetta l’Assemblea degli Stati: i quali stati si formavano da rappresentanti di Nobili e da rappresentanti di Città e rappresentavano, nell’ottica del tempo, un corpo intero della Provincia, infatti, secondo Guido Bentivolglio (nunzio pontificio presso Bruxelles dal 1607 al 1615), in queste sedute si decideva di comun’accordo e da tante Città se ne formava una sola, quindi esse diventavano un corpo unico.<br />
Il Consiglio di Stato, concepito all’origine come organismo di direzione centrale, si isterilì davanti agli Stati Provinciali riducendosi a un semplice organo di controllo finanziario.<br />
Poi c’era la figura del Governatore, che era il Principe d’Orange, che godeva, come vedremo, di prerogative grandissime d’onore e di autorità.<br />
Il Corpo dell’Unione, consisteva nella grand’Assemblea degli Stati Generali di tutte le sette provincie. Esso era composto di due ordini di persone, i Nobili del paese e i Deputati di città, provenienti da ogni singola provincia. Questa assemblea era convocata quando c’era una nuova situazione o si doveva discutere di interessi comuni per tutta l’Unione. In questo caso le decisioni erano prese all’unanimità.<br />
Nonostante tutte queste particolarità, questa Repubblica visse per due secoli e amministrò il proprio territorio e il suo popolo in maniera migliore rispetto gli altri Stati dell’Europa.<br />
Un altro punto di forza di questo sistema statale fu la posizione della casa d’Orange, la quale non aveva compiti di sovrano, ma era rivestita di un prestigio che sconfinava nella regalità e il suo rappresentante era sempre attivo sui campi di battaglia come comandante supremo. Egli aveva alla base, del suo potere, l’affetto incondizionato del popolo, che lo vedeva come il Padre della Patria, in grado di avere, al bisogno, una volontà più forte dell’aristocrazia governante.<br />
Inoltre bisogna ricordare, che grazie alla Guerra dei trent’anni e a circostanze storiche favorevoli, l’Olanda riesce ad avere la supremazia economica; infatti, non deve temere la concorrenza della marina tedesca. La Spagna e il Portogallo hanno perso il loro potere commerciale, la Francia è appena uscita dalle guerre di religione e l’Inghilterra è in continua lotta per l’assetto statale.<br />
Questa supremazia dura fino al 1660. Ma la perdita di questa supremazia, economica e politica,  non significò, per l’Olanda del tempo,  la fine o la diminuzione della prosperità; anzi alla fine del XVII secolo, la Repubblica raggiunse il suo picco più alto sia nel ramo politico che in quello economico.</p>
<p><strong>Il “modello Olanda” del XVII secolo in Italia: in particolare nel Regno di Napoli</strong></p>
<p>Per iniziare a parlare di questa situazione, bisogna ricordare che alla base di questo tentativo di esportare il modello olandese fu la riuscita delle rivoluzione nelle Fiandre. Quindi secondo i reggenti italiani, il modello politico serviva per potersi liberare dal dominio spagnolo.<br />
Inoltre la propaganda e la conoscenza diretta dell’esperienza olandese arrivavano in Italia grazie ai soldati e ufficiali italiani che avevano combattuto nelle Fiandre e grazie ad una alleanza tra Venezia e l’Olanda stessa (1619), questo permise che molti olandesi che avevano preso parte alla rivoluzione portassero la loro testimonianza diretta.<br />
Un altro modo per intraprendere la conoscenza della realtà olandese fu costituita dai rapporti diplomatici con le diverse Repubbliche, in particolare con quella di Venezia, che era legata economicamente alla Repubblica olandese.<br />
Un secondo punto a favore di questo modello fu la fortuna economica olandese, la quale come ricordato in precedenza, fu talmente inaspettata e rapida da far diventare la Repubblica d’Olanda la potenza economica più grande del tempo.<br />
Da qui si deduce che la conoscenza della repubblica olandese e delle sue vicende erano ben conosciute in Italia, talmente tanto note da fornire materiale per l’elaborazione di una poposta politica in occasione della rivoluzione napoletana.<br />
L’inizio di questo tentativo di esportare il modello olandese in Italia, si ebbe nel 1647, quando, al culmine della ribellione antispagnola nel Regno di Napoli, venne conferito al duca di Guisa il titolo di “Difensore della libertà e Generale delle armi”.<br />
Questa figura politica aveva le stesse prerogative e gli stessi compiti che aveva il Principe d’Orange espletando la sua carica di stadhoulder.<br />
La ribellione napoletana nacque a seguito della gravezza del sistema fiscale spagnolo, venne seguita dalla proclamazione della repubblica.<br />
Questa repubblica era nata sul modello olandese, e quindi si chiedeva ai popoli di ciascuna provincia di eleggere una persona, la quale doveva rappresentare la sua provincia a Napoli. Con ciò si affermava la pari dignità a Napoli e alle altre provincie.<br />
Quindi abbiamo una repubblica che ha le seguenti caratteristiche:</p>
<p>- è nata da una ribellione antispagnola;<br />
- è una repubblica popolare;<br />
- è una organizzazione di tipo federale;<br />
- per le funzioni di guerra, il comando supremo era dato al duca di Guisa.</p>
<p>Queste caratteristiche sono riscontrabili nella Repubblica d’Olanda.<br />
Veniva dunque proposta una repubblica popolare, uno stato in cui tutte le provincie avessero un peso identico nell’esercitare le proprie funzioni di governo, ai nobili venivano riservati gli alti gradi dell’esercito e gli incarichi di prestigio, mentre il sistema economico sarebbe stato controllato dal ceto popolare.<br />
Il tutto sfumò una volta fallita la rivoluzione popolare contro il regime vicereale spagnolo, animata da Masaniello e Giulio Genoino, nel 1648. Data nella quale l’esercito spagnolo rientrò a Napoli.<br />
La repressione del governo di Madrid contro i ribelli napoletani fu un apparente indulto che fu seguito da condanne al carcere o a morte. Inoltre furono cancellati i documenti pubblici relativi al periodo rivoluzionario e vennero distrutti gli scritti che alludevano alla repubblica.<br />
Dopo il 1648, a Napoli, non si parlò più di Repubblica.</p>
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