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	<title>Articoli Gratis &#187; figli</title>
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	<description>Guadagnare in internet, Articles Marketing e Comunicati Stampa</description>
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		<title>COSA SIGNIFICA EDUCARE CORRETTAMENTE</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 20:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>masa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[educare]]></category>
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		<description><![CDATA[L’evoluzione dei modelli educativi e familiari
Se c’è un tema che fa discutere genitori e figli, marito e moglie, genitori e nonni, nonché il resto della parentela, è proprio il modo più giusto per educare i figli.
Ma chi è in grado di offrire una giusta educazione? Tutti, se c’è equilibrio.
In meno di tre generazioni, l’educazione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’evoluzione dei modelli educativi e familiari</p>
<p>Se c’è un tema che fa discutere genitori e figli, marito e moglie, genitori e nonni, nonché il resto della parentela, è proprio il modo più giusto per educare i figli.</p>
<p>Ma chi è in grado di offrire una giusta educazione? Tutti, se c’è equilibrio.</p>
<p>In meno di tre generazioni, l’educazione dei figli ha subito un cambiamento totale.</p>
<p>Quando una figlia di 15 anni, sta in salotto con i suoi amici, sua madre se ne va da un’altra parte per non disturbare.</p>
<p>La situazione era diversa quando sua madre aveva la sua stessa età: se si trovava in sala con gli amici e arrivava suo padre , doveva andarsene immediatamente. I problemi che genitori e figli sperimentano oggi sono conseguenza di un profondo cambiamento nella struttura familiare e sociale. Da un regime autoritario, dove le regole erano chiare (obbedisci!) e le punizioni frequenti, siamo passati ad una fase dove il bambino viene considerato “il re” assoluto.</p>
<p>I TEMPI SONO CAMBIATI</p>
<p>Questo processo si è accelerato ancora di più per i cambiamenti, le disuguaglianze e le incertezze della società attuale. Alcuni genitori, desiderosi di dare il meglio per i loro figli, si affannano per rendere compatibili le esigenze del mondo del lavoro con le responsabilità familiari, e spesso tranquillizzano la loro coscienza soddisfacendo tutti i capricci dei loro pargoli.</p>
<p>Altri, loro stessi vittime di problemi  sociali e personali, portano la conflittualità in casa. Il risultato di solito sono giovani disadattati o super adattati, violenti o remissivi, apatici o iper esigenti, scontrosi o narcisisti.</p>
<p>LA CRISI DEL MODELLO TRADIZIONALE</p>
<p>Le basi dell’insegnamento con cui i bambini imparano ad essere adulti si sono completamente ribaltate negli ultimi anni. Anni fa crescevano in famiglie gerarchiche e stabili. Il rapporto con zii, zie, cugini, genitori o nonni era più severo e passavano più tempo in loro compagnia.</p>
<p>I ragazzi e le ragazze dovevano svolgere funzioni che contribuivano al mantenimento generale della famiglia: curare l’orto o gli animali, lavare, stendere i panni, controllare i fratelli più piccoli.</p>
<p>Oggi invece, molto spesso i ragazzi se la cavano d soli quando escono da scuola, mentre i genitori lavorano senza avere nessun’altra attività che stimoli la loro autostima, se non prendere buoni voti a scuola.</p>
<p>Il rapporto con i genitori resta limitato ad un intervallo di tempo che in generale consiste in un semplice interrogatorio : “Dove sei stato ?”, “Hai fatto i compiti ? “.</p>
<p>Non solo, in molti casi il deve lottare per attirare l’attenzione di genitori stanchi.</p>
<p>NON DELEGARE LE REPSONSABILITA’ CHE TI SPETTANO</p>
<p>Come se non bastasse, è abbastanza diffusa l’idea che l’educazione si può delegare: alla scuola, alla babysitter o alla nonna che li guarda, allo psicologo. Ci rimproveriamo, poi, gli uni gli altri perché il risultato non è quello desiderato.</p>
<p>EDUCARE : UN PROGETTO COMUNE</p>
<p>-          Condividi con i tuoi figli tutto ciò che sia adatto alla loro età</p>
<p>-          Dai loro spiegazioni delle decisioni che prendi nella vita quotidiana, se sono importanti e adatte al loro grado di maturità.</p>
<p>-          Discuti di progetti e problemi di famiglia. Anche loro hanno il diritto di conoscere le difficoltà evitando comunque un tono di commiserazione. Dai loro l’occasione di contribuire a trovare una soluzione</p>
<p>-          Mostrati ricettivo nei confronti del punto di vista infantile. Cerca di essere un buon ascoltatore, senza dare per scontato di sapere già di cosa stanno parlando.</p>
<p>IL RAGAZZO CHE CRESCE NEL MODO GIUSTO</p>
<p>Secondo alcuni esperti del settore esistono cinque fattori significativi per sapere se si sta educando un bambino correttamente.</p>
<p>1)      Deve sentirsi competente. Fai in modo che collabori in ambito familiare e si senta utile</p>
<p>2)      Deve rendersi partecipe di ciò che succede. Il bambino ha bisogno di sentire che le sue opinioni sono importanti e deve avere fiducia in se stesso per imparare dai suoi errori e sviluppare autocontrollo e autodisciplina.</p>
<p>3)      Deve stringere nuove amicizie saper esprimersi e ascoltare. Condividi e negozia ciò che desidera e ringrazia perché puoi contare su di lui.</p>
<p>4)      Deve essere consapevole del fatto che le cose non gli riescono sempre bene, ma deve anche essere in grado di adattarsi se succede.</p>
<p>5)      Deve essere in grado di risolvere i suoi problemi, anche se è sicuro che, se ha bisogno d’aiuto, può chiederlo.</p>
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		<title>MIGRANTI: LA STORIA DI SONIA</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
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Come donna non ho un paese, come donna non voglio un paese, come donna il mondo intero è il mio paese (Virginia Wolf)
Può sembrare scontato, quasi retorico, scrivere di migranti nel contesto socio-economico di oggi. E&#8217; facile affermare che c&#8217;è bisogno di loro, come pure è semplice dire che di loro non c&#8217;è bisogno, [...]]]></description>
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<p align="justify"><em>Come donna non ho un paese, come donna non voglio un paese, come donna il mondo intero è il mio paese (Virginia Wolf)</em></p>
<p align="justify">Può sembrare scontato, quasi retorico, scrivere di migranti nel contesto socio-economico di oggi. E&#8217; facile affermare che c&#8217;è bisogno di loro, come pure è semplice dire che di loro non c&#8217;è bisogno, perché abbiamo già difficoltà così, nei vari settori della nostra vita quotidiana: lavoro, sanità, istruzione, settori che ci stanno stretti come un paio di pantaloni di diversi chili fa…eppure, al di fuori della diatriba che divide la popolazione, tra pro e contro gli stranieri, troppo spesso dimentichiamo un elemento sostanziale e indiscutibile che dovrebbe indicare la strada obbligata verso una società multietnica: l&#8217;importanza della conoscenza con popoli diversi; la quale ha come conseguenza immediata: l&#8217;abbattimento di barriere culturali, di pregiudiziali dure a morire, di un&#8217;ignoranza atavica che conduce, inevitabilmente, all&#8217;odio e alla guerra. Primo Levi scriveva: &#8220;se i popoli si conoscessero quante guerre sarebbero evitate!&#8221; Per questo è importante conoscere chi sono e come vivono i migranti e non fermarci alla lettura, peraltro a senso unico, che ci offre la cronaca nera, costituita in prevalenza da crimini che sembrano essere commessi esclusivamente da persone non appartenenti al nostro Paese. Ma non è così. E lo dichiarano le statistiche. A stuprare, uccidere, rubare non sono soprattutto gli stranieri, ma, anzi, i nostri connazionali. I migranti, quindi, non sono solo criminali. Tutti nel nostro inconscio lo sappiamo, ma ci è difficile ammetterlo, la paura del diverso è, a volte, insormontabile e si perde nella notte dei tempi.Vi raccontiamo la storia di Sonia. Non alta, minuta, ma tonica, Sonia, il nome è fittizio per rispettare la sua richiesta di anonimato, viene dall&#8217;Ucraina, da una cittadina dal nome impronunciabile per noi, con dieci consonanti in fila e forse una vocale. Gli occhi sono chiari come i capelli, ha 50 anni, ma ne dimostra molti di meno. Ingegnere meccanico navale, fisioterapista e ragioniera, è venuta via dal suo Paese, dopo essersi separata dal marito, in cerca di un lavoro che permettesse a lei e ai suoi due figli di vivere dignitosamente. &#8220;Non ne potevo più di andare a letto la sera e non poter dormire per il pensiero che la mattina dopo avrei trovato il frigorifero vuoto. La crisi economica ha colpito il nostro Paese, c&#8217;è stato un crack finanziario senza precedenti. I miei risparmi si sono volatilizzati in breve tempo, perché intanto mia nonna si è ammalata. E&#8217; lei che mi ha cresciuto, perché i miei genitori sono morti che avevo appena dieci anni. Da noi non passano le medicine ed io per acquistare l&#8217;insulina lavoravo senza sosta. Ma ero sempre al verde, si dice così?&#8221; &#8211; ride- &#8221; mio marito non sapeva che fare e alla fine è andato via. La mia adorata nonna è morta. I miei ragazzi erano ormai laureati, a quel punto ho deciso di tentare una strada nuova. E ho preso un aereo per l&#8217;Italia. E vi ringrazio, italiani, ringrazio il vostro Paese, perché ho trovato lavoro come badante, ma faccio anche le pulizie quando le famiglie me lo chiedono e ho trovato l&#8217;amore. Sì, un italiano che mi ha fatto innamorare a prima vista. Oggi ho una casa, il lavoro, l&#8217;amore. E posso dirlo: sono felice di vivere nel vostro Paese.&#8221;</p>
<p align="justify"><strong>Francesca Lippi</strong></p>
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