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	<title>Articoli Gratis &#187; Poesia</title>
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	<description>Guadagnare in internet, Articles Marketing e Comunicati Stampa</description>
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			<item>
		<title>La poesia non muore e non invecchia.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 21:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Quasimodo]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi stupisco sempre di fronte alla grandezza della poesia.
E mi commuovo, nel riscoprire ogni volta lo splendore della sua potenza ineguagliabile.
Una forza sovrumana, che le permette di resistere al Tempo conservando per sempre intatta tutta la sua &#8220;bellezza giovanile”.
Sì, proprio così! La poesia, oltre che eterna, è sempre giovane e attuale.
A sostegno di questa mia tesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi stupisco sempre di fronte alla grandezza della <strong>poesia</strong>.</p>
<p>E mi commuovo, nel riscoprire ogni volta lo splendore della sua potenza ineguagliabile.</p>
<p>Una forza sovrumana, che le permette di resistere al Tempo conservando per sempre intatta tutta la sua &#8220;bellezza giovanile”.</p>
<p>Sì, proprio così! La poesia, oltre che <strong>eterna</strong>, è sempre <strong>giovane</strong> e <strong>attuale</strong>.</p>
<p>A sostegno di questa mia tesi, voglio proporvi una poesia bellissima. Che ho amato anche ai tempi della scuola, ma che solo di recente ho veramente riscoperto. Ripescandola per caso, un giorno, in un cassettino della mia memoria in mezzo a tante vecchie cianfrusaglie.</p>
<p>Il poeta si riferisce, nei suoi versi, ai giorni cupi dell’occupazione tedesca in Italia. Ma, a pensarci bene, le sue parole calzano alla perfezione anche ad altri tipi di schiavitù ed oppressione che, oggi come allora, ci costringono troppo spesso al silenzio&#8230; reale o metaforico che sia.</p>
<p>Mi piace, ogni tanto, “riascoltarla” mentalmente. Come fosse una melodia, dolce e amara allo stesso tempo.</p>
<p>La poesia cui mi riferisco è</p>
<p><strong><em>Alle fronde dei salici</em></strong>, di Salvatore Quasimodo.</p>
<p><em>E come potevamo noi cantare</em></p>
<p><em>con il piede straniero sopra il cuore,</em></p>
<p><em>fra i morti abbandonati nelle piazze</em></p>
<p><em>sull&#8217;erba dura di ghiaccio, al lamento</em></p>
<p><em>d&#8217;agnello dei fanciulli, all&#8217;urlo nero</em></p>
<p><em>della madre che andava incontro al figlio</em></p>
<p><em>crocifisso sul palo del telegrafo?</em><br />
<em>Alle fronde dei salici, per voto,</em></p>
<p><em>anche le nostre cetre erano appese</em></p>
<p><em>oscillavano lievi al triste vento.</em></p>
<p>Parole perfette&#8230; che, a mio modesto parere, non necessitano ulteriori commenti.</p>
<p>Siete d&#8217;accordo?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Poesia di Giuseppe Ungaretti : VEGLIA</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jack sparrow</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[binomio]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe ungaretti]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[parafrasi]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[veglia]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[La poesia che vi presento oggi è '' VEGLIA '', una poesia del 23 dicembre 1915 scritta durante il periodo di guerra da GIUSEPPE UNGARETTI. I versi scritti da questo fantastico poeta riusciranno a farci capire il vero senso della vita...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><span style="text-decoration: underline;">VEGLIA </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">:</span></strong></p>
<p style="text-align: center">Un&#8217;intera nottata</p>
<p style="text-align: center">buttato vicino</p>
<p style="text-align: center">a un compagno</p>
<p style="text-align: center">massacrato</p>
<p style="text-align: center">con la sua bocca</p>
<p style="text-align: center">digrignata</p>
<p style="text-align: center">volta al plenilunio</p>
<p style="text-align: center">con la congestione</p>
<p style="text-align: center">delle sue mani</p>
<p style="text-align: center">penetrata</p>
<p style="text-align: center">nel mio silenzio</p>
<p style="text-align: center">ho scritto</p>
<p style="text-align: center">lettere piene d&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: center">Non sono mai stato</p>
<p style="text-align: center">tanto</p>
<p style="text-align: center">attaccato alla vita.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><strong><span style="text-decoration: underline;">PARAFRASI :</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">Per un&#8217;intera notte buttato come uno straccio accanto ad un compagno massacrato, con la bocca deformata rivolta verso il plenilunio, e con le mani congestionate, impresse nel silenzio assorto della mia anima col gesto disperato di aggrapparsi alla <strong>vita</strong>, ho scritto lettere d&#8217;amore, mosso da un irrefrenabile bisogno di affetto.</p>
<p style="text-align: justify">Mai come in quel momento, davanti all&#8217;orrore della <strong>morte</strong> violenta, ho sentito un più intenso attaccamento alla vita. ( un attaccamento non egoistico, ma sentito come protesta contro la guerra, come proclamazione del diritto di tutti gli uomini alla <strong>vita</strong> ).</p>
<p style="text-align: center"><span style="text-decoration: underline;"><strong>COMMENTO :</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; una <strong>veglia</strong> particolarmente atroce, scritta il 15 dicembre 1915, dove la morte si fà concretezza di stravolgimenti fisici e orrenda deformazione. Le parole stesse di <strong>Ungaretti </strong>- riferite a tutto il suo &#8221; diario di guerra &#8221; &#8211; siano il commento più illuminante a questa lirica. Il <strong>binomio</strong> ( <strong>morte</strong> &#8211; <strong>vita</strong> ) dà origine a 2 rispettivi campi sematici :</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: justify">&#8221; <strong>massacro</strong> &#8221;, &#8221; <strong>digrignata</strong> &#8221;, &#8221; <strong>penetrato</strong> &#8221;;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify">&#8221; <strong>plenilunio</strong> &#8221;, &#8221; <strong>silenzio</strong> &#8221;, &#8221; <strong>amore</strong> &#8221;, &#8221; <strong>vita</strong> &#8221;</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Sul piano sintattico, la risoluzione definitiva della <strong>morte</strong>, si traduce nel succedersi quasi ossessivo dei participi passati, che rendono la totale assenza di movimento; anche il &#8221; buttato &#8221; del secondo verso suscita un&#8217;idea di grave pesantezza, quasi in uniformità con quella del compagno morto. Ma all&#8217;improvviso, con uno stacco netto, ecco la conclusione del periodo, con l&#8217;introduzione del primo verbo finito e la comparsa decisa dell&#8217;io del <strong>poeta</strong> : che parla in prima persona, ad affermare la sua vitalità, il suo <strong>amore</strong> irriducibile per la <strong>vita</strong>!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poesia di GIUSEPPE UNGARETTI : Non Gridate Più!</title>
		<link>http://www.articoli-gratis.it/2009/11/poesia-di-giuseppe-ungaretti-non-gridate-piu/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jack sparrow</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe ungaretti]]></category>
		<category><![CDATA[gridate]]></category>
		<category><![CDATA[guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[parafrasi]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[poetica]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo all'inizio, proprio allo scoppio della seconda guerra mondiale e qui incontriamo un poeta, il suo nome è Giuseppe Ungaretti, un uomo semplice che riuscirà a colpire tutti noi, con le sue magiche parole che arrivano direttamente dall'anima. la poesia che voglio proporvi e : NON GRIDATE PIù]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Siamo nel periodo della seconda <strong>guerra mondiale</strong>. Qui incontriamo, il nostro amato <strong>poeta</strong> ( <strong>GIUSEPPE UNGARETTI</strong> ) per lui questo periodo  è molto sigificativo, visto che ha perso il figlio durante lo scoppio della <strong>guerra</strong>, quindi per <strong>Ungaretti</strong> sono momenti di vera sofferenza, di paura, di angoscia e di rovina. Il suo dolore è grande, ma come al solito riescie a regalarci delle perle di saggezza anche in queste situazioni. La poesia che esprire il suo dolore è questa :</p>
<p style="text-align: center"><strong><span style="text-decoration: underline;">NON GRIDATE PIU&#8217;</span></strong></p>
<p style="text-align: center">Cessate di uccidere i morti,</p>
<p style="text-align: center">non gridate più,non gridate</p>
<p style="text-align: center">se li volete ancora udire,</p>
<p style="text-align: center">se sperate di non perire,</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">Hanno l&#8217;impercettibile sussurro,</p>
<p style="text-align: center">non fanno più rumore</p>
<p style="text-align: center">del crescere dell&#8217;erba,</p>
<p style="text-align: center">lieta dove non passa l&#8217;uomo</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><strong><span style="text-decoration: underline;">PARAFRASI :</span></strong></p>
<p style="text-align: center">Smettetela di odiare i morti</p>
<p style="text-align: center">Non gridate più, non gridate</p>
<p style="text-align: center">L&#8217;unica speranza di non morire,</p>
<p style="text-align: center">L&#8217;unico modo per essere uomini, è</p>
<p style="text-align: center">ritrovare la pietà e il perdono, e</p>
<p style="text-align: center">mettere da parte l&#8217;odio, e ascoltare</p>
<p style="text-align: center">l&#8217;insegnamento dei morti.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">Hanno un sussurro debole</p>
<p style="text-align: center">Non fanno più rumore</p>
<p style="text-align: center">Del crescere dell&#8217;erba</p>
<p style="text-align: center">Felice dove non passa l&#8217;uomo,</p>
<p style="text-align: center">perchè porta solo distruzione.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left"><strong><span style="text-decoration: underline;">COMMENTO :</span></strong></p>
<p style="text-align: left">Sacro è il silenzio delle tombe e sacre sono le spoglie dei morti che dall&#8217;aldilà ci parlano con una voce impercettibile. Questa la si può vedere come il fruscio dell&#8217;erba che cresce qualora l&#8217;uomo non la pesti. Il poeta in questa <strong>poesia</strong>, predica la pace tra i vivi e il rispetto per i morti. Possiamo anche ricordare che questa <strong>poesia</strong> è stata scritta dopo che era stato bombardato il cimitero di <strong>VERANO</strong> a <strong>ROMA</strong>!</p>
<p style="text-align: left">Spero di aver ridato a tutti voi la voglia di leggere e capire le poesie del passato&#8230;grazie ungaretti. Se volete commentare o aggiungere qualcosa ne sarei davvero lieto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>sogni</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zighy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.articoli-gratis.it/?p=2215</guid>
		<description><![CDATA[Chiudi per un istante gli occhi,
prova a immaginarti
un mondo diverso,
dove
L&#8217;arcobaleno non svanisce,
dove
il colore del mare
si confonde con il cielo,
dove
nessuno
odia o uccide
per un Dio,
per una bandiera
di colore diverso,
un mondo
dove l&#8217;uomo,
non teme l&#8217;inferno,
o
ricerca il paradiso,
e giustifica,
il suo istinto animale,
dove l&#8217;uomo
vive e muore,
senza essere
padrone o servitore.
Un mondo unico,
che si può
non solo sognare,
ma fare,
se anche tu,
fossi uno di noi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiudi per un istante gli occhi,<br />
prova a immaginarti<br />
un mondo diverso,<br />
dove<br />
L&#8217;arcobaleno non svanisce,<br />
dove<br />
il colore del mare<br />
si confonde con il cielo,<br />
dove<br />
nessuno<br />
odia o uccide<br />
per un Dio,<br />
per una bandiera<br />
di colore diverso,<br />
un mondo<br />
dove l&#8217;uomo,<br />
non teme l&#8217;inferno,<br />
o<br />
ricerca il paradiso,<br />
e giustifica,<br />
il suo istinto animale,<br />
dove l&#8217;uo<span>mo<br />
vive e muore,<br />
senza essere<br />
padrone o servitore.<br />
Un mondo unico,<br />
che si può<br />
non solo sognare,<br />
ma fare,<br />
se anche tu,<br />
fossi uno di noi.</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>1942</title>
		<link>http://www.articoli-gratis.it/2009/11/1942/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zighy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiamo Jacopo,
avevo 12 anni,
vivevo in un piccolo paese,
con 200 anime,
si viveva dei frutti che la terra ci regalava,
e dei doni
del placido fiume,
che scorreva li vicino.
Non era,
il paradiso,
ma,
era
tutto il mio mondo.
Sapevamo della guerra, era stato,
Ivan,
il postino,
a dircelo.
Nessun aereo,
solco il cielo del mio paese,
nessun colpo di artiglieria,
si udii,
mai,
ne
mai,
vedemmo,
le divise dei nemici,
fino
a quando,
una notte,
delle urla,
dei rumori meccanici,
di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo Jacopo,<br />
avevo 12 anni,<br />
vivevo in un piccolo paese,<br />
con 200 anime,<br />
si viveva dei frutti che la terra ci regalava,<br />
e dei doni<br />
del placido fiume,<br />
che scorreva li vicino.<br />
Non era,<br />
il paradiso,<br />
ma,<br />
era<br />
tutto il mio mondo.<br />
Sapevamo della guerra, era stato,<br />
Ivan,<br />
il postino,<br />
a dircelo.<br />
Nessun aereo,<br />
solco il cielo del mio paese,<br />
nessun colpo di artiglieria,<br />
si udii,<br />
mai,<br />
ne<br />
mai,<br />
vedemmo,<br />
le divise dei nemici,<br />
fino<br />
a quando,<br />
una notte,<br />
delle urla,<br />
dei rumori meccanici,<br />
di cui,<br />
non conoscevamo,<br />
ne,<br />
la provenienza,<br />
ne<br />
la natura, ci svegliarono.<br />
Poi,<br />
il silenzio,<br />
quel silenzio,<br />
che ti annuncia,<br />
la fine.<br />
Io,<br />
rimasi seduto sul letto,<br />
nessun suono,<br />
usciva<br />
dalla mia bocca,<br />
anche<br />
se urlavo,<br />
la paura,<br />
mi aveva rapito.<br />
Mia madre,<br />
corse verso di me dicendomi:<br />
&#8220;calma Jacopo, non temere&#8221;.<br />
Mio padre,<br />
cercò<br />
di vestirsi velocemente,<br />
per vedere,<br />
cosa,<br />
stava accadendo.<br />
Poi,<br />
il rumore di stivali,<br />
dietro<br />
la porta di casa,<br />
e loro,<br />
entrarono,<br />
con tutta la violenza di questo mondo,<br />
con tutto l&#8217;odio del&#8217;inferno.<br />
Entrarono con le armi,<br />
mio padre,<br />
alzo le mani e disse:<br />
&#8220;non fateci del male,<br />
non abbiamo armi..&#8221;.<br />
Poi,<br />
lo sparo,<br />
che rimbombo nella casa,<br />
e vidi,<br />
mio padre,<br />
cadere a l&#8217;indietro,<br />
con un piccolo foro sul viso,<br />
a l&#8217;altezza<br />
dell&#8217;occhio destro.<br />
Mio padre era per terra,<br />
senza vita,<br />
con gli occhi,<br />
di chi non capisce<br />
il propio destino.<br />
Poi,<br />
loro,<br />
ci portarono fuori,<br />
senza dare,<br />
la possibilità,<br />
alla vedova<br />
di versare una lacrima,<br />
per<br />
quel corpo,<br />
che fino a 2 minuti prima,<br />
era il suo dolce sposo.<br />
Ci separarono subito,<br />
e mi portarono nella piazza del paese,<br />
mentre,<br />
uno di quei stranieri,<br />
ci diceva,<br />
nella nostra lingua,<br />
di non preoccuparci,<br />
di non aver paura,<br />
che ci avrebbero fatto salire su un camion,<br />
e portato in Palestina,<br />
era difficile,<br />
per me,<br />
non temere,<br />
mentre vedevo,<br />
nel buio delle case,<br />
quelle fiammate<br />
e quel rumore,<br />
che porto via mio padre,<br />
e sentire<br />
gli urli,<br />
delle nuove vedove.<br />
Nella mia<br />
ingenuità<br />
credevo,<br />
anzi speravo,<br />
che quello che diceva,<br />
lo straniero,<br />
fosse vero.<br />
Salii,<br />
sul camion,<br />
e<br />
mi misi a sedere,<br />
dove potevo,<br />
ma il viaggio,<br />
duro solo 2 ore,<br />
non sapevo,<br />
dove era la Palestina,<br />
ma sapevo,<br />
che non era,<br />
a due ore dal paese.<br />
Ci fecero scendere,<br />
con più violenza di prima,<br />
vidi,<br />
che eravamo arrivati in un bosco,<br />
c&#8217;era una stradina costeggiata,<br />
da grandi alberi,<br />
e stranamente,<br />
gli alberi,<br />
sembravano piegarsi,<br />
verso l&#8217;esterno del sentiero,<br />
come se,<br />
gli alberi,<br />
non volessero<br />
vedere quello che si stava compiendo li,<br />
da l&#8217;uomo.<br />
Dalla fine del sentiero,<br />
arrivava un rumore metallico,<br />
il canto del diavolo,<br />
pensai.<br />
Dopo quelli,<br />
davanti a noi,<br />
tocco al mio gruppo,<br />
a incamminarsi<br />
in quel sentiero.<br />
Con le mani alzate,<br />
arrivammo in una radura,<br />
vicino a un camion,<br />
da dove usciva una canna,<br />
c&#8217;erano degli stranieri,<br />
ubriachi,<br />
Ci misero,<br />
con la schiena al camion,<br />
e a quella canna,<br />
grigia e fumante,<br />
e vidi,<br />
davanti a me,<br />
una fossa,<br />
con dei corpi senza vita,<br />
con gli occhi pieni di paura,<br />
e mi accorsi,<br />
che erano,<br />
quelli del gruppo,<br />
che era partito per quel sentiero,<br />
prima di noi.<br />
Un anziano,<br />
accanto a me,<br />
incominciò<br />
a pregare,<br />
mentre dietro,<br />
gli stranieri<br />
ridevano.<br />
Avevo paura,<br />
non capivo,<br />
come,<br />
la mia morte,<br />
la nostra morte,<br />
potesse cambiare le sorti di questa guerra,<br />
della storia,<br />
ma le mie domande,<br />
furono interrotte,<br />
dal canto del diavolo.<br />
Mi senti,<br />
la vita sfuggire via,<br />
il cielo<br />
cadermi addosso,<br />
il respiro finire.<br />
Ora,<br />
sono qua,<br />
testimone silenzioso,<br />
di ciò che è,<br />
accaduto qua,<br />
ora,<br />
gli alberi,<br />
sono curvi verso la nostra tomba,<br />
per farci ombra,<br />
quando fa caldo,<br />
per difenderci<br />
dal maltempo,<br />
per renderci<br />
omaggio.<br />
E tu,<br />
che passi di qua,<br />
che ci disprezzi,<br />
che pensi,<br />
che non siamo,<br />
mai esistiti,<br />
o che,<br />
se siamo qua,<br />
abbiamo meritato tutto.<br />
Ricorda,<br />
se domani,<br />
il germoglio della violenza,<br />
darà ancora,<br />
dei frutti,<br />
se l&#8217;uomo,<br />
fa ancora<br />
un orgia,<br />
con la follia e la guerra,<br />
ricorda,<br />
il prossimo Jacopo,<br />
potresti,<br />
essere tu.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>non amarmi</title>
		<link>http://www.articoli-gratis.it/2009/11/non-amarmi/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zighy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non amarmi,
solo per sentirti vivo,
non chiedere
se conosci le mie risposte,
i miei sogni
e i miei desideri,
sono un oceano in tempesta,
e tu,
sei troppo fragile,
per navigare in me,
e con me,
non chiedere
quello ce non ti aspetta,
non amare,
ciò che non conosci,
ma lascia
scorrere il tempo,
senza intrappolarlo,
lascia che io
svanisca da te.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non amarmi,<br />
solo per sentirti vivo,<br />
non chiedere<br />
se conosci le mie risposte,<br />
i miei sogni<br />
e i miei desideri,<br />
sono un oceano in tempesta,<br />
e tu,<br />
sei troppo fragile,<br />
per navigare in me,<br />
e con me,<br />
non chiedere<br />
quello ce non ti aspetta,<br />
non amare,<br />
ciò che non conosci,<br />
ma lascia<br />
scorrere il tempo,<br />
senza intrappolarlo,<br />
lascia che io<br />
svanisca da te.</p>
]]></content:encoded>
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