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	<title>Articoli Gratis &#187; Fabio Disint</title>
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		<title>Assixto non vi lascia mai soli.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 08:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Palmanova (UD)- Quando si presenta una necessità di assistenza, potete contare sempre su un interlocutore che non solo vi supporta nelle emergenze più immediate, ma vi permette di risolvere brillantemente i piccoli e grandi problemi quotidiani.  Questo è il Gruppo Assixto, che dal 1° marzo ha aperto la nuova sede a Palmanova.
Assixto Palmanova offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Palmanova (UD)- Quando si presenta una necessità di assistenza, potete contare sempre su un interlocutore che non solo vi supporta nelle emergenze più immediate, ma vi permette di risolvere brillantemente i piccoli e grandi problemi quotidiani.  Questo è il Gruppo Assixto, che dal 1° marzo ha aperto la nuova sede a Palmanova.<br />
Assixto Palmanova offre assistenza domiciliare e ospedaliera, diurna e notturna, prestazioni infermieristiche e fisioterapiche, rapidità burocratica per ottenere agevolazioni.  Ci trovate a Palmanova (UD) in Borgo Udine, 28. Per informazioni palmanova@assixto.it.</p>
<p><a href="http://www.assixto.it"><br />
</a></p>
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		<title>LINUX: Ubuntu Netbook Remix</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 03:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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Esiste un nuovo sistema operativo studiato appositamente per i nuovi neebook, si chiama UBUNTU NETBOOK REMIX (in seguito UNR).
La distribuzione Linux destinata ai computer portatili e ai netbook è stata annunciata ufficialmente da Canonical, in occasione di un evento organizzato nella cornice del Computex 2008.
Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu, durante un&#8217;intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Histats.com  START  (standard)--><br />
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<!-- Histats.com  END  --><br />
Esiste un nuovo sistema operativo studiato appositamente per i nuovi neebook, si chiama UBUNTU NETBOOK REMIX (in seguito UNR).</p>
<p>La distribuzione Linux destinata ai computer portatili e ai netbook è stata annunciata ufficialmente da Canonical, in occasione di un evento organizzato nella cornice del Computex 2008.</p>
<p>Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu, durante un&#8217;intervista ha infatti parlato di una versione di Ubuntu Linux, studiata specificamente per i notebook ultraportatili, i famosi netbook, che prenderà il nome di Ubuntu Netbook Remix.</p>
<p>Mentre gli schermi dei normali notebook si erano posizionati sui 15&#8243;, con vette verso il basso di 12&#8243;, i nuovi netbook arrivano sul mercato con schermi di 7&#8243; e ora si sono attestati sui 9 o 10 pollici.<br />
Da qui la necessità di studiare una nuova interfaccia per migliorare l&#8217;usabilità dei nostri PC. Tale rivoluzione sarà maggiore per chi è abituato ad usare Windows, meno sconvolgente sarà per gli utilizzatori del Pinguino.</p>
<p>UNR è, dunque, una versione personalizzata di Ubuntu, che include ottimizzazioni per netbook con processore Atom e fornisce un ambiente di lavoro ed una serie di pannelli pensati per l’utilizzo su portatili con schermi piccoli e a bassa risoluzione.</p>
<p>Quello che colpisce positivamente è la priorità accordata al risparmio di spazio. L&#8217;interfaccia di UNR fonde in un&#8217;unico pannello le tradizionali launchbar (quella delle icone), la taskbar (quella delle finestre aperte) e la titlebar (ossia le decorazioni di finestra). Così facendo si limita lo spreco di spazio e la duplicazione di contenuti, in un&#8217;ottica d&#8217;uso in cui le finestre sono sempre massimizzate.</p>
<p>Al centro dello schermo ci sarà un luogo centrale da cui accedere al contenuto del proprio PC: in particolare i documenti e le applicazioni. Tutto questo semplificherà l&#8217;uso di Ubuntu, e in particolare della funzione Nautilus, che risulterà sempre massimizzata.</p>
<p>Il tutto è già disponibile dall&#8217;uscita di Ubuntu 9.10 Karmic Koala, ossia da Ottobre 2009.</p>
<p>Canonical ha annunciato di essere in trattative, inoltre, con numerosi produttori per integrare Ubuntu Netbook Remix su molti modelli di netbook, che vedremo in vendita solo verso la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Infine, per chi non può aspettare di trovarlo in allegato a qualche rivista per PC, vi indico il link da cui potete scaricare il vostro nuovo SO per netbook.</p>
<p><a href="http://www.ubuntu.com/GetUbuntu/download-netbook"></a></p>
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		<title>L’IMMAGINE DEL LEADER: Quanto conta per gli elettori?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 20:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanto conta l’immagine dell’uomo politico per gli elettori al fine del voto? E&#8217; il quesito a cui Mauro Barisone cerca di dare una risposta, nel libro L&#8217;immagine del Leader.  L&#8217;autore prende in considerazione diversi personaggi politici, da G.W.Bush  a Zapatero, passando attraverso l’analisi anche di leader minori.
Iniziando ad analizzare il libro, Barisone, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto conta l’immagine dell’uomo politico per gli elettori al fine del voto? E&#8217; il quesito a cui Mauro Barisone cerca di dare una risposta, nel libro <strong>L&#8217;immagine del Leader</strong>.  L&#8217;autore prende in considerazione diversi personaggi politici, da G.W.Bush  a Zapatero, passando attraverso l’analisi anche di leader minori.<br />
Iniziando ad analizzare il libro, Barisone, da la colpa alla videopolitica, termine che indica la miscela tra televisione e leader politico, di ribaltare il rapporto tra i leader e la democrazia.<br />
L’autore dichiara che &lt;&gt;, infatti l’immagine del leader è lavorata sul piano della presentazione visiva ma anche sotto il profilo dei tratti di personalità, delle qualità di leadership e delle posizioni politiche.<br />
Nel primo capitolo, “IMMAGINE MENTALE, IMMAGINE PUBBLICA”, l’autore definisce che cos’è l’immagine e per definirla porta degli esempi di leader politici.<br />
L’immagine è un termine complesso e reso tanto più ambiguo dalla varietà degli usi di senso comune. Secondo l’autore, uno dei limiti è quello di &lt;&gt;.<br />
&lt;&gt; qui porta l’esempio di G.W.BUSH che appare nel suo ranch texano, mentre maneggia una motosega indossando cappello e stivali da cowboy.<br />
Da qua si deduce che &lt;&gt;. Nasce dunque un secondo quesito, ovvero se l’immagine che noi vediamo è falsa o rappresenta solo parzialmente la verità.<br />
La risposta, secondo i più moderni sociologi dei media, sembra essere che tra immagine e realtà non ci sia nessuna differenza. Questo si deve al fatto che il mondo è saturo di immagini della politica veicolate dai media.<br />
&lt;&gt;.<br />
Quindi reale è quello che viene percepito come tale.<br />
&lt;&gt;.<br />
Infine la ragione fondamentale sarebbe legata al discorso dello “spettacolo politico”, ovvero quella che raffigura ogni interazione sociale come una recita, una rappresentazione teatrale fra attori che cercano di salvare la faccia o di ben figurare sul palcoscenico della vita quotidiana, e se la vita politica può essere vista come una grande rappresentazione rituale, non può che essere considerata come una grande recita nella quale è praticamente impossibile distinguere la trama reale dalla trama spettacolare.<br />
Il secondo equivoco che si fa sull’immagine politica riguarda la questione dell’appartenenza, della superficie, dell’aspetto meramente esteriore. Ovvero solo il look. Questa sarebbe l’immagine visiva, ma questa, secondo Barisone, &lt;&gt;<br />
&lt;&gt;qua porta l’esempio di BILL CLINTON, ovvero si potrebbe pensare all’uomo prestante, brizzolato, l’accento rauco del sud, il carattere espansivo; ma anche l’etichetta di partito democratico; come tutte le sue politiche fino al caso dell’impeachment.<br />
L’immagine sarebbe uno schema mentale, una sintesi degli elementi più accessibili per un individuo in un momento dato.<br />
Quindi nel 1992 Clinton sarebbe stato legato ad una immagine diversa rispetto all’attuale: ovvero sassofonista, renitente alla leva in Vietnam, di marito poco fedele,ecc&#8230; Oggi la figura è per tutti quella di una personalità super partes dotata di un capitale di prestigio accumulato nell’arco di due presidenze, ecc..<br />
Quindi l’immagine è essenzialmente l’immagine ricevuta che potrà in maggiore o minore misura coincidere con l’immagine proiettata, frutto degli sforzi strategici e comunicativi di un leader politico e dei suoi consulenti.<br />
L’immagine è immagine mentale. Quindi si parla di un processo cognitivo, o meglio si trova al crocevia di tre processi cognitivi:</p>
<p>-i processi percettivi (quale immagine visiva mi viene in mente);<br />
-i processi immaginativi (come recepiamo ed elaboriamo ogni nuovo stimolo o informazione aggiuntiva);<br />
-i processi mnestici (quali conoscenze ho depositato nella memoria a lungo termine e sono in grado di recuperare).</p>
<p>Nei capitoli successivi il libro entra nel vivo del discorso dell’immagine del leader, e viene divisa in:</p>
<p>-immagine personale;<br />
-immagine politica;<br />
-immagine performativa.</p>
<p>L’immagine personale e quella politica, sono le dimensioni più evidenti che compongono l’immagine del leader.<br />
L’immagine personale &lt;&gt;.<br />
Secondo Barisone, ad un primo livello si trova la faccia, definita come l’insieme dei tratti esteriori, quelli che hanno a che fare con l’apparenza fisica o con la presentazione visiva del leader. Faccia, dunque, che è immagine visiva, ovvero una parte dell’immagine personale e dunque dell’immagine del leader.<br />
Essa è considerata l’aspetto più importante, in quanto gli elettori sceglieranno, una faccia bella piuttosto che ad una brutta.<br />
Infatti da quando c’è la televisione non può che andare così: &lt;&gt;.<br />
Tre sono le tesi che vengono riportare, da Barisone, a sostegno della tesi per cui si deve dare una certa importanza ai tratti fisici nella competizione elettorale:</p>
<p>-si basa sulle teoria implicite della personalità ed è un discorso psicologico: ovvero, la faccia viene usata come spia della personalità: ovvero, alla persona di dall’aspetto piacevole verrà dato una personalità simpatica e piacevole; oppure le persone dai lineamenti infantili verranno percepite come più oneste, sincere ma incerte, poco sicure di sé, contrariamente a quelle dai tratti squadrati e spigolosi.<br />
-La bella faccia, potrà procurare al candidato che la possiede un<br />
vantaggio competitivo sui concorrenti, per un duplice meccanismo inerente al mondo dei media e alla logica della televisione: ovvero si di bell’aspetto ma anche deve padroneggiare le tecniche di comunicazione televisiva.<br />
-L’ultimo punto riguarda la selezione delle candidature. Ed è un punto al negativo, in quanto il candidato dalla faccia particolarmente inadeguata rischia di far compromettere l’esito delle elezioni.</p>
<p>Un’ altro punto a sostegno dell’immagine personale è sicuramente la capacità comunicativa. Capacità comunicativa, che è sia verbale: ovvero capacità retoriche, abilità dialettiche e logica argomentativi, ma anche non verbale: ovvero l’espressività facciale, la postura del corpo, la gestione delle mani e delle braccia.<br />
Il testo fa riferimento alle primarie democratiche del 2004 dove JOHN KERRY batté il rivale Edwards. Nonostante Kerry avesse una immagine visiva eccentrica, riuscì ad acquisire una capacità comunicativa ottima e questo lo portò a sfidare G.W.Bush alle presidenziali. Questa capacità può essere ridotta alle espressioni inglesi hand-shaking e baby-kissing.<br />
Altri caratteri che vengono citati nel testo, e che sono legati all’immagine personale, sono relativi alla sfera privata, ovvero la fedeltà coniugale, la vita personale, passata e presente, e l’appartenenza religiosa.<br />
La fedeltà coniugale, è da intendersi come elemento, quasi fondamentale, nel contesto delle elezioni americane.<br />
L’autore porta l’esempio di un senatore democratico candidato alle primarie del 1988, che messo sotto pressione dai media, per presunte relazione extraconiugali, riuscì ad ottenere solo il 4% come percentuale di voto nel suo Stato di appartenenza.<br />
Diverso, fu il discorso per Bill Clinton,  infatti già nella sua immagine personale, un tratto caratterizzante, anche delle primarie del 1992 era quello dell’infedeltà.<br />
Ma nonostante questo scandalo, il livello di approvazione del presidente resse sempre a buoni livelli, ma alla fine dell’impeachment salì fino al 70%.<br />
Quindi era sempre visto come un buon presidente.<br />
In Italia, le voci che corrono fra gli addetti ai lavori riguardo alle relazioni extraconiugali dei politici sono irrilevanti per l’opinione pubblica, come generalmente discreta, benché di una discrezione decrescente nel tempo, la copertura che i giornali offrono sull’argomento.<br />
Per quanto riguarda il discorso della vita personale del leader, il caso più interessante che ha portato l’autore riguarda il presidente USA Bush, il quale, ha avuto un passato da alcolista e si dice che avesse tendenze ad assumere stupefacenti, ma questi elementi restarono sullo sfondo della campagna elettorale del 2000. Egli, infatti, riuscì ad adoperarsi per neutralizzare questi gravi tratti dell’immagine latente e lo fece proponendosi con la ritualità del cristiano rinato e reiterando un messaggio religioso e tradizionalista che sarà poi sublimato nella campagna del 2004, sul tema dei valori morali.<br />
&lt;&gt;.<br />
E con questo termina la spiegazione dell’immagine personale.<br />
L’immagine politica, a differenza dell’immagine personale, stanno concetti politologici, ovvero &lt;&gt;.<br />
A questo modello si contrappone quello definito di “identificazione partitica”, ovvero l’elettore esprime il voto fondato su un sentimento di attaccamento a un partito, e talvolta quello del “voto personale”, legato alle qualità del leader politico o del candidato.<br />
L’ultima immagine analizzata da Barisone è: l’ immagine performativa.<br />
Essa sarebbe la somma delle due immagini sopra descritte, o meglio, la traduzione di entrambe queste immagini in una sfera più generale di &lt;&gt;.<br />
Quindi possiamo definirla come l’immagine che meglio sintetizza l’immagine di un leader per il cittadino che viene impegnato in un processo valutativo dell’offerta politica. All’origine dell’immagine performativa si trovano la sfera politica e quella personale, le quali possono anche occupare, una posizione dominante nell’immagine globale del leader.<br />
Alla fine di questo capitolo, l’autore elenca dieci ideal- tipi di immagini performative di successo:</p>
<p>-Il Creso. Quando l’immagine personale del candidato ricco come un Creso si trasfigura nell’immagine performativa del Re Mida, che trasforma in oro ciò che tocca. Il candidato è un leader multimilionario, di una ricchezza prodotta in sfere extra politiche.<br />
Il Vincente. Il candidato tanto più votato quanto più pronosticato di vincere.<br />
-Il Normale. Immagine performativa più vicina alla sfera dei posizionamenti politici. (ovvero il politico che in Sicilia si accomoda con Cosa Nostra, in Afghanistan codifica l’uso del burqua)<br />
-Il Manager. Esso si propone come il soggetto in grado di garantire una solida maggioranza al partito dominante.<br />
-L’Outsider. È il politico che porta nuovi linguaggi, risorse fresche, competenze diverse e voti supplementari. La provenienza del leader può essere diversa e non importa, infatti esso può arrivare addirittura dal cinema.<br />
-Il Carismatico. Il termine carismatico è da intendersi in senso weberiano, adattato alla politica elettorale  massmediatica moderna. Questo leader Emerge solo in certe fasi storiche. Esso si sente chiamato a svolgere una missione ed è riconosciuto come tale dalle masse.<br />
-Il Post identitario. Ha in se un valore di guida ed è al di sopra delle vecchie ideologie politiche.<br />
-IL Leader Forte. Immagine sommamente performativa non si esaurisce  nell’uomo dal pugno di ferro. Esso è chi riesce a rassicurare il la propria popolazione, spesso in crisi di emergenza.<br />
-L’Everyday man. Esso è chi è più vicino alla sfera personale, l’immagine performativa del candidato si fonda sui tratti percepiti del calore umano, della semplicità, della vicinanza alla gente della facilità nel contatto con il pubblico.<br />
-Il Genuino. Esso è il soggetto che si presenta come uno schietto, persona senza problemi di immagine e di cui si può dire che la sua immagine performativa è proprio quella immagine.</p>
<p>Per rispondere al quesito iniziale, ovvero quanto conta l’immagine del leader, Barisone dice che bisogna aiutarsi con altre tre domande: dove/quando conta, chi conta e come conta.<br />
Per rispondere alla prima domanda dove/quando conta, bisogna tenere conto del contesto spazio e temporale:<br />
il contesto istituzionale: l’immagine conta sicuramente di più nei sistemi istituzionali, e nelle cariche ad elezioni diretta, con possibilità di voto personale sulla scheda.<br />
il contesto territoriale: l’immagine conta nelle unità territoriali (collegi, regioni, circoscrizioni) prive di struttura sociopolitica marcante, di un partito egemone.<br />
il contesto politico: l’immagine conta nei contesti politici poco polarizzati, dove l’offerta politica si caratterizza per una debole distanza ideologica e una limitata differenziazione programmatica, e dove la cultura politica dei cittadini è relativamente omogenea.<br />
la congiuntura economica: l’immagine conta in assenza di congiunture speciali – boom o recessioni – che trasformino il voto in pressoché scontata conferma o destituzione del governo uscente<br />
li clima d’opinione: l’immagine conta dove siamo in assenza di un clima d’opinione dominante, in cui molti, auspicano un cambiamento. Quindi non alla fine di un ciclo politico, e non all’apice di successo di un governo.<br />
la crisi sistemica: essa conterà in situazioni dove le strutture dei riferimenti politici cedono.<br />
la struttura della comunicazioni di massa: l’immagine conterà dove il sistema mediatico sarà caratterizzato da elevata presenza di canali di informazione, cultura giornalistica partisan, un netto orientamento del pubblico alla televisione come fonte di informazione politica, e in assenza di regolamentazione dei flussi di comunicazione elettorale.<br />
il tipo di campagna: l’immagine conterà in una campagna elettorale non a bassa intensità (a bassa salienza per gli elettori e a debole copertura mediatica) dove le definizioni delle abitudini di voto saranno minime.</p>
<p>Per rispondere alla seconda domanda chi conta, si tiene conto dei requisiti del candidato e della sua immagine:<br />
la notorietà: l’effetto leader si calcola sui grandi numeri. Affinché l’immagine del leader possa essere influente sull’esito aggregato del voto, il leader deve contare su una notorietà quasi assoluta.<br />
la familiarità: per rappresentare la base del voto, il candidato deve essere noto e familiare agli elettori, mentalmente vivido e accessibile.<br />
la simbolicità: il candidato tenderà a incarnare una sorta di simbolo, una figura in grado di condensare cognizioni e affetti, suscitare emozioni, orientare e mobilitare.<br />
la popolarità: esso sintetizza notorietà e gradimento nell’elettorato, e fornisce una misura dell’efficacia di un’immagine politica<br />
l’incumbency: lo statuto di candidato uscente rende più probabile tutte le caratteristiche precedenti,  facilita l’acquisizione di spazi mediatici e favorisce l’accesso allo spazio cognitivo dell’elettore che decide.<br />
l’immagine visiva: ovvero avere una buona immagine, nel senso riduttivo di un buon look, o aspetto esteriore.</p>
<p>La terza ed ultima domanda è come conta l’influenza del leader sul voto:<br />
l’effetto diretto: l’elettore vota quel partito o schieramento perché c’è quel leader, con quella data immagine.<br />
l’effetto negativo: l’elettore defeziona da un partito o da uno schieramento perché guidato da un dato leader.<br />
l’effetto indiretto di lungo periodo: l’elettore vota abitualmente per un dato partito la cui offerta politica complessiva ritiene più credibile, e alla cui immagine di credibilità contribuisce il candidato alla leadership.<br />
l’effetto indiretto di breve periodo: l’elettore vota, a una elezione data, per un partito la cui coalizione complessiva ritiene più credibile, e alla immagine di credibilità contribuisce il candidato alla leadership.<br />
l’effetto indiretto retrospettivo: il leader è un incumbent, ovvero un primo ministro o presidente uscente. L’elettore si ritiene soddisfatto dell’operato del leader e del suo governo.<br />
l’effetto indiretto programmatico: voto d’opinione, ovvero credo nel programma, e voto il leader che lo propone.</p>
<p>Quindi ora, con queste basi possiamo rispondere alla domanda quanto conta l’immagine del leader nella competizione elettorale.<br />
Nelle forma dell’effetto diretto, l’immagine del leader, al di fuori delle competizioni presidenziali, conta relativamente poco. Niente se il contesto è opposto a quello precedente. Qualche punto percentuale, nei casi più tipici. Di più, quando le condizioni maggiormente propizie sono soddisfatte.<br />
Il discorso sull’immagine del leader ha molto del suo interesse nelle varie modalità, nelle diverse forme in cui essa può influenzare la scelta del voto e il giudizio su un presidente, su un primo ministro, sul capo di partito. In questo senso, l’immagine è anche un fenomeno pervasivo, che impregna di sé l’intero processo elettorale.<br />
Dunque, secondo l’autore del libro, è necessario tenere conto dell’immagine, ma bisogna dirsi che a volte conta altre volte no. L’importante è esplorare i contesti, in cui, l’immagine,  conta poco o è del tutto impotente.</p>
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		<title>Il Modello Istituzionale Olandese nel 1600: in Olanda e nel Regno di Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 20:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<category><![CDATA[modello olanda
napoli
1600
seicento
storia
politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Seicento: un secolo di sola crisi?
Verso la metà del Seicento iniziò in Europa un periodo di declino e depressione. Le calamità naturali (principalmente carestie e pestilenze) colpirono pesantemente le popolazioni europee. Le guerre che si combatterono fino alla metà del Seicento bloccarono le attività economiche, distrussero immense ricchezze e crearono vuoti spaventosi, soprattutto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Seicento: un secolo di sola crisi?</strong></p>
<p>Verso la metà del Seicento iniziò in Europa un periodo di declino e depressione. Le calamità naturali (principalmente carestie e pestilenze) colpirono pesantemente le popolazioni europee. Le guerre che si combatterono fino alla metà del Seicento bloccarono le attività economiche, distrussero immense ricchezze e crearono vuoti spaventosi, soprattutto in Germania. Pure i raccolti furono disastrosi, e tutto ciò si tradusse con una diminuzione della popolazione Europea.<br />
I governi, per sopravvivere, aumentarono la pressione fiscale e ciò determinò un accentuarsi della già misera situazione dei popoli.<br />
Gli apparati statali utilizzarono tutte le energie per consolidare un&#8217;immagine che sempre più li allontanava dalle vere esigenze del popolo, sempre più oppresso dalla burocrazia e dalla fame. Le agitazioni sociali, dunque, esplosero un po&#8217; ovunque: Francia, Spagna, Paesi Bassi, Inghilterra ed Italia. Queste rivolte non erano di tipo istituzionale, ma di tipo sociale; ovvero ci si rivoltava contro l&#8217;incapacità dei governanti di far fronte alle mutate esigenze del vivere quotidiano. Tutto ciò portò, al rovesciamento, anche politico, delle forze in gioco. La Francia, l&#8217;Inghilterra ed i Paesi Bassi sfruttarono questa nuova situazione per un rinnovamento interno, mentre la Spagna e l&#8217;Italia si avviarono verso una decadenza ancora più profonda.<br />
Una crisi, questa, che percorse tutta l’Europa ma non toccò tutti gli Stati in eguale misura. Uno di questi è sicuramente l’Olanda, che in questo secolo, fa notare uno dei suoi momenti di maggior lustro e splendore.<br />
Secondo un mercante inglese, Josiah Child, l’Olanda del 1668 avrebbe conosciuto una crescita, prodigiosa nel commercio interno e in quello estero, ma anche nella ricchezza e nella consistenza della flotta, senza usare mezzi che altre nazioni avrebbero potuto mettere in campo.<br />
Child cerca di dimostrare questa tesi nella sua Brief Observations Concerning Trade and Interest of Money, facendo un elenco di mezzi che avrebbero portato gli olandesi a far progredire i loro commerci, e di conseguenza le loro ricchezze.<br />
Egli nota come i mercanti, siedono nei Consigli di Stato e di Guerra; questi mercanti, che hanno una grande esperienza teorica e pratica, fanno le leggi, le ordinanze e organizzano le paci con le potenze straniere, con grande vantaggio dei loro commerci. Commerci, che erano in particolare commerci di intermediazione, cioè l’acquisto di prodotti immagazzinati e poi rivenduti su altri mercati. Questo modo di commerciare, avveniva grazie alle grandi compagnie commerciali, la più famosa sicuramente è la Compagnia delle Indie Orientali (Vereenidge Oost-Indische Compagnie), che alla fine del secolo sarebbe diventata una grande agenzia coloniale e controllava non solo il commercio, ma anche la produzione di spezie e di tessuti, dopo ad aver sconfitto la concorrenza portoghese.<br />
In un secondo punto, si descrive come funziona la legge ereditaria; per cui tutti i figli ereditano, in eguale parte le ricchezze del padre.<br />
Poi si fa presente che ci sono grandi incentivi verso gli inventori di nuovi metodi per produrre, agli scopritori di nuove tecniche commerciali, nonché a quelli che per primi diffondono in Olanda le merci sconosciute prima.<br />
L’istruzione (scrivere, aritmetica e contabilità commerciale) olandese viene data ai figli sia maschi che femmine, anche a quelli non particolarmente ricchi.<br />
Child, nella sua analisi, prende in considerazione pure l’aspetto di grande tolleranza in materia religiosa, grazie alla quale molte persone, magari cacciate dai propri Paesi per motivi religiosi, si rifugiano in Olanda con le loro famiglie e ricchezze, e dopo pochi anni iniziano a condividere gli interessi degli olandesi.<br />
L’ultimo punto fa presente che l’Olanda ha un bassissimo tasso di interesse del denaro, che in tempo di pace, dice l’autore, non supera il 3% all’anno, e che nel 1668 non supera il 4% (nonostante la guerra con l’Inghilterra).<br />
Grazie a questi accorgimenti socio-politici, l’Olanda riesce a splendere di luce propria, e quindi ad avere un’espansione economica e culturale in questo secolo.</p>
<p><strong>Vicende dell’Olanda nel 1600 e il suo modello istituzionale</strong></p>
<p>L’Olanda è l’esempio più straordinario di ascesa ai vertici dell’economia mondiale.<br />
Infatti le Province Unite, uscite vittoriose dalla guerra con la Spagna hanno saputo sviluppare un modello in grado di permettergli una scalata verso l’apice dell’economia mondiale in poco tempo.<br />
Alla base di questo successo economico, oltre a motivi economici, ed in particolare alla creazione della Compagnia delle Indie Orientali, fondata nel 16024 con l’appoggio degli Stati generali delle Sette Province Unite (Olanda, Frisia, Zelanda, Utrecht, Groninga, Oweyssel, Gheldria), anche a motivi legati alla composizione sociale del governo repubblicano uscito dalla lotta di indipendenza, nonché a fattori legati alla cultura e alla mentalità.<br />
Le Province Unite, uscite da una guerra con la Spagna per l’indipendenza (1587), riuscirono ad applicare la supremazia della fede protestante, ma anche la conservazione dell’autonomia cittadina e dell’amministrazione provinciale secondo il vecchio sistema degli stati, nonché la continuazione del proprio sistema economico.<br />
La Lega di Utrecht, non era che una alleanza militare per soverchiare il potere della Spagna, essa non aveva, dunque, tra i suoi obiettivi a libertà e l’autonomia politica; furono le circostanze che la resero tale.<br />
La Repubblica che ne uscì, fu un organismo politico che non voleva essere un nuovo Stato, ma quando dovette comportarsi da Stato, si consolidò una forma del tutto grezza, con la struttura che poggiava su fondamenta antiquate e non agiva in base a nessun principio preciso.<br />
Le Provincie Unite erano state create seguendo un carattere federativo ed unitario, infatti la struttura politica era quella di governo separato per quanto riguarda la singola Provincia, mentre era da definirsi unito quando si parlava di governo delle Provincie.<br />
Il segno più caratteristico di questa anomalia politica, sta nel fatto che, dopo la ripudia del re, venne mantenuta la carica del suo delegato, lo stadhoulder. Questi racchiudeva nella sua figura alcuni poteri sovrani, quali la concessione delle grazie e impersonava un’autorità che si contrapponeva allo stato ma non poteva dirsi né autorità di controllo né un potere subordinato.<br />
Oltre la figura del stadhoulder restò in carica la figura del grande pensatore (raad pensionaris). Esso raffigurava l’avvocato erariale, il quale era diventato presidente e segretario degli stati, inoltre era dotato di una grande influenza presso gli Stati Generali.<br />
La sovranità era riposta negli stati di ogni singola regione, le cariche pubbliche non erano venali, ma elettive, ed i consigli cittadini non erano dominati dai nobili.<br />
In quasi tutto il paese erano solo due le cassi che avevano il potere: il patriziato urbano e la nobiltà terriera. Questa ultima godeva di grande influenza negli stati di Gheldiria e dell’Overyssel, ma non aveva il potere di influenzare concretamente sulle cose della Lega, che quindi era influenzata dal patriziato urbano.<br />
Il governo locale, ovvero quello della città, era retto da un Consiglio composto da un numero determinato di persone; tra le quali si annoverano i magistrati che venivano mutati ogni anno ed erano scelti tra le persone che componevano il Consiglio.<br />
Se bisogna prendere decisioni pubbliche importanti veniva indetta l’Assemblea degli Stati: i quali stati si formavano da rappresentanti di Nobili e da rappresentanti di Città e rappresentavano, nell’ottica del tempo, un corpo intero della Provincia, infatti, secondo Guido Bentivolglio (nunzio pontificio presso Bruxelles dal 1607 al 1615), in queste sedute si decideva di comun’accordo e da tante Città se ne formava una sola, quindi esse diventavano un corpo unico.<br />
Il Consiglio di Stato, concepito all’origine come organismo di direzione centrale, si isterilì davanti agli Stati Provinciali riducendosi a un semplice organo di controllo finanziario.<br />
Poi c’era la figura del Governatore, che era il Principe d’Orange, che godeva, come vedremo, di prerogative grandissime d’onore e di autorità.<br />
Il Corpo dell’Unione, consisteva nella grand’Assemblea degli Stati Generali di tutte le sette provincie. Esso era composto di due ordini di persone, i Nobili del paese e i Deputati di città, provenienti da ogni singola provincia. Questa assemblea era convocata quando c’era una nuova situazione o si doveva discutere di interessi comuni per tutta l’Unione. In questo caso le decisioni erano prese all’unanimità.<br />
Nonostante tutte queste particolarità, questa Repubblica visse per due secoli e amministrò il proprio territorio e il suo popolo in maniera migliore rispetto gli altri Stati dell’Europa.<br />
Un altro punto di forza di questo sistema statale fu la posizione della casa d’Orange, la quale non aveva compiti di sovrano, ma era rivestita di un prestigio che sconfinava nella regalità e il suo rappresentante era sempre attivo sui campi di battaglia come comandante supremo. Egli aveva alla base, del suo potere, l’affetto incondizionato del popolo, che lo vedeva come il Padre della Patria, in grado di avere, al bisogno, una volontà più forte dell’aristocrazia governante.<br />
Inoltre bisogna ricordare, che grazie alla Guerra dei trent’anni e a circostanze storiche favorevoli, l’Olanda riesce ad avere la supremazia economica; infatti, non deve temere la concorrenza della marina tedesca. La Spagna e il Portogallo hanno perso il loro potere commerciale, la Francia è appena uscita dalle guerre di religione e l’Inghilterra è in continua lotta per l’assetto statale.<br />
Questa supremazia dura fino al 1660. Ma la perdita di questa supremazia, economica e politica,  non significò, per l’Olanda del tempo,  la fine o la diminuzione della prosperità; anzi alla fine del XVII secolo, la Repubblica raggiunse il suo picco più alto sia nel ramo politico che in quello economico.</p>
<p><strong>Il “modello Olanda” del XVII secolo in Italia: in particolare nel Regno di Napoli</strong></p>
<p>Per iniziare a parlare di questa situazione, bisogna ricordare che alla base di questo tentativo di esportare il modello olandese fu la riuscita delle rivoluzione nelle Fiandre. Quindi secondo i reggenti italiani, il modello politico serviva per potersi liberare dal dominio spagnolo.<br />
Inoltre la propaganda e la conoscenza diretta dell’esperienza olandese arrivavano in Italia grazie ai soldati e ufficiali italiani che avevano combattuto nelle Fiandre e grazie ad una alleanza tra Venezia e l’Olanda stessa (1619), questo permise che molti olandesi che avevano preso parte alla rivoluzione portassero la loro testimonianza diretta.<br />
Un altro modo per intraprendere la conoscenza della realtà olandese fu costituita dai rapporti diplomatici con le diverse Repubbliche, in particolare con quella di Venezia, che era legata economicamente alla Repubblica olandese.<br />
Un secondo punto a favore di questo modello fu la fortuna economica olandese, la quale come ricordato in precedenza, fu talmente inaspettata e rapida da far diventare la Repubblica d’Olanda la potenza economica più grande del tempo.<br />
Da qui si deduce che la conoscenza della repubblica olandese e delle sue vicende erano ben conosciute in Italia, talmente tanto note da fornire materiale per l’elaborazione di una poposta politica in occasione della rivoluzione napoletana.<br />
L’inizio di questo tentativo di esportare il modello olandese in Italia, si ebbe nel 1647, quando, al culmine della ribellione antispagnola nel Regno di Napoli, venne conferito al duca di Guisa il titolo di “Difensore della libertà e Generale delle armi”.<br />
Questa figura politica aveva le stesse prerogative e gli stessi compiti che aveva il Principe d’Orange espletando la sua carica di stadhoulder.<br />
La ribellione napoletana nacque a seguito della gravezza del sistema fiscale spagnolo, venne seguita dalla proclamazione della repubblica.<br />
Questa repubblica era nata sul modello olandese, e quindi si chiedeva ai popoli di ciascuna provincia di eleggere una persona, la quale doveva rappresentare la sua provincia a Napoli. Con ciò si affermava la pari dignità a Napoli e alle altre provincie.<br />
Quindi abbiamo una repubblica che ha le seguenti caratteristiche:</p>
<p>- è nata da una ribellione antispagnola;<br />
- è una repubblica popolare;<br />
- è una organizzazione di tipo federale;<br />
- per le funzioni di guerra, il comando supremo era dato al duca di Guisa.</p>
<p>Queste caratteristiche sono riscontrabili nella Repubblica d’Olanda.<br />
Veniva dunque proposta una repubblica popolare, uno stato in cui tutte le provincie avessero un peso identico nell’esercitare le proprie funzioni di governo, ai nobili venivano riservati gli alti gradi dell’esercito e gli incarichi di prestigio, mentre il sistema economico sarebbe stato controllato dal ceto popolare.<br />
Il tutto sfumò una volta fallita la rivoluzione popolare contro il regime vicereale spagnolo, animata da Masaniello e Giulio Genoino, nel 1648. Data nella quale l’esercito spagnolo rientrò a Napoli.<br />
La repressione del governo di Madrid contro i ribelli napoletani fu un apparente indulto che fu seguito da condanne al carcere o a morte. Inoltre furono cancellati i documenti pubblici relativi al periodo rivoluzionario e vennero distrutti gli scritti che alludevano alla repubblica.<br />
Dopo il 1648, a Napoli, non si parlò più di Repubblica.</p>
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		<title>Motivazioni della richiesta di accoglimento in casa di riposo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 16:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo mai chiesti come mai molti anziani vengono istituzionalizzati in case di riposo? Quale è il motivo per cui le persone anziane e i loro familiari decidono di presentare domanda di accoglimento in casa di riposo?
A queste domande ha cercato di rispondere Jennifer Clemente, laureata in Infiermieristica presso l&#8217;Università degli Studi di Udine.
Il lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo mai chiesti come mai molti anziani vengono istituzionalizzati in case di riposo? Quale è il motivo per cui le persone anziane e i loro familiari decidono di presentare domanda di accoglimento in casa di riposo?<br />
A queste domande ha cercato di rispondere Jennifer Clemente, laureata in Infiermieristica presso l&#8217;Università degli Studi di Udine.<br />
Il lavoro svolto cerca di analizzare le motivazioni che hanno spinto famiglie e anziani a optare per l’ingresso in casa di riposo, rinunciando ad altre soluzioni a sostegno della domiciliarietà.<br />
La ricerca è stato realizzato in collaborazione con l’Area Welfare di Comunità di Palmanova, ed è quindi basata solamente in una piccola zona dell&#8217;Italia, ma le motivazioni possono essere sicuramente portate a livello nazionale. Il campione, usato in questa tesi, è un campione di convenienza, ossia non rappresentativo della popolazione totale. La selezione del campione (anziani con età ?65 anni e relativi familiari) è stata effettuata consultando le liste d’attesa di diverse strutture residenziali presenti nel territorio dell’ASS5. Sono stati utilizzati dei criteri di esclusione quali persone in lista d’attesa con meno di 65 anni, persone anziane non cognitivamente presenti, familiari non intervistabili e anziani non a domicilio. Sono state effettuate 23 interviste a familiari che hanno presentato la domanda di istituzionalizzazione per il loro congiunto. L’intervista è del tipo semistrutturata ed è composta da domande relative al familiare ed alla condizione biopsicosociale dell’anziano in lista d’attesa. Allo scopo di valutare lo stato di salute dell’anziano è stata compilata, insieme al familiare, la scheda Val. Graf., uno strumento di valutazione multi dimensionale (VMD).</p>
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		<title>Monopoly City Streets: ora anche sul web</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 07:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monopoli, il gioco eterno, ora ha una versione sul web. Monopoly City Streets è l&#8217;unione del famoso gioco da tavola con i più recenti giochi online, il tutto condito con le mappe di Google.
Un Monopoli planetario dove chiunque potrà acquistare Corso di Porta Romana a Milano, Fifth Avenue a Manhattan, Century Square a Shangai.
In poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Monopoli</strong>, il gioco eterno, ora ha una versione sul web. Monopoly City Streets è l&#8217;unione del famoso gioco da tavola con i più recenti giochi online, il tutto condito con le mappe di Google.<br />
Un Monopoli planetario dove chiunque potrà acquistare Corso di Porta Romana a Milano, Fifth Avenue a Manhattan, Century Square a Shangai.</p>
<p>In poco più di due giorni i prezzi delle strade hanno già cominciato a salire. Le strade vengono comprate una dopo l&#8217;altra e sulle cartine delle città gli edifici si fanno sempre più presenti (proprio come nel gioco da tavola). L&#8217;idea di fondo è rimasta la stessa di sempre: acquistare terreni per poi costruire sopra palazzi che producano una rendita, con l&#8217;obbiettivo dichiarato di diventare il proprietario più ricco del mondo.</p>
<p>Solo che ora, oltre a giocare sulla mappa del mondo contro persone collegate da ogni dove, si può anche disturbare gli altri utenti. Basta pescare la carta giusta et voilà, ecco a disposizione una centrale elettrica o una bel carcere da piazzare sul Colosseo per far dispetto a quel tipo che se l&#8217;è comprato a due lire. E non è l&#8217;unica arma, ci sono anche i bulldozer che possono demolire sia gli edifici di disturbo (per rovinare la nostra rendita) sia quelli che fruttano denaro o che sono stati eretti per proteggerli (parchi e campo da calcio).</p>
<p>Il gioco è per ora disponibile (all&#8217;indirizzo <strong>www.monopolycitystreet.com</strong>) solo in inglese, francese, spagnolo, tedesco e olandese, è gratuito e per entrarci non bisogna istallare alcun software. Si comincia con la cartina della Terra e una finestra dove scrivere il nome di una piazza, una strada, una città. Fatta eccezione per Corea del Nord e Israele, c&#8217;è davvero tutto. Dopo la registrazione si ricevono tre milioni di dollari virtuali da sperperare in speculazioni edilizie più o meno azzardate. Se poi quella determinata strada appartiene già a qualcun altro, l&#8217;offerta gli viene inoltrata e c&#8217;è sempre l&#8217;obbligo di risposta. Il tetto massimo di offerte giornaliere è stato fissato a dieci e ci sono anche le classifiche locali, regionali e nazionali dei più abili e danarosi.</p>
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		<title>I rischi di Internet: meglio conoscerli per difendersi.</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 11:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il web è sempre più un posto poco sicuro e gli hacker sono sempre più raffinati. E&#8217; quanto emerge da un indagine semestrale dell&#8217;IBM, l&#8217; &#8220;X-Force 2009 Mid-Year Trend and Risk Report&#8221;.
Tale indagine fotografa e descrive le minacce presenti nella Rete: virus usati per sottrarre informazioni personali, link a pagine web pericolose e documenti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il web è sempre più un posto poco sicuro e gli hacker sono sempre più raffinati. E&#8217; quanto emerge da un indagine semestrale dell&#8217;IBM, l&#8217; &#8220;X-Force 2009 Mid-Year Trend and Risk Report&#8221;.</p>
<p>Tale indagine fotografa e descrive le minacce presenti nella Rete: virus usati per sottrarre informazioni personali, link a pagine web pericolose e documenti in PDF contenenti codici dannosi. Sono queste le armi  usate dai pirati informatici nella loro battaglia nell&#8217;era di Internet.</p>
<p>Sempre secondo il report dell&#8217;IBM nell&#8217;ultimo anno vi è stato un aumento del 508% nel numero di link a siti potenzialmente pericolosi.<br />
Raddoppiati anche i documenti PDF che nascondono al loro interno contenuti sospetti in grado di danneggiare il nostro sistema operativo.</p>
<p>Resta altresì ai primi posti lo spam via mail, e ritorna quello basato sul download di immagini. Resta alta la preoccupazione per il phishing, il furto d&#8217;identità via internet commesso attraverso messaggi che utilizzano loghi più o meno istituzionali per sottrarre codici di carte di credito, numeri di conto corrente e codici di documenti.</p>
<p>I trend che sono stati rilevati sembrano rivelare una debolezza della sicurezza nel web. Di fatto la continua ricerca di  un web sempre più integrato non corrisponde ad una attenzione verso la sicurezza. Il web sembra sempre più simile ad una riproduzione digitale del Far West (queste le parole del direttore dell&#8217;IBM X-Force). Nessun sito è quindi da ritenersi completamente sicuro.</p>
<p>Nel rapporto dell&#8217;IBM X-Force <a href="http://www-935.ibm.com/services/us/iss/pdf/x-force/xftiq_08q4.pdf"> (il testo completo dell&#8217;indagine)</a> compare anche un catalogo delle minacce identificate dal 1997. Un database dove sono schedati circa 43mila virus, con un indice che è composto per metà dai programmi noti come Trojan.</p>
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		<title>Fisichella: il nuovo pilota Ferrari 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 12:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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Luca Badoer non si è dimostrato all&#8217;altezza delle aspettative. Dopo soli due GP, Valencia e Spa, la Rossa di Maranello ha scelto di sostituire Badoer con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lo spaventoso incidente di Felipe Massa, durante le qualifiche sul circuito del Hungaroring, la Ferrari ha dovuto cercare un sostituto per il volante della vettura dello sfortunato pilota brasiliano.</p>
<p>Luca Badoer non si è dimostrato all&#8217;altezza delle aspettative. Dopo soli due GP, Valencia e Spa, la Rossa di Maranello ha scelto di sostituire Badoer con il pilota trentasettene Giancarlo Fisichella.</p>
<p>Il Presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, ha dichiarato al TG1, in un’intervista telefonica: &#8220;Ho scelto Fisichella per diversi motivi. Il primo perché lo merita, è in grande forma ed è un pilota esperto. Ci tenevamo tutti ad avere a Monza un pilota italiano sulla nostra macchina e inoltre si tratta di una scelta di lungo periodo, perchè sarà il terzo pilota per Ferrari&#8221;.</p>
<p>Sarà Giancarlo Fisichella, dunque, il secondo pilota della Ferrari. Il romano affiancherà Kimi Raikkonen nel Gran Premio d’Italia di Formula Uno, che si terrà il 13 settembre a Monza. L’annuncio è stato ufficializzato anche dalla Force India (l&#8217;ex scuderia del pilota romano) per voce di Vijay Mallya, il team principal della scuderia: &#8220;A seguito degli incontri e dei colloqui delle ultime 24 ore, abbiamo trovato l’accordo per liberarlo dal contratto e permettergli di approdare a Maranello per il resto della stagione 2009, con effetto immediato&#8221;. Sempre dal sito ufficiale della Force India Mallaya continua: &#8220;Giancarlo ed il suo management sono venuti da me con la proposta della Ferrari. Per ogni pilota italiano, un sedile alla Ferrari è un sogno e Giancarlo non fa eccezione. Inoltre, l&#8217;accordo assicurerà a Giancarlo un futuro a lungo termine con la Ferrari e sarebbe incorretto ostacolarlo considerato il contributo vitale che ha fornito alla nostra scuderia&#8221;.</p>
<p>Il posto di Fisico sarà preso da un altro pilota italiano, Vitoantonio Liuzzi, già collaudatore della Force India.</p>
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		<title>Rivolto ai laureati: pubblicare la Vostra tesi conviene&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 22:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro laureato,
Tesionline è la più grande banca dati di tesi in Italia, sul mercato da oltre dieci anni con oltre 20.000 tesi pubblicate, e ti da la possibilità di guadagnare, in termini economici e di visibilità, grazie alla tua tesi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro laureato,<br />
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		<title>F1, la Renault rischia l&#8217;espulsione dal mondiale</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 14:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Disint</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista rilasciata al Times Bernie Ecclestone afferma che la Renault, di Flavio Briatore, correrebbe il rischio di dover lasciare il mondo delle corse.
La FIA sta indagando sulla gara del GP di Singapore dello scorso settembre, sulla base delle accuse mosse da Nelson Piquet, che avrebbe avuto ordine di schiantarsi per favorire Alonso grazie all’ingresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un&#8217;intervista rilasciata al Times Bernie Ecclestone afferma che la Renault, di Flavio Briatore, correrebbe il rischio di dover lasciare il mondo delle corse.</p>
<p>La FIA sta indagando sulla gara del GP di Singapore dello scorso settembre, sulla base delle accuse mosse da Nelson Piquet, che avrebbe avuto ordine di schiantarsi per favorire Alonso grazie all’ingresso della safety car.</p>
<p>L&#8217;esito del GP dell&#8217;anno scorso ha visto trionfare Fernando Alonso, partito quattordicesimo. E’ bastato un evento a cambiare questa gara, ma secondo le informazioni raccolte dalla tv brasiliana Globo, al Gran Premio di Singapore la Renault ordinò a Piquet di andare a sbattere contro un muretto il giro seguente al pit-stop del rifornimento del suo compagno di squadra, lo spagnolo Fernando Alonso, per obbligare la safety car ad entrare in pista e ad impedire così, secondo quanto previsto dai regolamenti, il rifornimento agli altri piloti. Grazie all&#8217;episodio dell&#8217;incidente, Alonso in effetti conquistò il comando della gara conquistando la prima vittoria stagionale.</p>
<p>Se le accuse dovessero essere provate la Renault incorrerebbe in sanzioni pesantissime, tra cui l&#8217;abbandono del mondo delle corse.</p>
<p>&#8220;Se la FIA dimostrerà le accuse, saranno guai grossi&#8221;, ha ribadito Ecclestone in una intervista al Times. &#8220;Se fosse tutto vero, le conseguenze sarebbero serie. Ma alla fine potrebbe essere tutto falso, Nelsinho magari è solo arrabbiato per essere stato licenziato dalla Renault&#8221;. Dopo essere stato licenziato da Flavio Briatore, che oltre a dirigere il team Renault è anche il manager del giovane pilota, ha sparato a zero contro la gestione del team. &#8220;Tutto questo non è bello per lo sport&#8221;, ha detto Ecclestone in conclusione dell&#8217;intervista.</p>
<p>In conlusione ecco l&#8217;ennesima macchia nera nel mondo della Formula Uno, che in questa stagione vive più di polemiche che di competizione.</p>
<p>Mi auguro, da tifoso, che dal prossimo mondiale ci siano regole certe e durature, almeno per evitare conflitti intestini che indeboliscono ulteriormente uno sport che deve rialzarsi dal fondo del baratro.</p>
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