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	<title>Articoli Gratis &#187; didilance</title>
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	<description>Guadagnare in internet, Articles Marketing e Comunicati Stampa</description>
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		<title>&#8220;Parnassus &#8211; l&#8217;uomo che voleva ingannare il diavolo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>didilance</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Heath Ledger]]></category>
		<category><![CDATA[Parnassus]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce oggi, 23 ottobre,  nelle sale cinematografiche italiane l’ultimo film di Terry Gilliam, “Parnassus – l’uomo che voleva ingannare il diavolo” (titolo originale “The immaginarium of Doctor Parnassus”), già presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2009.
Ancora prima della sua uscita, la pellicola ha goduto di una forte attrazione da parte dei mass media a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Esce oggi, 23 ottobre,  nelle sale cinematografiche italiane l’ultimo film di <strong>Terry Gilliam</strong>, “<em>Parnassus – l’uomo che voleva ingannare il diavolo</em>” (titolo originale “The immaginarium of Doctor Parnassus”), già presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2009.</p>
<p style="text-align: justify">Ancora prima della sua uscita, la pellicola ha goduto di una forte attrazione da parte dei mass media a seguito della morte del protagonista <strong>Heath Ledger</strong>, avvenuta il 22 gennaio 2008, durante una pausa delle riprese. Questo evento rischiava di mandare a monte la conclusione del film , risolto con una geniale trovata da parte del regista, sostituendo l’attore nelle sequenze mancanti, grazie all&#8217;espediente di uno specchio che trasforma il mondo circostante e anche le sembianze di chi lo attraversa (le diverse fattezze sono state interpretate dagli amici Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell).</p>
<p style="text-align: justify">Il film, ambientato a Londra, narra la storia del dottor Parnassus e del suo spettacolo ambulante in grado di esaudire i desideri della gente grazie a uno specchio magico, ricevuto in dono dal diavolo in cambio dell’anima di sua figlia, al compimento del sedicesimo anno di età. Per evitare di perdere l’amata Valentina,  Parnassuns stringerà un ulteriore patto con il diavolo, aiutato dal giovane Anthony &#8220;Tony&#8221; Shepherd ( Heath Ledger) il quale compirà un viaggio attraverso mondi paralleli per salvare la ragazza dal maligno.</p>
<p style="text-align: justify">Compendio dell&#8217;opera di Terry Gilliam, &#8220;Parnassus &#8220;(il cui nome rimanda al monte greco anticamente consacrato all&#8217;Arte) crea numerosi riferimenti, anche storici. Al di là dell’inevitabile collegamento con il mito letterario del Faust, l’ispirazione, come dichiarato dal regista stesso, deriva da Amarcord di Fellini (tra i registi più amati da Gilliam). Intento dell’autore era quello di creare un sunto di tutte le sue trovate cinematografiche, così come Amarcord è un  riepilogo dell’attività artistica di Fellini.</p>
<p style="text-align: justify">In Parnassus, c&#8217;è, inoltre, un altro collegamento con l’Italia e cioè la scena che si riferisce a Roberto Calvi (banchiere e finanziere italiano morto nel 1982 in circostanze sospette), girata sul ponte di Black Friars.</p>
<p style="text-align: justify">Terry Gilliam crea, come al suo solito, mondi immaginari, dall’atmosfera magica, che trascinano lo spettatore all’interno di un’avventura fantastica e visionaria.</p>
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		<title>Agorà: la censura arriva anche al cinema</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>didilance</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Il premio Oscar Alejandro Amenabar  (The Others, Mare dentro) il 18 maggio 2009 ha presentato la sua ultima opera cinematografica intitolata “Agorà”. Il film racconta la storia di un personaggio realmente esistito, Hypatia di Alessandria, matematica, astronoma e filosofa del IV-V sec d.c., uccisa dai monaci cristiani (per ordine di Cirillo, vescovo di Alessandria, secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il premio Oscar Alejandro Amenabar  (The Others, Mare dentro) il 18 maggio 2009 ha presentato la sua ultima opera cinematografica intitolata “<em><strong>Agorà</strong></em>”. Il film racconta la storia di un personaggio realmente esistito, <strong>Hypatia</strong> di Alessandria, matematica, astronoma e filosofa del IV-V sec d.c., uccisa dai monaci cristiani (per ordine di Cirillo, vescovo di Alessandria, secondo quanto riportatoci dal filosofo Damascio) perché rifiutò di convertirsi alla nuova religione e portò alla luce le barbarie del cristianesimo, diventando così il simbolo del paganesimo e della libertà di pensiero.</p>
<p style="text-align: justify">Una tra le figure più importanti di quel periodo, di cui però non rimane praticamente traccia. Difficile la ricostruzione filosofica del suo pensiero a causa dell’assenza di opere autografe e di riferimenti espliciti, occorre dunque fare riferimento agli scritti del suo allievo Sinesio o rapportarsi con le notizie riportate da altri filosofi. In un passo tratto dalla <em>Storia Ecclesiastica VII </em>di Socrate Scolastico (scritto intorno al 440) Hypatia viene indicata come l’unica erede del platonismo interpretato da Plotino: “<em>era giunta a tanta cultura da superare di molto tutti i filosofi del suo tempo, a succedere nella scuola platonica riportata in vita da Plotino e a spiegare a chi lo desiderava tutte le scienze filosofiche. Per questo motivo accorrevano da lei da ogni parte tutti coloro che desideravano pensare in modo filosofico</em>”.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">“<em>Agorà</em>” vuole raccontare l’antica civiltà egizia e la sua affascinante cultura, mettendo in luce le atrocità storiche del V secolo a.C., quando il culto cristiano/cattolico stava diffondendosi tra le masse soppiantandosi con violenza e crudeltà alla cultura e alla religione pagana di quei tempi. Messa a tacere all’epoca, oggi, in Italia, si tenta nuovamente di cancellare questa figura scomoda per la Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify">I testi su Hypatia tradotti in italiano sono quasi irreperibili, e il nuovo film, un colossal dal cast internazionale presentato a Cannes 2009, ha trovato distribuzione in tutto il mondo tranne che nel nostro Paese. Nessuna produzione cinematografia sul suolo italiano sembra essere interessata a questa pellicola, che invece meriterebbe considerazione, non solo perché si tratta dell’ultimo capolavoro di un grande regista spagnolo, ma anche perché tratta un argomento storico importante, tutt’oggi dimenticato dai libri di storia e ignorato da molti.</p>
<p style="text-align: justify">Nessuno si sognerebbe di censurare o non distribuire un film riguardante l’olocausto ebraico, e allora perché farlo con il martirio subito all’epoca dai pagani?</p>
<p style="text-align: justify">La comunità interattiva si sta muovendo per far si che il film venga finalmente trasmesso nelle sale italiane. Al momento esiste una petizione online che sta raccogliendo numerose adesioni (<a href="http://www.petitiononline.com/agorait/petition.html">http://www.petitiononline.com/agorait/petition.html</a>).</p>
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		<title>SOS Patrimonio culturale</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 22:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>didilance</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio storico- artistico]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di Italia viene subito in mente l’immenso patrimonio storico-artistico che il nostro Pese offre. Uno dei più importanti e grandiosi al mondo.
Secondo l&#8217;articolo 9 della Costituzione italiana, &#8220;la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela e valorizza il patrimonio storico e artistico della nazione&#8221;. Nell&#8217;articolo 117 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Quando si parla di Italia viene subito in mente l’immenso <strong>patrimonio storico-artistico</strong> che il nostro Pese offre. Uno dei più importanti e grandiosi al mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo l&#8217;articolo 9 della Costituzione italiana, &#8220;la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela e valorizza il patrimonio storico e artistico della nazione&#8221;. Nell&#8217;articolo 117 si precisa, inoltre, la competenza dello Stato e delle Regioni in materia di tutela e legislazione dei &#8220;beni culturali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Ma come viene effettivamente trattato, dallo Stato, il patrimonio culturale italiano? Viene adeguatamente conservato, valorizzato e promosso?</p>
<p style="text-align: justify">L’unica risposta possibile che emerge, dal quadro esposto a seguito della trasmissione Presa diretta, in onda su Raitre, (Oro buttato) dedicata al massacro del nostro patrimonio culturale, è di tipo negativo. Viene fatto un ritratto dell’Italia che sta progressivamente perdendo ciò che ha di più prezioso.</p>
<p style="text-align: justify">Per dimostrare quale sia la situazione basterebbe citare uno solo degli esempi riportati alla luce: <strong>la reggia di Caserta</strong>. Considerata come la nostra Versailles, è costituita da 122 ettari di giardino all’italiana e 25 ettari di giardino all’inglese, 1200 stanze e migliaia di opere d’arte tra tele, sculture e affreschi. Tra i beni che, grazie al turismo, frutta allo Stato uno dei guadagni maggiori, in cambio, non si ritrova nemmeno i soldi per tagliare l’erba o quelli per consentire il pagamento di un custode in modo da permettere l’apertura al pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">Emblematico è anche il caso di <strong>Pompei</strong>, che lentamente sta morendo di nuovo, ma questa volta non per causa del Vesuvio. Qui non si trovano nemmeno i soldi per pagare la bolletta della luce. Per mantenere la città di Pompei ci vorrebbero 275 milioni di euro all’anno. La Soprintendenza riceve solo 20 milioni di euro e con questi soldi deve anche occuparsi degli scavi di Ercolano. Ogni giorno, inesorabilmente, un pezzo di storiche città, di opere d’arte e monumenti viene spietatamente perso per sempre. Non ci sono soldi per interventi essenziali, ma si spendono, in compenso, milioni di euro in progetti che non verranno mai realizzati.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi i beni culturali producono in Italia un giro di affari che vale <strong>40 miliardi</strong> di euro e il 2.6 per cento del pil. In Inghilterra, un patrimonio storico e artistico immensamente inferiore al nostro, ne tirano su 73 di miliardi euro, il 3.8 per cento del pil. I nostri siti archeologici, i musei e i monumenti sono una vera e propria risorsa che potrebbero aiutarci ad uscire dalla crisi attuale con un rilancio importante dal punto di vista economico e culturale.</p>
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		<title>Il ritorno del nucleare in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>didilance</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Durante questa legislatura verrà posta in essere la prima pietra per la costruzione di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione nel nostro paese&#8221;, secondo quanto dichiarato dal ministro Scajola, fino ad arrivare a coprire il 25 % della produzione elettrica (il che significa che sarà il 4,5% del fabbisogno di energia elettrica attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">&#8220;Durante questa legislatura verrà posta in essere la prima pietra per la costruzione di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione nel nostro paese&#8221;, secondo quanto dichiarato dal ministro Scajola, fino ad arrivare a coprire il 25 % della produzione elettrica (il che significa che sarà il 4,5% del fabbisogno di energia elettrica attraverso una decina di centrali sparse per il nostro Paese).</p>
<p style="text-align: justify">Secondo il rapporto nucleare Greenpeace 2005, nel mondo, solo India, Ucraina, Russia e Cina stanno costruendo nuove centrali nucleari. Gli stessi Stati Uniti non costruiscono un reattore dal 1979 ( dati Aiea &#8211; Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica). In Europa, cinque degli otto Paesi nuclearizzati hanno deciso da tempo la moratoria: Svezia 1980, Spagna 1984, Olanda 1994, Germania 1998, Belgio 1999. L&#8217;unico Paese dell&#8217;Ue che ha deciso di costruire un nuovo reattore è la Finlandia.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;Italia, con il referendum dell&#8217;87, aveva deciso di spegnere tutto, costando agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi recuperati tramite le bollette della luce per irsarcire l&#8217;Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti, che dopo più di 20 anni sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo. Le scorie prodotte da una centrale nucleare contengono elementi il cui decadimento radioattivo si prolunga da qualche secolo a qualche milione di anni.  Si consideri che ad esempio il plutonio richiede un periodo di <strong>isolamento di 240 mila anni</strong> e che, nel suo complesso, il combustibile scaricato da un reattore di 2° o 3° generazione ad uranio mantiene una pericolosità elevata per un tempo dell&#8217;ordine del milione di anni.</p>
<p style="text-align: justify">Il generale e scrittore Carlo Jean, in un’audizione del 2003 in Parlamento, aveva dichiarato che erano <strong>58mila i metri cubi di sostanze radioattive presenti in Italia</strong>, alle quali posi si aggiungono quelle prodotte, ogni anno, dalle terapie ospedaliere. Parte di questa quantità si era cercato di mandarla all’estero ma senza riuscirci.</p>
<p style="text-align: justify">Considerando che abbiamo ancora difficoltà a liberarci delle vecchie scorie e che la semplice spazzatura diventa un problema nazionale, forse sarebbe opportuno fermarci a riflettere sulla reale necessità di queste centrali.</p>
<p style="text-align: justify">L’alternativa c’e&#8217; ed e&#8217; quella di puntare <strong>sull’efficienza energetica</strong>, quindi evitare gli sprechi. Un studio (The case for investing in Energy productivity) dell’istituto McKinsey, uno dei piu&#8217; accreditati a livello mondiale, spiega come con l’efficienza energetica nella costruzione di edifici si possa coprire il 4% del nostro consumo nazionale (in pratica la stessa cifra che ci si pone di coprire con il nucleare). Tutto questo, unita alla ricerca sulle fonti di energie rinnovabili, come ad esempio, eolico e solare, può davvero fare la differenza <strong>sull’eredità ambientale</strong> che lasceremo ai nostri figli.</p>
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		<title>L&#8217;esercito dei laureati invisibili</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 11:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>didilance</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA["laureati invisibili"]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[La situazione dei lavoratori, e in particolar modo dei giovani lavoratori, in Italia è notevolmente peggiorata e risulta essere tra le più sfavorevoli dell&#8217;Europa occidentale.
La Legge 30 del 2003 (nota per lo più come legge Biagi) doveva  &#8220;realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione dei lavoratori, e in particolar modo dei <strong>giovani lavoratori</strong>, in Italia è notevolmente peggiorata e risulta essere tra le più sfavorevoli dell&#8217;Europa occidentale.</p>
<p>La Legge 30 del 2003 (nota per lo più come legge Biagi) doveva  &#8220;realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e a migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione con particolare riguardo alle donne e ai giovani&#8221; . Ma purtroppo così non è stato.</p>
<p>Quando si parla di un impiego ad un giovane, per lo più si tratta di contratti a progetto, a tempo determinato o addirittura stage senza retribuzione. Nel migliore dei casi si ha un introito (relativamente basso in proporzione alle ore lavorative) di breve durata, nessuna garanzia in caso di malattia e ferie non previste.</p>
<p>Ovviamente tutta questa <strong>precarietà</strong> influisce sull&#8217;indipendenza dalla famiglia di origine e sull&#8217;impossibilità di crearsene una propria. Nel contesto lavorativo italiano attuale, essere precari significa non aver la possibilità di far fruttare il proprio titolo di studio, il quale diventa del tutto ininfluente anche a livello reddituale.</p>
<p>&#8220;Continua a cresce una generazione di <strong>laureati invisibili</strong> e poco rappresentata&#8221; come commentato dal direttore di AlmaLaurea, Andrea Cammelli, al convegno <em>Dall&#8217;Università al lavoro in Italia e in Europa</em>.  Ragazzi/e che si trovano, usciti dall&#8217;ambiente universitario, in balia di una società in piena crisi economica incapace di far fronte alle loro necessità, impossibilitati a rifiutare proposte di &#8220;lavoro&#8221; improponibile perchè il mercato priva loro di offerte differenti.</p>
<p>E allora perché sprecare energia e denaro per portare a termine un percorso di studi che non consente di avere un effettivo miglioramento a livello lavorativo-economico?</p>
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