Anni fa le nostre nonne si recavano dal droghiere con delle bottiglie di vetro e lui te le rimepiva di latte, di olio, di vino…Compravi tutto a peso, anche la pasta. Con la nascita dei primi supermercati e con l’avvento del boom economico, questa usanza si è via via persa, costringendo le persone a vivere in una società del consumismo. Oggi il problema sono i troppi imballaggi, i contenitori di plastica che si accumulano ( e che vengono pagati, ricordiamocelo) e ci ritroviamo inoltre a spendere soldi non per il prodotto in sè, ma per il contenitore. Capisco che per i prodotti alimentari ci possano essere varie ditte che producono un dato prodotto, am per i saponi e i detersivi non ci nascondiamo dietro a un dito: i vari Dash, Dixan e Ava vengono prodotti dala stessa fabbrica, le variabili sono sostanzialmente due: l’aggiunta di profumazioni o di scaglie di sapone (quest’ultima opzione ovviamente vale solo per i detersivi in polvere) e il contenitore. Per questo un dato detersivo o un dato prodotto per l’igiene personale viene venduto al supermercato anche a 4 Euro la confezione.
Per queste ragioni finalmente anche in Italia sta prendendo piede il commercio di prodotti sfusi: investimenti iniziali non esagerati, interesse e consenso dimostrato dall’opinione pubblica, soddisfacente risposta economica sono tutti elementi che incentivano i commercianti a rivolgersi a questo settore. Il commercio dei prodotti sfusi da infatti una risposta positiva al problema del caro vita, dato che la merce venduta avrà un costo inferiore, ma soprattutto avrà in se la filosofia del rispetto dell’ambiente, del riciclo dei rifiuti e chiaramente del risparmio energetico.E’ un’attività conveniente sia per il cliente, sia per il commerciante. Diciamo che i commercianti italiani ancora non se la sentono di rischiare, ma in alcuni supermercati e grandi magazzini può capitare di vedere dei “corner”, cioè dei distributori di detersivo e ammorbidente alla spina , o anche di latte crudo (non pastorizzato).