Come funzionano i due anni di pratica? Alcune informazioni utili. Alla fine del primo anno di pratica il praticante deve depositare il libretto della pratica al consiglio dell’Ordine ed illustrare le attività indicate nel libretto con una relazione che deve essere firmata dall’avvocato. In questa relazione devono essere presenti anche i problemi trattati nel corso del periodo di praticantato. La relazione deve presentare la trattazione di due udienze, di tre atti e di tre questioni giuridiche con un ampio riferimento a principi deontologici; non deve essere lunga più di venti massimo trenta cartelle.
Nel secondo anno il praticante è davanti ad un bivio la richiesta di abilitazione oppure il proseguimento della pratica nello stesso modo in cui si è svolto il primo anno. Questo può avvenire senza patrocinio oppure con patrocinio.
Al termine del secondo anno, per ottenere il certificato di compiuta pratica e poter sostenere l’esame di stato di avvocato, è necessario effettuare alcuni adempimenti .
Se il praticante è non abilitato ed abilitato che frequenta lo studio di un avvocato,deve:
- Depositare il libretto della pratica presso il Consiglio dell’Ordine;
- Illustrare con apposita relazione scritta le attività, svolte nel secondo anno, indicate nel libretto della pratica;
- Presentare la domanda in bollo al Consiglio in cui richiedere il rilascio del certificato di compiuta pratica allegando: certificato rilasciato dall’avvocato attestante la compiuta pratica “con diligenza e profitto” dal … al …, relazione sull’attività svolta durante il primo anno e la marca da bollo.
Se il praticante è abilitato ma non frequenta lo studio di un avvocato, allora egli deve aggiungere a tutti i documenti precedentemente detti anche un certificato rilasciato dalle cancellerie in cui siano elencate le procedure iniziate nell’anno di patrocinio.
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