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Mi fa male il cervello – Chevron e l’energia solare
Apr 10th, in Altro, Attualità, by Hamba

Centrale solare fotovoltaica negli Stati Uniti

La compagnia Chevron, gigante mondiale dell’estrazione petrolifera, ha deciso di muoversi verso lo sfruttamento dell’energia solare. Lo so, è difficile da immaginare, come ci fa notare  Debora Billi del blog Petrolio, e lo sforzo è tale da procurare dolore al cervello, visto l’accostamento apparentemente ossimorico dei concetti petrolio ed energia solare, eppure sta accadendo. La corporation statunitense ha recentemente annunciato i suoi piani per l’intallazione di un sistema fotovoltaico per lo sfuttamento dell’energia solare presso il giacimento petrolifero del Kern River, in California. Non stiamo parlando di un piccolo giacimento, ma del quinto per estensione in tutti gli Stati Uniti e la Chevron, secondo l’agenzia Reuters, ha intenzione di costruire un impianto solare formato da ben 7700 pannelli fotovoltaici progettato per generare 740 kilowatt che, guardate bene, non veranno immessi nella rete elettrica, ma usati per far funzionare le pompe di estrazione del petrolio e delle tubazioni all’interno del giacimento.

L’impianto fotovoltaico del Kern River è solo uno dei progetti finanziati dal piano di investimento di 2 miliardi di dollari che la Chevron ha stanziato per lo sviluppo delle energie alternative.  Questo è solo un piccolo ma importante tassello del processo di trasformazione della compagnia, che sembra indicare come le alte sfere della dirigenza comincino loro malgrado a riconoscere gli infausti presagi che riguardano il futuro dei combustibili fossili. Non stiamo certo parlando dell’esaurimento del petrolio, ma quantomeno delle potenzialitá di mercato dell’energia solare e della altre energie alternative, che diventano gradualmente economicamente sempre piú attraenti. Nessun segno di svolta ecologista quindi, non vi illudete, ma ancora una volta … al ricerca del maggior profitto.

Pompa per l'estrazione del petrolio

Gli 8 acri (circa 3.2 ettari) di pannelli solari del Kern River serviranno come test per la sperimentazione di 7 diversi tipi di sfruttamento dell’ energia solare, che potrebbero poi venire impiegati in altri impianti che la compagnia possiede in giro per il mondo. In realtà la Chevron, secondo il Los Angeles Times, ha cominciato a sfruttare la tecnologia solare giá dal 1992 e quindi quella della “conversione” dell’azienda alle energie alternative sarebbe una notizia ormai datata.

La Chevron non solo usa l’energia solare per l’estrazione del petrolio, attivitá che richiede un dispendio sempre maggiore di energia, visto il processo di esaurimento in cui versano i giacimenti statunitensi sin dal 1971, anno di picco di produzione nazionale. Infatti la corporation americana si sta pure affermando nel mercato dell’installazione degli impianti fotovoltaici e nella fornitura di energia proveniente dal sole. In febbraio ha annuciato che in Messico è attualmente promotrice nella costruzione di un impianto fotovoltaico che si estenderá per 20 acri (circa 8 ettari) all’interno di un miniera dismessa di loro proprietá. L’energia prodotta verrá venduta immettendola nella rete elettrica locale. La compagnia sta inoltre progettando un impianto solare in grado di fornire 3.7 megawatt, in collaborazione con un dipartimento scolastico della cittá di San Jose, in California.

Possiamo quindi cocnludere che la Chevron sta rapidamente acquisendo “know how” ed esperienza nell’ambito della progettazione e della costruzione di installazioni sia per lo sfruttamento che per la distribuzione dell’energia solare. Qualora, in un futuro abbastanza lontano, dovesse essere costretta da mutazioni del mercato mondiale ad abbandonare il business del pertolio, sicuramente avrebbe giá acquisito una posizione competitiva nel mercato delle energie alternative. Seguiremo con interesse i futuri sviluppi “ecologisti” della politica di questa corporation.

hamba

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