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Butta via le scarpe e corri!
Apr 21st, in Benessere e Salute, Sport, by Hamba

Abebe Bikila - Roma 1960Tutti ricordiamo le storiche immagini di Abebe Bikila, l’atleta etiope che durante i giochi olimipici di Roma nel 1960 corse e vinse l’intera distanza della maratona senza scarpe. Non è cambiato poi molto da allora nel pensiero dei veri specialisti della corsa. L’attuale primatista, Haile Gebrselassie, il maratoneta piú veloce del mondo, anch’egli etiope, una volta disse a proposito degli albori della sua carriera: “Quando indossai il mio primo paio di scarpe, fu veramente difficle“.

Uno studio recente ci svela il perché di questo disagio: il nostro corpo corre in modo differente quando siamo a piedi nudi. I riceractori hanno scoperto che le scarpe da ginnastica e le altre scarpe sportive alterano la nostra andatura naturale, che normalmente ci protegge dall’impatto meccanico della corsa sulla nostra struttura muscolo-scheletrica. La scoperta offre nuove interpretazioni riguardo al modo di correre dei primi esseri umani e solleva il dubbio che le scarpe sportive possano procurare piú danni di quanti ne riescono a evitare.

Circa 2 milioni di anni fa, i progenitori degli umani moderni hanno sviluppato l’equipaggiamento anatomico e fisiologico necessario a correre in modo efficiente: le gambe lunghe, le natiche grandi e le strutture elastiche nel piede sono tra le piú importanti. Le scarpe per l’atletica non sono state inventate fino all’inizio del ventesimo secolo e solo negli anni settanta il loro uso ha cominciato a diffondersi ampiamente nella popolazione. Allora, come sono riusciti gli uomini a correre in modo confortevole prima dell’invenzione di queste calzature studiate appositamente per questo scopo?

Daniel Lieberman, un biolgo evolutivo che si occupa dell’evoluzione umana all’Università di Harvard, e anche un corridore appassionato, ha deciso di cercare la risposta a questa domanda. Insieme ai suoi colleghi, ha analizzato le prestazioni di piú di 200 corridori provenienti dagli Stati Uniti e dalla provincia della Rift Valley inFasi finali di una gara olimpionica di maratona Kenya, che è famosa per aver dato i natali a corridori con grande resistenza. I volontari che hanno partecipato all’esperimento coprivano l’intero spettro di possibili esperienze di corsa, includendo persone cresciute indossando sempre le scarpe, persone che sono cresciute correndo senza scarpe ma che adesso le indossano e infine persone che non hanno mai messo addosso un paio di scarpe in tutta la loro vita. Durante l’esperimento effettuato dal gruppo di ricerca di Lieberman, ogni gruppo è stato fatto correre sia con le scarpe che a piedi nudi e sono stati registrati dati sulla loro andatura e sull’impatto meccanico della corsa sui loro corpi.

La differenza è balzata agli occhi immediatamente. Infatti, mentre le persone che corrono con le scarpe tendono, ad ogni passo, ad appoggiare il piede per terra toccando prima col tallone, quelle scalze poggiano invece la parte della pianta del piede piú vicina alle dita. Lo stile di corsa delle persone a piedi nudi produce una flessione maggiore dell’arco del piede, dell’anca e del ginocchio e coinvolge un numero maggiore di muscoli nel piede e nel polpaccio. In questo modo lo stress meccanico delle strutture muscolo-scheletriche viene attutito e la corsa è piú confortevole. Nel momento in cui i piedi toccano terra, i corridori scalzi sperimentano la forza di un urto pari a solo 0.5 -- 0.7 volte il loro peso corporeo, mentre per chi indossa le scarpe sportive tale forza corrisponde a 1.5 -- 2 volte il peso corporeo. Stiamo parlando quindi di una differenza veramente notevole, che puó variare da tre a quattro volte.

Ho sempre dato per scontato che correre a piedi scalzi fosse doloroso e insensato” commenta sopreso Lieberman. Invece, i risultati ottenuti, che pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature, indicano che lo stare a piedi nudi puó ridurre la probabilitá di sentire dolore e di farsi male, perché molti dei disturbi legati alla corsa, come i calli e la fascite plantare sono provocati proprio dalla forza dell’impatto del piede sul terreno.

Anche Dennis Bramble, morfologista evolutivo all’Università dello Utah in Salt Lake City, concorda con i risultati di quello che definisce uno “studio eccellente”. Appoggiare il tallone non ci consente di usare quegli  ammortizzatori incredibilmente efficienti che sono una caratteristica preziosa dell’anatomia umana. In pratica, correndo con le scarpe usiamo il nostro corpo in maniera meno efficace di quanto potremmo fare da scalzi. Lo studio conferma quello che tutti avremmo dovuto sapere da molto tempo, ovvero che siamo stati evolutivamente costruiti per correre a piedi nudi.

La scoperta alimenta una discussione che viene dibattuta da tempo ed è sempre attuale. Come possiamo verificare dando un’occhiata al numero di gennaio della rivista di Runner’s World e a un libro pubblicato recentemente sulla corsa a piedi nudi intitolato Born to Run (Nati per correre), lo stile di corsa a piedi nudi ha guadagnato un numero piccolo ma crescente di seguaci negli ultimi dieci anni, alimentando la controversia  nella comunità dei corridori tra coloro che pensano che stare a piedi nudi sia il miglior modo di correre e coloro che invece preferiscono calzare comode scarpe sportive.

Quindi, in base a questo studio, dovremmo tutti buttare nella pattumiera le nostre scarpe sportive e unirci alla banda dei corridori scalzi? “Assolutamente no“, dice Lieberman. Infatti le scarpe sono confortevoli e proteggono il piede da schegge di vetro, asfalto e altri oggetti pericolosi che si incontrano continuamente correndo in cittá. Al contrario, continua Lieberman (che da tempo ha egli stesso cominciato a correre a piedi nudi occasionalmente) raccomanda a coloro che si avvicinano a questo stile di corsa di farlo in ambienti adatti (ad esempio sulla spiaggia, su un bel prato fiorito oppure su una pista d’atletica) e gradualmente in modo che i piedi, le caviglie e i polpacci lentamente si rafforzino  e non subiscano traumi.

Chissá se grazie alla divulgazione di questo studio cominceremo a vedere le persone rinunciare alle loro belle scarpe di marca e correre a piedi nudi  sui prati. Scusate, ma mi permetto di nutrire qualche dubbio in proposito. Voi cosa ne pensate?

Hamba

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