Molti genitori considerano i videogiochi come un ostacolo che distrae i bambini dai loro doveri scolastici. Nelle universitá invece, soprattutto in quelle statunitensi si sta affermando l’opinione che i videogiochi siano uno dei migliori ambienti di apprendimento disponibili al giorno d’oggi. Secondo questi esperti, se la scuola adottasse nei metodi di insegnamento alcune delle strategie usate nei videogiochi, riuscirebbe a educare i bambini in maniera piú efficace. Infatti i videogiochi commerciali, quelli che rendono un sacco di soldi all’industria dell’intrattenimento, tanto per capirci, non sono altro che degli spazi di problem-solving, ovvero degli ambienti virtuali in cui il giocatore ha il compito di trovare la soluzione a dei problemi.
I videogiochi ottimizzano il processo di apprendimento sotto vari aspetti. In primo luogo i giochi forniscono le informazioni gradualmente e contestualmente ovvero quando sono necessarie piuttosto che tutte insieme e senza alcun legame col contesto di apprendimento. Con il tradizionale metodo di insegnamento, ad esempio, il docente trasferisce una grossa quantità di informazioni allo studente, il quale le assimila tutte insieme, alle volte con fatica e poco interesse, per poi fare uso in futuro di quelle che gli serviranno di volta in volta. Con i videogiochi il meccanismo è completamente differente dal momento che ti coinvolgono nello svolgere dei compiti e poi, a seconda del problema, ti forniscono le informazioni di cui hai bisogno per risolverlo.
I giochi inoltre costituiscono un ambiente che si puó definire “piacevolmente frustrante” dal momento che ti pongono di fronte a delle sfide difficili sì, ma fattibili. Questa è una condizione estremamente motivante per le persone. Inoltre, sentire il bisogno di una informazione e vederne l’utilitá immediata di utilizzo all’interno del gioco è un’esperienza stimolante e facilita lo sviluppo di asociazioni utili all’apprendimento.
Molti sviluppatori di giochi invitano anche i giocatori a modificare i loro prodotti attraverso una pratica chiamata mod. In pratica mettono il software che hanno creato in condivisione e incoraggiano i giocatori a creare nuovi livelli e nuovi scenari, secondo le loro aspettative e fantasie.
Pensiamo un attimo a cosa comporta questo intervento dei destinatari del prodotto nel processo creativo. Se io giocatore voglio modificare un gioco, nella grafica o nella strategia, devo capire prima come è strutturato il software e per riuscirci ho bisogno di acquisire una conoscenza approfondita del linguaggio con cui il gioco è stato creato. Immaginiamo ora che il gioco abbia fini di educazione scientifica, e riguardi ad esempio la realizzazione di alcuni esperimenti. In questo caso, analogamente, per praticare mod dovrei approfondire le mie conoscenze nell’ambito specifico trattato nel gioco e quindi sarei stimolato dal processo creativo a migliorare la mia preparazione scientifica.
La valutazione dei risultati conseguiti in ambito educativo è un tema controverso oggi. Tipicamente la valutazione viene fatta attraverso esami standardizzati. Tuttavia, nei giochi l’apprendimento e la valutazione sono strettamente interconnessi. Infatti il gioco fornisce costantemente feedback al giocatore e al contempo, in maniera integrata, raccoglie informazioni di valutazione riguardo alle sue performance. Ad esempio, l’enorme gioco multiplayer online World of Warcraft , a cui partecipano 15 milioni di persone in tutto il mondo è completamente standardizzato. L’azienda che lo ha creato ha raccolto una quantitá incredibile di informazioni riguardo ai giocatori e le ha elaborate in termini puramente statistici. E’ poi interessante considerare come l’integrazione dei processi di apprendimento e valutazione sia meno costosa del tradizionale metodo di insegnamento, che necessita di mantenere strutture specificamente adibite alla valutazione.
L’idea che gli educatori possano imprarare dall’industria dei videogiochi sta diventando sempre piú popolare. Tanto per fornire un esempio, nel mese di novembre 2009, il presidente Obama ha annunciato il finanziamento negli Stati Uniti di una campagna federale per migliorare l’educazione scientifica e tecnologica, con particolare riferimento all’ingegneria e alla matematica. All’interno di questa campagna, la Fondazione Macarthur e di alcune aziende specializzate nello sviluppo di tecnologia hanno bandito un concorso per lo sviluppo di videogiochi da usare per l’insegnamento delle scienze e della matematica.
E’ bene chiarire, infine, che gli insegnanti non hanno bisogno di usare materialmente un computer e caricare dei videogiochi per applicare questi principi educativi. Il tipo di apprendimento attraverso i videogiochi che ho descritto e che puó essere definito apprendimento contestualizzato, perché lo studente si trova calato in un reale spazio di problem-solving, puó realizzarsi sia con l’ausilio dei videogiochi che senza. In realtá, i buoni insegnanti, quelli capaci di coinvolgere i propri studenti e di trasmettere la loro passione per una creta materia e non solo sterili informazioni, l’hanno sempre usato.
Hamba