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Vite da Star
Mar 12th, in Altro, Attualità, by Veleno

“Angelo Izzo e la sua compagna cercano un testimone per celebrare le tanto attese nozze.” “Renato Vallanzasca farà il commesso in un negozio di pelletteria nella periferia milanese”. Sono i titoli del nuovo numero di Topolino? No, i titoli dei telegiornali. Si, perchè quel simpaticone di Izzo, noto, oltre che per il suo sorriso splendente, anche per avere alle spalle un paio di atrocità, vorrebbe coronare il suo amore con Donatella Papi, giornalista, ma non riesce a trovare uno straccio di testimone; no problem, ci hanno pensato i tg a costruirgli un adeguato sistema propagandistico. Per un tipo che ha stuprato e ucciso due ragazze e, rimesso in libertà, ha ucciso moglie e figlia di un suo ex compagno di cella, sembrava il minimo che si potesse fare.

Lunedì 8 marzo invece, a Milano, decine di giornalisti attendevano con ansia e trepidazione l’uscita da un negozio di pelletteria di un commesso un po’ speciale, che, come da una vera star, li ha evitati uscendo dal retro. No, non era un attore, neanche una rockstar e nemmeno il vincitore del GF10 ( Martedì tra l’altro ospite “illustre” al tg5); era un commesso talmente speciale da avere alle spalle una condanna da 260 anni, pari a quattro ergastoli, centinaia di rapine, quattro o cinque fughe dalle carceri di mezza Italia, lasciando qua e la, con grande classe, qualche cadavere. Insomma, un vero divo! E dopo aver sofferto le pene del carcere per oltre 40 anni, finalmente, si è meritato un “premio”, che gli permette di lavorare in questo negozio dalle 7:30 alle 19:00, per poi rientrare a casa. E che casa, dicono sia grandissima e imponente. Si chiama Carcere di Opera, a Milano sempre.

Ma ciò che mi preme, non è sottolineare la gravità o la correttezza di questi eventi, ma l’importanza mediatica che è stata attribuita a tutto ciò. Giornali, ma soprattutto radio e televisioni, hanno raccontato e commentato i fatti con la consueta enfasi da “cronaca rosa”, quasi con il sorriso, tanto è che non capivo più se la coppia del momento fosse ancora Clooney-Canalis oppure Izzo-Papi. In una parola, tutto questo, è IRRITANTE.

Vallanzasca, Izzo e tutti gli altri criminali sono e rimangono uomini e come tali, NELLE CARCERI, dovrebbero essere trattati e ciò che realmente mi interessa è sapere che i delinquenti siano in galera e che lì, come è giusto che sia, possano vivere una vita dignitosa e rispettosa dei diritti umani che nessuno, per legge, può negargli. Tutto il resto, concedetemelo, non conta e non merita di contare. Parliamo di chi i delinquenti li arresta, parliamo dei tanti suicidi nelle carceri e delle vergognose condizioni di vita all’interno di esse, parliamo di chi vuole sempre farci credere che gli asini volano, solo per rubarci le caramelle davanti al naso. Parliamo di loro. Parliamo di chi muore di fame, non di chi ha avuto fame di morte.

Se poi tutto questo ci risulta troppo complicato, troppo serio, troppo “normale”, bè, ci rimane l’intervista a Mauro, il vincitore dell’ultima edizione del Grande Fratello. Con lui, le risate ( ma anche i pianti…), sono più che giustificate.

Riccardo Brivio

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