MORBO DI ALZHEIMER. PROSPETTIVE DI CURA RIVOLUZIONARIE
Scoperte dallo scienziato Baulieu che però lamenta la mancanza di fondi
È di questi giorni la notizia della scoperta da parte dell’endocrinologo e biochimico francese Etienne Emile Baulieu che sostiene di aver trovato, dopo anni di ricerche, una cura rivoluzionaria per bloccare l’invecchiamento del cervello causata dal morbo di Alzheimer. La malattia è tra le più diffuse del mondo e fino a pochi mesi fa era contata tra quelle curabili solo con farmaci palliativi e terapie di breve durata, ma di fatto rende gradualmente intollerabile la vita di chi ne è affetto iniziando a manifestarsi con continue perdite di memoria fino ad arrivare alla totale dipendenza dell’ammalato da un’altra persona per vivere . Responsabile della demenza degenerativa invalidante tipica dell’età senile è la tau , una proteina cerebrale scoperta nel 1988 che permette il corretto funzionamento dei neuroni. È questa che si altera con l’età, portando all’accumulo di sostanze tossiche nelle cellule e ad una progressiva atrofia della corteccia cerebrale con perdita di neuroni ed in buona sostanza alla demenza senile. Il medico francese, già famoso per aver inventato la Ru 486, più nota come pillola del giorno dopo, ha scoperto che sempre nel nostro organismo esiste un’altra proteina, la Fkbp52, localizzata precisamente nel cervello, in grado di riparare il cattivo funzionamento del tau. Grazie ad un’elevata dose della nuova proteina dovrebbe essere possibile inibire l’accumulo di tau nelle cellule nervose.
Fino a questo momento non erano disponibili cure praticabili, né strategie efficaci di prevenzione, ma la ricerca del professor Baulieu poggia le sue basi su solide e onorevoli fondamenta e pare che oltre a promettere la debellatio della malattia, consentirà in futuro una diagnosi precoce del morbo. Le prime anomalie biochimiche che sono il campanello d’allarme della malattia, compaiono anche 10 anni prima dell’insorgere dei veri e propri segni clinici e grazie ad una semplice reazione tra due proteine dovrebbe essere possibile bloccare sia l’insorgere che l’evolvere della malattia e ottenere degli ottimi risultati.
Il rimedio, secondo lo scienziato francese, è stato trovato, ma sono i fondi a mancare e se non si troveranno almeno 5 milioni di euro la sua equipe non potrà finanziare la neo sperimentazione e dovrà abbandonare gli studi.
D’altronde i risultati ottenibili non sarebbero di scarso momento : le cifre parlano da sole. L’età media si allunga ogni anno e la nostra società è sempre più popolata da ultrasessantenni, ma visto che il cervello è destinato ad invecchiare più rapidamente del corpo, in percentuale i malati di alzheimer aumenteranno progressivamente. Attualmente l’alzheimer colpisce 26,6 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 800.000 solo in Italia secondo una stima dell Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, USA, con una netta prevalenza di donne, ma queste cifre sono destinate a raddoppiare nei prossimi anni.