MA IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO VALE SOLO PER BERLUSCONI?
da tempo si attende una legge costituzionale che disciplini le immunita’
Ottenuta l’approvazione da parte della Camera, tra un mese circa, il disegno di legge sul legittimo impedimento sarà esaminato anche dal Senato e sarà legge- salvo improbabili sorprese. Il tanto discusso testo, con gli emendamenti e le modifiche apportate, in buona sostanza stabilisce che il premier e i suoi ministri possono ottenere il rinvio dell’udienza dei processi in cui sono imputati se «legittimamente impediti» a comparire in tribunale, perché impegnati in attività di governo. Basterà quindi attestare l’esistenza di un impedimento, per ottenere il rinvio del processo ad un’ altra udienza anche fino a sei mesi dopo. Ciò consentirà, come recita il testo-legge “al Presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge”. Si tratta di una legge ponte, solo temporanea, come hanno affermato i suoi ideatori, che ha la durata di 18 mesi dalla sua entrata in vigore, ma serve ad introdurre una specie di armistizio tra il governo e la magistratura nell’attesa che il Parlamento approvi una legge costituzionale sulle immunità. È inutile dire che i componenti dei partiti di maggioranza abbiano espresso i pareri più favorevoli nei confronti della futura legge. Per l’opposizione, invece, con Franceschini in testa, si tratta dell’ennesima legge ad personam, incostituzionale, fatta ad uso e consumo di Berlusconi che con questo stratagemma parlamentare riuscirebbe ad evitare di essere processato. Poiché la materia delle prerogative del Presidente del Consiglio e dei suoi ministri può essere disciplinata soltanto da una legge costituzionale, secondo D’Alema, Berlusconi ha inteso lanciare “una sfida alla Consulta” e “riproporre in modo furbesco il lodo Alfano”.
Mentre l’Udc di Pier Ferdinando Casini, inizialmente orientata verso l’astensione, ha in un certo senso difeso in Aula il principio della norma sul legittimo impedimento, definendo il provvedimento «discutibile, per certi versi detestabile», ma anche «coraggioso» perché «risolve il problema del rapporto tra politica e magistratura».
Anche gli uffici giuridici della Presidenza della Repubblica stanno monitorando con attenzione le sorti del ddl sul legittimo impedimento. Come è noto per il Colle non ci sono questioni di principio che vietino la questione del legittimo impedimento, anzi Napolitano sa benissimo che da tempo è necessaria una legge organica che regoli l’immunità parlamentare .
Pur trattandosi di una materia che è stata al centro di accesi dibattiti nel passato, è auspicabile che siano rispettati gli orientamenti originari del legislatore costituzionale.
Ecco perché il monito del Quirinale va semmai nella direzione di una diligente determinazione delle forme e dei tempi di questo “impedimento” affinchè sia mantenuto e rispettato l’equilibrio tra l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e il diritto-dovere del capo dell’esecutivo, e dei suoi collaboratori, di governare.

