A giudicare dall’impegno che mettono nel leccarsi e nel nascondere i loro bisogni, i gatti appaiono come animali puliti e che tengono molto alla loro igiene personale, il gatto si lecca in continuazione, sia per ripulire il pelo dalla polvere, dallo sporco e dai resti del pasto, sia per lisciarlo e avere così un isolamento migliore dal freddo.
Quest’attività prosegue comunque anche d’estate, quando il gatto si scalda facilmente: leccando il pelo, che ha assorbito il calore del sole, il gatto si rinfresca ma ingerisce anche la vitamina D prodotta dai raggi solari, molto importante per la sua dieta.
Sembra poi che questa abitudine abbia anche una valenza psicologica: quando è agitato il gatto si lecca ancora di più, ottenendo un effetto rilassante. Infine, “tirandosi” con forza i peli il gatto stimola le ghiandole pilifere poste alla base dei peli stessi.
Se il gatto di casa non si dedica alla pulizia del mantello, che diventa opaco, nodoso e fragile, significa che ci sono problemi: o esso non è in grado si muovere bene la testa e il collo, oppure si trova in uno stato di forte debilitazione.
La questione del bagno al gatto piuttosto dibattuta e merita qualche riflessione.
Si può fare il bagno al gatto, in certi casi e non troppo frequentemente, evitando però di immergerlo completamente nell’acqua e di usare il getto della doccia. Per non spaventarlo morte, però, il metodo più adatto per pulirlo è quello di passargli una spugna ruvida e impregnata d’acqua sul mantello, sui fianchi, sul collo e sugli arti, in modo delicato.
Per asciugarlo evitare l’asciugacapelli e utilizzare panni assorbenti, oppure direttamente il calore del sole.
Poiché è un animale predisposto alla pulizia, addestrare il gatto dal punto di vista igienico è piuttosto facile.
Dopo due o tre settimane di vita, infatti, i gattini sviluppano l’istinto naturale di orinare e defecare su terreno sabbioso e smosso. Nei primi giorni di vita la madre si occupa di ripulire i gattini e il loro habitat, e leccando loro la regione anale li stimolano alle funzioni escretive.
Quando i piccoli escono dal nido, se trovano un angolo igienico ci vanno spontaneamente. Talvolta è la madre stessa ad accompagnarli. Questa funzione può essere svolta anche dal proprietario, possibilmente subito dopo un pasto .
D’istinto, il gatto scava una piccola buca, ci fa i suoi bisogni e poi li sotterra.
Importante è cambiare regolarmente la lettiera, senza lasciare accumulare i rifiuti organici.
Nel parlare dei compiti del proprietario, è utile ricordare che se è bene spazzolare il mantello del gatto a pelo corto, di qualsiasi razza, è addirittura indispensabile per i gatti a pelo lungo, che necessitano di toelettatura regolare.
La pulizia dei denti si effettua raramente ed è importante soprattutto per prevenire o ridurre l’accumulo di tartaro.
Anche la pulizia delle orecchie, di solito non è necessaria, può essere utile per la presentazione a una mostra, per rimuovere polvere o acqua, come cura patologica.
Gli occhi del gatto vanno puliti solo quando alle estremità si notano piccoli depositi di catarro (sintomo di congiuntivite).
Per la pulizia usate una pezzuola pulita e inumidita con acqua borica, camomilla o decotto di malva.
Riguardo agli artigli, infine è necessario tagliare le unghie del gatto solo quando diventano troppe lunghe: questo avviene di solito in quei gatti che non hanno abbastanza moto e trascorrono una vita esclusivamente casalinga.