Ieri sera Michele Santoro, nella puntata di Annozero, ha invitato Morgan, polemico escluso dall’ ultimo Festival di Sanremo, da poco concluso. Il cantante e “show men” ha ribadito le proprie posizioni in merito al suo uso personale di cocaina, sostenendo con fermezza l’utilità medica e antidepressiva che tale sostanza garantisce. Chiaramente le sue dichiarazioni e il dibattito che ne è scaturito durante la trasmissione, non hanno lasciato indifferenti il mondo politico e dei media, assicurandosi, oltre a un ottimo numero di ascolti, un seguito di commenti e critiche; il sottosegretario responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, Giovanardi, per citarne uno, ha parlato di un “AnnoZero vergognoso”, colpevole, secondo lui, di essere stato” un inno alla droga”.
Senza soffermarmi su queste dichiarazioni e tenendo lontana, per una volta, qualsiasi forma di polemica o strumentalizzazione politica,ritengo sia opportuno affrontare l’argomento in termini più pratici e concreti, prendendo atto dell’impossibilità ( dovuta a una mancata volontà?) di arginare un mercato così sviluppato e fruttuoso come quello di stupefacenti e senza perdersi in discorsi troppo “belli” per essere realizzabili. Per quanto mi riguarda non credo sia rilevante sapere se i ” nostri” politici (ero indeciso se porre sotto alle virgolette l’aggettivo o il sostantivo) facciano uso o meno di sostanze stupefacenti; il fondo, in tutti i sensi, lo hanno già abbondantemente toccato e non credo dipenda da qualche spinello o festino di troppo. Se proprio ci teniamo a “perseguitarli” questi poveri politici, mettiamo in galera i corrotti, i ladri, i mafiosi. Ah già, dimenticavo, le leggi le fanno, le cambiano e le interpretano loro, che stupido..
Non mi interessa che Morgan si droghi, non è mio fratello, nè mio cugino, nè mio zio, e nemmeno un mio amico. E non riesco a credere che il messaggio lanciato da un cantante, da un attore o da uno sportivo, positivo o negativo che sia, possa influire sulla testa di un ragazzino più di quanto possano influire i messaggi che una famiglia, una scuola, un oratorio o una comunità mandano quotidianamente.
Ma siamo sicuri che questi messaggi vengano mandati veramente?
Attenzione, perchè forse è proprio questa la base del problema, forse non esiste niente di meglio della cocaina o forse invece esiste, ma nessuno, o pochi, ce lo fanno sapere. Perchè? Questo, ahimè, non lo so.. Si parla spesso di quanto sia mortificante vedere ragazzini di dieci, undici, quindici o sedici anni fumare marjuana, bere alcol a volontà e sniffare cocaina senza motivo, solo per “sballarsi”, per trovare un’ alternativa, ignari di quali conseguenze siano in agguato per il loro organismo, per il loro cervello, per la loro vita; ma non penso che il problema principale sia informare i giovani sui danni che la droga arreca inevitabilmente, bensì, prima di educarli ai rischi, credo sarebbe più opportuno trovare per loro e con loro delle valide alternative, senza indurli a un catastrofico ” fai da te”.
I vari Morgan e Marrazzo, non sono educabili, facciano ciò che credono opportuno, giusto, etico, corretto, non mi interessa; ci si arrabbia e ci si indigna per loro, a me invece francamente non trasmettono null’altro che un fantastico, quanto tragico, sentimento di indifferenza. La stessa indifferenza di migliaia di padri, madri, insegnanti, istruttori, educatori davanti alle insicurezze naturali di BAMBINI ( perchè è così che vanno chiamati) che si ritrovano soli a costruire il proprio futuro. Un futuro che spesso, purtroppo, si spegne in un presente troppo insignificante per essere vissuto.
Questo mi indigna.
Riccardo Brivio
Riccardo Brivio