(dosi per 4 persone)
Se utilizzate le acciughe “fresche” raschiarle con un coltellino, quindi pulirle con una pezzuola, aprirle e diliscarle.
Affettate sottilmente gli spicchi d’aglio (o trituratelo nel frullatore).
Nel recipiente (l’ideale sarebbe una pentola di terracotta) mettere il burro facendolo sciogliere a fuoco bassissimo, unire l’aglio lasciando che si disfi senza colorire e per ultimo l’olio e le acciughe (tritate si disfano prima), facendo sobbollire sempre a fuoco basso (non deve ne per circa 10′; deve risultare come una salsa.
Dalla tradizione popolare piemontese arriva un trucco che oltre che aumentare il volume della salsa ne alleggerisce il sapore forte della Bagna Caoda.
Dopo aver fatto cuocere un pochino l’aglio e le acciughe, aggiungere una manciata di nocciole (altro prodotto tipico del piemonte) tritate finemente e circa un bicchiere di latte.
Mescolare e fate cuocere ancora un po’.
Una volta pronta andrebbe servita a tavola negli appositi fornelletti da bagna caoda (in dialetto fojòt) (1 a persona oppure ogni 2 commensali) accompagnata da tanta verdura già tagliata a cubetti pronta da inforcare e intingere nella salsa.
Abitualmente viene servita con le seguenti verdure (ma non c’è limite alla fantasia):
Consigliabile l’abbinamento della Bagna Caoda con un vino sostenuto, magari tipico della zona di Asti, Nizza Monferrato, Alessandria o Cuneo tipo:
Fatemi sapere com’è venuta che sono molto curiosa e poi se ci sono dubbi sulla preparazione chiedete pure!
Buon appetito!
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