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IL CONCORSO A OSTACOLI
Jan 19th, in Amici Animali, by masa

L’azione del saltare è, per il cavallo, naturale: in uno spazio limitato cambia più volte, il proprio equilibrio per poter affrontare e superare l’ostacolo.

Il cavaliere, secondo la tecnica introdotta nel 1902 da Caprili, che ha rivoluzionato il modo classico di saltare, deve assecondare l’azione del cavallo adeguandosi a essa e non più contrapponendosi come si faceva in precedenza.

Le fasi del movimento del cavallo sono sei: la battuta degli anteriori, fase in cui il cavaliere è spinto in avanti dal movimento del cavallo; la battuta dei posteriori, fase in cui il cavaliere inizia a protendersi in avanti per liberare tutta la potenza del cavallo; il sollevamento degli anteriori, fase in cui il cavaliere inizia a protendersi in avanti per liberare tutta la potenza del cavallo; il sollevamento degli anteriori, fase in cui il cavaliere avanza con le braccia lungo l’incollatura; il sollevamento dei posteriori , fase in cui, al momento della distensione dei garretti, il cavaliere riceverà una sorta di spinta all’indietro che dovrà controbilanciare per non perdere l’equilibrio; la sospensione, fase in cui il cavallo si distende per superare l’ostacolo e spinge  il cavaliere verso l’alto; la ricevuta (ritorno al suolo), fase in cui il cavaliere deve riequilibrarsi raddrizzandosi per non cadere in avanti.

In tutte queste fasi il cavaliere deve mantenere l’equilibrio attraverso le gambe e non reggendosi sulle redini come tendono a fare i principianti.

Ciascuna di queste sei fase può ulteriormente essere divisa in due ottenendo una descrizione in dodici fasi: ultima folata prima dell’ostacolo, posa del posteriore destro e riduzione della velocità; posa degli anteriori, allungamento dell’incollatura e raccorciamento del galoppo; sollevamento dell’incollatura e stacco degli anteriori, allungamento dell’incollatura e stacco degli anteriori; battuta dei posteriori in compressione e inizio del salto vero e proprio , distensione secca dei posteriori; elevazione con distensione verso il basso dell’incollatura, mentre gli anteriori sono ripiegati; superamento dell’ostacolo da parte del corpo del cavallo con l’incollatura che raggiunge la massima distensione; distensione degli anteriori; “ricevuta”, il cavallo inizia la fase di discesa; fine del salto vero e proprio; i posteriori si raccolgono sotto il corpo del cavallo e l’incollatura torna a elevarsi, si riprende il galoppo in cadenza.

Il cavaliere deve mantenere calma e lucidità durante ogni fase.

In quella di avvicinamento si deve mantenere in sospensione sulla sella, con il piede perfettamente in assetto nella staffa e le mani leggere sulle redini.

Al momento della battuta deve porre il busto nella stessa traiettoria impostata dal cavallo, inclinandosi in avanti.

In planata deve restare sull’inforcatura facendo forza sulle ginocchia, con il busto spinto verso l’incollatura dell’animale.

Nella fase di discesa, deve portare leggermente indietro la gamba e allentare la presa delle ginocchia.

Quando il cavallo riprende l’andatura normale dopo il salto, il cavaliere deve avere lo sguardo rivolto in avanti, il corpo sciolto, le gambe a contatto con l’animale.

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