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Il cane è il miglior amico dell’uomo,ma è possibile sostenere anche il contrario?

Una delle frasi più famose che imperversa nel parlare quotidiano,dominando il senso comune e “sconfinando”, se così si può dire, nelle discipline scientifiche è sicuramente questa :”il cane è il miglior amico dell’uomo”. C’è da chiedersi prima di tutto,” da dove arriva”; con questo intendo porre l’attenzione alle sue origini, che non sono, come spesso si pensa , sconosicute, bensì è un episodio ben preciso a plasmare questo conosciutissimo detto. Senza stare a raccontare l’intera storia, nel 1869 a Warrensburg, nel Missouri, viene ucciso “old drum”, un cane da caccia qualsiasi, di proprietà di tale Charles Burden. Il cane venne ucciso in quanto circolante in proprietà altrui e scambiato per un randagio. Vi erano stati vari episodi di uccisione di pecore, da parte appunto di randagi, fu questo sostanzialmente il motivo della tragedia. Burden, portando il caso in tribunale, ottenne giustizia.  Fu  l’avvocato George Graham Vest che, perorando la causa in tribunale , nel 1870 coniò, alla fine del suo lungo discorso, la frase in questione.

Nel 1870 quindi, un avvocato famoso difese (anche) la memoria di un cane.Ora, nel 2009, ci si potrebbe aspettare che ogni cane ( o gatto, o qualsiasi altro animale) avesse il suo avvocato personale, situazione certamente paradossale.il fatto è però che da lì,perlomeno sotto certi punti di vista, non ci si è mossi di un passo e anzi sembra si stia tornando indietro.Dal punto di vista legale certo le cose sono migliorate enormemente, seppur ancora vi siano enormi lacune, causate spesso da una mancanza di buonsenso non indifferente da parte del potere legislativo. Sono anche migliorate  le condizioni in cui versano gli animali domestici,in conseguenza forse dell’aumentato benessere generale, ma questo articolo vuole affrontare il tema da una prospettiva micro,tralasciando le ingiustizie e le atrocità che si compiono ogni secondo su svariate speci di animali nel mondo. Intendo invece spostare il focus su episodi, sconosciuti alla stragrande maggioranza delle persone,ma che sono invece all’ordine del giorno nel mondo del volontariato; ciò che solitamente si conosce e che si condanna,causato dall’insensibilità delle persone che compiono questi fatti, è solitamente il concetto di ” regaliamo un cucciolo per Natale al nostro bambino”.Ciò, il più delle volte si compie in modo completamente scellerato, da persone incompetenti, convinte che un cane non si muova, non cresca, non abbia nessuna esigenza se non quella di mangiare e se si ha tempo per portarlo fuori, di fare la pipì. La conseguenza è quella che,nel periodo natalizio, i negozi di animali vengono presi d’assalto in cerca di cuccioli di varie razze, e allo stesso modo i gestori di canili ( e anche  gattili) si trovano a dover far fronte a richieste sempre uguali,fatte da persone perlopiù incoscienti ( nel senso di non avere coscienza di cio che stanno facendo). E’ storia il fatto che una volta che  il cane è cresciuto e il bimbo non lo vuole più ( bimbo che chiaramente non ha nessuna colpa) , capita sovente che, quando va benem il cane venga portato in un canile e quando va male, abbandonato in strada. Non sempre succede così ovviamente, e fortunatamente. Fin quì ciò che si sa, o che perlomeno si sente dire; riporterò ora qualche esempio di annunci ( o parte di essi) provenienti direttamente dal mondo del volontariato, alcuni tra l’infinità degli stessi.

1)FABIO, SPINONCINO DI 4 ANNI, ADOTTATO E DOPO UN ANNO RESTITUITO!!!
“Non finiremo mai di stupirci della crudeltà e dell’ insensibilità dimostrata da alcuni “esseri umani”…Fabio è un incrocio spinone di 4 anni, era stato adottato un anno fa nel nostro canile da una persona che sembrava essersi impegnata seriamente con lui per la vita..

In questi mesi sembrava che tutto andasse bene, mai una lamentela da parte del suo padrone, ci ha anche portato Fabio 2 settimane in pensione per l’estate e ha quasi pianto quando è tornato a riprenderlo…
E poi ,un giorno, A UN ANNO DALL’ADOZIONE, 365 giorni passati insieme, arriva la telefonata che non ti aspetti : “vi riporto il cane, non lo voglio più!”.

E perchè?
Noi non l’abbiamo ancora capito, e nemmeno Fabio, che se ne sta mogio e angosciato in quella gabbia, ancora una volta, con intorno tanti altri disperati come lui che abbaiano in continuazione, senza più i suoi giochi, il suo giardino, la sua cuccia.
Fabio è tristissimo, chi lo ha deluso ancora una volta non potrà mai rendersi conto di quanto dolore possa provare.”

2)”ciao mi chiamo DARA, per lungo tempo ho vissuto all’interno di un garage dove defecavo e urinavo, non conoscevo la luce del giorno ma solo il buio….i miei aguzzini non mi hanno MAI FATTA USCIRE DA QUEL POSTO….ho paura di cio’ che non conosco…praticamente tutto…..aiutatemi a vivere ”

3)”La settimana scorsa mentre eravamo in auto sulla statale di Nola (Napoli), sul ciglio della strada tra le auto che sfrecciavo c’era questo piccolo volpino che abbaiava cercando di farsi notare.
Lui era li, che urlava e si dimenava inseguendo le auto, alzandosi sulle due zampe anteriori x farsi notare meglio.
Rossella inchioda l’auto e gli va incontro.
Il piccolo la scodinzola, l’abbaia contro ed inizia a correre nel lato opposto.
Ad un certo punto si è fermato e abbaiando come se ci chiamasse aspettava che noi lo raggiungessimo.
Arrivate li, davanti ai nostri occhi si è presentata la scena più pietosa che io abbia mai vissuto.
Lui si baciava quel che restava disteso sull’asfalto.
Era un piccolo come lui, identico che forse pochi minuti prima era stato investito ed era morto sul colpo.
Lupin, così lo abbiamo chiamato, ci guardava come per dirci: LUI STA MALE AIUTATECI…
Il piccolino a terra ormai privo di vita era li con gli occhietti ancora aperti e il suo soccorritore se lo baciava e tentava di sollevarlo.
Ho pianto tanto in quel momento, ho pianto soprattutto perché vedevo negl’occhi di Lupin la disperazione per quel corpicino disteso.
Per portarlo via di la non è stato facile. Lupin non voleva allontanarsi e abbiamo fatto una fatica enorme a tentare di convincerlo a salire in auto.
Adesso è con noi.
E’ un cucciolone avrà circa un anno. Bellissimo, pelo lungo , taglia piccola (6 kg) sanissimo, molto coccolone e decisamente educato, da questo abbiamo dedotto che Lupin con il suo amato fratellino avevano una casa prima di quel giorno, e quasi sicuramente quello che doveva essere il suo padrone li ha abbandonati insieme nel loro triste destino.
Vorrei per Lupin una casa e una famiglia numerosa, magari anche con altri piccoli amici a 4 zampe. Lui ha necessità di compagnia.
Va d’accordo con tutti.
Siamo a Napoli ma x una buona adozione siamo disposti a portarlo ovunque!”

e ve ne sono  a migliaia di annunci così:

Il cane è il miglior amico dell’uomo dunque:  è sempre ed incondizionatamente fedele, traina slitte, trova le persone sotto la neve o sotto le macerie, si fa addestrare, difende il suo “padrone” da qualsiasi attacco, anche contro avversari indiscutibilmente più forti, vedi orsi, o uomini armati, e chiaramente questo è solo un esempio di ciò che un cane fa e/o farebbe. Ma allora per quale motivo esistono situazioni come quelle degli annunci che ho riportato? come può accadere che l’uomo, avendo praticamente ” a sua disposizione” un essere vivente, che vive per essere suo amico , lo tratti in questo modo? ci tengo a precisare che gli annunci sono stati presi da località diverse, sono diversi i volontari che gesticono le situazioni e che hanno scritto gli appelli,questo per chiarire che non è un modo di agire di qualcuno, ma è la realtà delle cose esistente nel quotidiano. come mai l’uomo non è il migliore amico del cane pur che quest’ultimo richieda molte meno attanzioni? ..e parafrasando.. come mai spesso non solo non è il suo migliore amico e neanche un amico normale, ma è un nemico? un feroce nemico da cui nascondersi, scappare ( vedi ad esempio il recentissimo caso del cane buttato dal ponte, ma si potrebbe rimanere in Italia,con casi diversi ma di uguale gravità, che forse è meglio non riportare).

Ovviamente, per fortuna, il mondo non è popolato solo da queste persone ed anzi è colmo di volontari, o quantomeno benefattori che si prodigano per arginare questo fenomeno sociale assolutamente negativo, ma le domande che voglio porre a chi leggerà questo articolo sono:

come mai succede tutto questo? è una questione di cultura? di mancanza di sensibilità? di pigrizia? di cattiveria? di noia? o cos’altro?

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