Dal 25 Ottobre a Firenze è stata pedonalizzata Piazza del Duomo e alcune vie limitrofe. Ovviamente l’evento è stato accompagnato da una gran festa di piazza a cui ha partecipato il neo sindaco Renzi. Pur avendo reso la piazza più vivibile, a poco più di un mese dal blocco della circolazione iniziano ad emergere i primi limiti del provvedimento della giunta comunale.
Innanzi tutto è stato necessario deviare diverse linee di autobus che costeggiavano il Duomo spostandone i capolinea in Piazza San Marco e alla stazione Santa Maria Novella. Questo non solo ha comportato un generale disorientamento degli utenti dei mezzi pubblici di trasporto, ma ha anche comportato un intensificazione del traffico in due piazze già da lungo tempo soffocate dal via vai di auto e motorini. Ma questo sarebbe il meno, un giusto prezzo da pagare. Inoltre il comune ha dato pronta soluzione al problema, aumentando il numero di “bussini” in circolazione, ossia dei piccoli autobus che ripercorrono quasi per intero il percorso dei loro fratelli più grandi. Inoltre per evitare ogni sorta di passaggio per piazza del Duomo, questi mezzi dell’ataf sono stati deviati verso via dei Calzaiuoli e altre vie limitrofe all’ormai pedonalizzata piazza.
Ecco quindi che emerge il problema: per fermare il traffico attorno al duomo il comune ha sacrificato alcune delle vie storicamente più passeggiate di Firenze. Strade che venivano attraversato solo dai passanti e dai pochissimi residenti ora ospitano i bussini, che di “ino” hanno ben poco visto che si è costretti quasi ad arrampicarsi sui palazzi per cedergli il passo.
Oltre ai già citati “bussini” il sindaco ha concesso una deroga anche e ovviamente hai mezzi di pulizia delle strade, così che i netturbini possano svolgere al meglio il loro lavoro. Non è stato comunque ritenuto opportuno però modificare gli orari di pulizia della strada. Infatti è cosa comune passeggiare il sabato e la domenica pomeriggio e doversi scansare di colpo per evitare di essere investiti da un mezzo della Quadrifoglio mentre si guardano le vetrine alla ricerca di un regalo per Natale.
In ogni caso ormai la pedonalizzazione è stata approvata e messa in atto, così al cittadino non resta che adeguarsi e imboccare i viali che corrono attorno al centro per cercare di parcheggiare il più vicino al posto dove vuole andare. Ma anche qui sorgono alcune problematiche logistiche. I viali, ossia la circonvallazione di Firenze, sono la strada più congestionata della città, è facile passare un’ora in coda fra le 18.30 e le 20.30. Con il provvedimento del sindaco Renzi questi tempi di attesa si sono allungati ancor di più, poichè alcune linee di autobus che originariamente costeggiavano il Duomo sono state deviate sui viali. Sarebbe una situazione normale, come in tante città, se non fosse che a questo cambiamento di percorsi non sia corrisposta anche la creazione di una corsia preferenziale tale da non creare nuovi ostacoli agli automobilisti. L’unico cambiamento apportato alla viabilità è stato all’imbocco di viale Spartaco Lavagnini dove è stato creato un nuovo incrocio che per molti versi sembrerebbe creato ad hoc per disorientare le persone con tristi conseguenze. Il secondo e ultimo cambiamento invece è stata la creazione di una corsia, circa 200 metri per collegare la stazione Santa Maria Novella ai viali e unico esempio, fin’ora, di corsia preferenziale a Firenze.
Probabilmente il nobile tentativo di rendere il centro alla passeggiate domenicali dei fiorentini non è stato accompagnato da un adeguato progetto logistico. L’auspicio è che in un futuro non troppo remoto l’attivazione della tramvia possa ovviare agli evidenti problemi di viabilità generati dalla pedonalizzazione del duomo. Questa mia riflessione ovviamente esalta i limiti del provvedimento comunale, ma certamente i fiorentini avranno anche goduto di vantaggi e sarebbe interessante elaborare un confronto fra pro e contro.