Ricordate questo nome? Per chi ha anche la minima possibilità di seguire la cronaca, nera in questo caso, è impossibile scordarselo. il 29/09/1975 è un giorno tristemente famoso in Italia, ma non solo, a causa di quello che viene chiamato “il massacro del Circeo”. Il Circeo è una zona vacanziera che si trova sul litorale romano.Inutile descrivere i fatti, che sono già ampiamente noti ormai da più di 30 anni. Basti sapere che Izzo l’anno dopo fu condannato all’ergastolo (assieme a un suo complice)appunto per essere stato ritenuto co-responsabile del duplice delitto , in cui morirono in modo terribile due ragazze, di cui una ancora minorenne.
Il nome e a ben vedere il personaggio Angelo Izzo negli ultimi anni è tornato alla ribalta,se così si può dire, per fatti altrettanto tristi. Concessagli la semi-libertà dal tribunale di Velletri,nel 2005, l’assassino uccide nuovamente una donna di 49 anni e una ragazzina di 14. Sulla scorta degli ultimi omicidi viene condannato per la seconda volta all’ergastolo.Fin quì la cronaca, i fatti.
Una domanda importante che ci si dovrebbe fare è: Perchè la semi-libertà ad un pluriassassino condannato all’ergastolo con prove inconfutabili? Su quali basi il tribunale di Velletri ha deciso di provare a reinserire nella società un soggetto così indiscutibilmente pericoloso? Cercando di essere ancora più chiari, Come ha fatto Angelo Izzo a convincere gli avvocati, i giudici, gli assistenti sociali, gli psicologi e tutti i professionisti che quattro anni fa avevano il potere e la responsabilità di prendere una decisione così fondamentale? Perchè di questo si tratta: Qualunque tribunale, non decide certo di concedere benefici ad un pluriassassino sulla base di opinioni personali o pareri poco scientifici. Dietro alla concessione della semi-libertà ad Angelo Izzo nel 2004 vi sono decine di rapporti, analizzati anche nel lungo periodo, di psicologi e assistenti sociali soprattutto che descrivevano il soggetto come completamente recuperato,pronto per il rientro in società. Si può poi aprire una discussione ( polemica?) sull’opportunità di reintegrare un tale personaggio nella società civile; che sia pronto o meno, a prescindere da questo, come è possibile che una persona sola, che quando si siede al tavolo dei colloqui parte da un’immagine di uno che ha massacrato due ragazzine per divertimento ( o per ferocia, ma per lui potrebbe essere la stessa cosa), possa convincere delle sue ragioni professionisti che hanno studiato magari per più di dieci anni solo per capire queste menti? Come ha fatto ad ottenere questo risultato? Se ci si pensa, se ci si vuole pensare, è davvero stupefacente. Per un’analisi più approfondita, proviamo a considerare un’altra variabile molto in voga ultimamente: la popolarità. Anche in questo caso è giusto porsi una domanda: può aver contato un’eventuale voglia di popolarità da parte dei soggetti inclusi nel processo decisionale ( giudici, psicologi, assistenti sociali, etc..)? Assumendosi una tale responsabilità ovviamente si richiama l’attenzione dei media e si ha la possibilità di guadagnare visibilità, che in un paese come l’Italia, per qualunque motivo la si abbia, sembra non fare mai male. La risposta, o meglio una delle risposte, va cercata allargando un po l’orizzonte di ricerca:Prima di tutto va detto che l’ipotesi della popolarità è e resta appunto un’ipotesi, nemmeno tanto probabile tra l’altro, in quanto il rischio di una decisione del genere è decisamente alto; se proprio si cerca la popolarità ci sono situazioni molto meno rischiose, soprattutto nel campo del sociale che attiene agli assistenti sociali o agli psicologi. E’ però un’altra la cosa che colpisce di più e che sembra rendere i comportamenti e quindi le scelte di chi ha occasione di frequentare per qualunque motivo ed in qualunque modo Angelo Izzo quasi completamente dipendenti da lui. Dal sito “corriere.it” si può apprendere questa notizia:
“La giornalista Donatella Papi, direttrice del giornale online www.comincialitalia.net, vuole sposare il pluriassassino Angelo Izzo, condannato all’ergastolo per la strage del Circeo e per avere ucciso a Ferrazzano (Campobasso), il 28 aprile del 2005, una donna e sua figlia, mentre era in regime di semilibertà dal carcere di Campobasso.”
Considerando che la suddetta giornalista è stata anche inviata speciale de “il Giornale” quando era il compianto Indro Montanelli a dirigerlo si può presumere che anch’essa non sia proprio l’ultima arrivata in fatto d’intelligenza, di cultura, di conoscenza del mondo in tutte le sue sfumature. E allora? Izzo e la Papi hanno intrattenuto e si presume lo facciano tuttora, un rapporto epistolare molto intenso. Da dove è nato questo rapporto? Come è nato? Come ha fatto Izzo ha “stregare” a tal punto una giornalista e una donna di lignaggio come la Papi? Sarebbe ovviamente stato molto più comprensibile il contrario: fosse stato Izzo a chiedere la mano della Papi non ci sarebbero più di tante domande da farsi..
Sostanzialmente Il soggetto in questione, potrebbe essere una persona con un’intelligenza fuori dal comune e con una capacità di persuasione altrettanto alta, entrambe utilizzate purtroppo in un modo totalmente perverso che le fa sfociare in puri atti di violenza assoluta e gratuita . Un’ipotesi poco presa in considerazione sia dai media, sia da chi Izzo dovrebbe controllarlo, limitarlo, educarlo se possibile. Se così fosse, questa persona sarebbe un costante pericolo per chiunque dovesse venire in contatto con lui in qualche modo.
Fortunatamente,Il più recente capitolo della vicenda dell’assasino del Circeo è di oggi, 15/12/2009, quando la Corte Europea di Strasburgo ha condannato l’Italia per la decisione del 2005 di mettere in semi-libertà Angelo Izzo, con la motivazione di aver leso il diritto alla vita delle sue vittime. Questo si spera inviti a riflettere chi di dovere.