“La notizia inaspettata di vendere all’asta l’azienda agricola di Suvignano, nel comune di Monteroni D’Arbia, in provincia di Siena, confiscata al mafioso Vincenzo Piazza alcuni anni fa, rischia di annullare il progetto di recupero dell’azienda stessa proposto e sostenuto, con impegno e da diversi anni, dal Comune di Monteroni d’Arbia, dalla Provincia di Siena, dalla Regione Toscana, dall’Arci e da Libera” – con queste parole Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci di Siena, ha commentato l’annuncio dell’Agenzia del demanio di Toscana e Umbria di voler vendere all’asta l’azienda agricola di Suvignano. La decisione, adottata interpretando in modo quanto meno discutìbile le disposizioni contenute nelle normative, contrasta con la risoluzione del Consiglio regionale della Toscana, che prevedeva di affidare l’azienda al Comune di Monteroni d’Arbia sulla base di “un qualificato progetto di gestione delle attività aziendali a forte connotazione sociale e legalitaria”. “La decisione dell’Agenzia del demanio Toscana e Umbria – continua Pallecchi -rischia di riportare l’azienda di Suvignano in mano a organizzazioni e società legate alla mafia e alla criminalità, tra i pochi soggetti capaci di acquistare un bene di ampie proporzioni. Di fronte a questo scenario, quello che più ci preoccupa è la perdita del valore sociale e di educazione alla cittadinanza attiva che il recupero di questo bene può offrire, attuando molte delle azioni concrete che l’Arci senese sta portando avanti su questi terreni da tempo per diffondere i valori di legalità e lotta contro ogni forma di violenza e criminalità”. Gli enti coinvolti, dopo la confisca dell’azienda alla mafia, hanno presentato un progetto di riutilizzo del bene come gestione aziendale, basato sulla produzione agricola di prodotti tipici del territorio, ma anche su iniziative rivolte alle scuole e alla formazione dei giovani alla legalità. “L’Arci di Siena - conclude la presidente dell’associazione – rivolge, quindi, un appello a tutte le istituzioni coinvolte, affinché ci sia un impegno concreto e incisivo per scongiurare l’ipotesi di vendita all’asta del bene e si promuova, invece, una battaglia politica e culturale per assegnare Suvignano agli enti locali del territorio”.