Maria Montessori è stata la donna che ha precorsi i tempi, gettando le basi della pedagogia in Italia. La donna era profondamente convinta che i bambini non vanno ammaestrati, ma guidati nella scoperta della vita e delle loro capacità innate.
Molti sono gli istituti dislocati in varie città della penisola, ma soltanto tre saranno i centri pilota che saranno modelli per il Nord, il Centro e il Sud e sono rispettivamente Castellanza, Chiaravalle e Foggia.
Luciano Mazzetti presidente dell’Opera Nazionale Montessori è stato in visita alla scuola di Castellanza dove ha incontrato insegnanti, genitori e bambini delle tre sezioni in cui è divisa: asilo nido, Casa dei Bambini (asilo) e scuola materna per un confronto con loro.
Accompagnato nel tour da Mauro Ghisellini, responsbile dell’ACOF (Associazione Culturale Olga Fiorini), ente gestore della scuola, oltre che consulente del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e membro dello stesso consiglio di amministrazione dell’Opera Montessori.
Soddisfatto sia della struttura che del modo in cui viene applicato il metodo, Mazzetti ha dichiarato che la scuola potrebbe presto diventare un punto di riferimento anche per quegli stati esteri che si interessano al metodo, tra cui Hong Kong e Pakistan. Loro esponenti è a Castellanza che andrebbero per corsi di formazione e studi.
L’Opera ha già da tempo affidato all’ente oltre alla direzione della scuola montessoriana di Castellanza, anche la gestione dei corsi didattici indirizzati agli insegnanti dell’asilo nido, della Casa dei Bambini e della scuola primaria e nei progetti furuti c’è l’idea di costruire l’anello mancante che sarebbe la scuola “media”.
Le persone che hanno sperimentato il metodo Montessori, dal nido alla scuola primaria, da tempo chiedono che venga aggiunta anche la scuola secondaria di primo grado per completare il percorso formativo dei ragazzi. Questo sarebbe l’anello che ancora manca visto che a Perugia è stato aperto il primo liceo montessoriano dove nel giugno prossimo venturo i primi ragazzi affronteranno gli esami di maturità.
Infine un sogno del presidente Mazzetti sarebbe quello del “caffè pedagogico”,un’occasione che permetterebbe ai genitori, due o tre volte al mese, di sottoporre agli insegnanti problemi educativi che non riguardino solo il proprio figlio, ma anche il metodo, i contenuti formativi e l’organizzazione del lavoro pedagogico”.
La scuola Montessori, dopo aver passato l’esame del suo presidente rappresenta un’altra eccellenza per la città di Castellanza, da cui sarà faro per tutti gli altri istituti montessoriani del Nord e dove arriveranno insegnanti e personalità da quei paesi esteri che hanno a cuore il futuro dei loro bmbini e quindi della nazione stessa.
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