VEGLIA :
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore.
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.
PARAFRASI :
Per un’intera notte buttato come uno straccio accanto ad un compagno massacrato, con la bocca deformata rivolta verso il plenilunio, e con le mani congestionate, impresse nel silenzio assorto della mia anima col gesto disperato di aggrapparsi alla vita, ho scritto lettere d’amore, mosso da un irrefrenabile bisogno di affetto.
Mai come in quel momento, davanti all’orrore della morte violenta, ho sentito un più intenso attaccamento alla vita. ( un attaccamento non egoistico, ma sentito come protesta contro la guerra, come proclamazione del diritto di tutti gli uomini alla vita ).
COMMENTO :
E’ una veglia particolarmente atroce, scritta il 15 dicembre 1915, dove la morte si fà concretezza di stravolgimenti fisici e orrenda deformazione. Le parole stesse di Ungaretti - riferite a tutto il suo ” diario di guerra ” – siano il commento più illuminante a questa lirica. Il binomio ( morte – vita ) dà origine a 2 rispettivi campi sematici :
Sul piano sintattico, la risoluzione definitiva della morte, si traduce nel succedersi quasi ossessivo dei participi passati, che rendono la totale assenza di movimento; anche il ” buttato ” del secondo verso suscita un’idea di grave pesantezza, quasi in uniformità con quella del compagno morto. Ma all’improvviso, con uno stacco netto, ecco la conclusione del periodo, con l’introduzione del primo verbo finito e la comparsa decisa dell’io del poeta : che parla in prima persona, ad affermare la sua vitalità, il suo amore irriducibile per la vita!