Siamo nel periodo della seconda guerra mondiale. Qui incontriamo, il nostro amato poeta ( GIUSEPPE UNGARETTI ) per lui questo periodo è molto sigificativo, visto che ha perso il figlio durante lo scoppio della guerra, quindi per Ungaretti sono momenti di vera sofferenza, di paura, di angoscia e di rovina. Il suo dolore è grande, ma come al solito riescie a regalarci delle perle di saggezza anche in queste situazioni. La poesia che esprire il suo dolore è questa :
NON GRIDATE PIU’
Cessate di uccidere i morti,
non gridate più,non gridate
se li volete ancora udire,
se sperate di non perire,
Hanno l’impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell’erba,
lieta dove non passa l’uomo
PARAFRASI :
Smettetela di odiare i morti
Non gridate più, non gridate
L’unica speranza di non morire,
L’unico modo per essere uomini, è
ritrovare la pietà e il perdono, e
mettere da parte l’odio, e ascoltare
l’insegnamento dei morti.
Hanno un sussurro debole
Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba
Felice dove non passa l’uomo,
perchè porta solo distruzione.
COMMENTO :
Sacro è il silenzio delle tombe e sacre sono le spoglie dei morti che dall’aldilà ci parlano con una voce impercettibile. Questa la si può vedere come il fruscio dell’erba che cresce qualora l’uomo non la pesti. Il poeta in questa poesia, predica la pace tra i vivi e il rispetto per i morti. Possiamo anche ricordare che questa poesia è stata scritta dopo che era stato bombardato il cimitero di VERANO a ROMA!
Spero di aver ridato a tutti voi la voglia di leggere e capire le poesie del passato…grazie ungaretti. Se volete commentare o aggiungere qualcosa ne sarei davvero lieto.
ottima poesia,la userò per scuola, grazie!