Secondo Confindustria i giovani italiani hanno dei problemi in più da affrontare rispetto alla gioventù europea.
Segnalo alcuni punti del nostro sistema educativo:
1 A Lisbona si è ratificato il trattato che impone l’obiettivo di attestare la dispersione scolastica attorno al 10% . Ma in pratica gli studenti che abbandonano prematuramente la scuola sono il 19,8%.
2 I giovani italiani che frequentano la scuola superiore sono solo il 76% contro l’85% della media europea.
3 Gli studenti che finiscono di istruirsi entrano nel mercato del lavoro tre anni dopo la media europea.
4 Gli insegnanti in età avanzata sono in numero maggiore rispetto ai giovani. Quelli con meno di trenta anni sono poco più dell’1%.
5 L’età media dei ricercatori universitari è intorno ai 40 anni.
6 Meno della metà degli universitari termina gli studi. Più è alta l’istruzione dei genitori più il figlio si laurea.
7 Uno studente su cinque tra 18 e 24 anni non termina le superiori.
8 A incidere sul sistema di istruzione è uno “stagnante” sistema retributivo.
9 Il tasso di occupazione per chi ha tra i 15 e i 64 anni è più alto per i laureati rispetto ai diplomati.
10 Abbiamo un quarto delle borse di studio della Francia e per il diritto allo studio spendiamo la metà della media Ocse.
Le proposte al vaglio del governo per migliorare la situazione giovanile sono:
1 l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
2 Introdurre un sistema tipico della Danimarca detto “flexicurity” per cercare di limitare il lavoro precario quindi incentivare la tutela della persona.
3 Incoraggiare a proseguire gli studi.
4 Compiere la riforma degli istituti tecnici.
La generazione italiana non può gioire nel conoscere questi dati. Tuttavia può rendersi conto che si può progredire anche nel verso opposto a questa serie di numeri. Al di là delle previsioni sui giovani cosa pensate dell’Italia? Per quale ragione amate viverci?