Quest’anno per il mare italiano, e per tutto il bacino del Mediterraneo, è stata una stagione particolare.
Per la prima volta è stato deciso di dare vita a un coordinamento unico per creare un centro di pronto soccorso scientifico oceanografico.
Il nuovo centro di coordinamento si chiama Gruppo nazionale di oceanografia.
Il nuovo gruppo di ricerca è nato all’Acquario di Genova, dove alla fine di giugno si è svolto il primo congresso nazionale di oceanografia operativa.
E’ una struttura che per la prima volta in Italia e anche in Europa riunisce tutti i ricercatori che a vario titolo si occupano del mare; per la creazione di diverse strutture di ricerca diffuse sul territorio europeo con compiti di osservazione ambientale e di prevenzione dei rischi.
In pratica, il compito è tenere sotto osservazione i parametri fisici e bio-geochimici dei mari italiani in particolare e, come referenti anche tutto il bacino del Mediterraneo.
Negli ultimo anni, grazie ai programmi di osservazione ambientale sostenuti dall’Unione Europea e dall’Agenzia spaziale europea, sono state introdotte tecnologie, soprattutto spaziali, che permettono di aggiornare di continuo, anche più volte al giorno, i dati ambientali a disposizione.
Salinità, temperatura dell’acqua lungo l’intera colonna, sostanze chimiche, moto ondoso e altre informazioni utili a capire che cosa succede in mare.
Queste informazioni vengono raccolte in maniera sistematica e inserite in modelli previsionali che aiutano a capire quali sono le tendenze in atto
Il loro lavoro non è solo di monitoraggio ma sono in grado con un considerevole margine di precisione di prevedere l’andamento dei principali parametri fisici del mare.
Questo permette di capire come si muovono le masse d’acqua e dove vanno le sostanze chimiche che vi sono contenute.