Probabilmente sono giorni contati per i “turisti dello spinello”: il governo olandese si appresta a presentare entro l’anno un progetto di legge che mirerà a far si che, testualmente: “i coffee shop dove la vendita di hashish e marijuana è tollerata divengano più piccoli ed esclusivamente orientati ai consumatori locali”. E già da dopodomani nei comuni di Roosendaal e Bergen op Zoom entrerà in vigore il divieto di vendere droghe leggere, mentre da gennaio nelle otto città di frontiera della provincia di Limburgo – Maastricht compresa – l’accesso ai coffee shop sarà consentito solo a “soci” muniti di pass identificativo e di bancomat olandese.
Non sono che le ultime battute di un dibattito in corso da mesi in Olanda sulla cosiddetta gedoogbeleid o “politica della tolleranza” che ne ha fatto una Mecca delle droghe leggere per milioni di europei, causando però non pochi problemi interni e sollevando la contrarietà dei vicini stati europei. Raccomandazioni che il governo sembra deciso ad adottare. A fare da apripista con progetti-pilota saranno quei comuni di frontiera (come appunto Roosendaal e Bergen op Zoom fra gli altri) che più di tutti lamentano i danni e i fastidi causati da turisti sotto effetto di stupefacenti.
L’unica speranza per i tanti “turisti dello spinello”, italiani compresi, resta ora il Consiglio di Stato Olandese a cui spetta decidere se limitare la vendita ai soli olandesi non sia “discriminatorio” e contrario alla libera circolazione delle persone e delle merci in vigore in Unione europea.
04/10/2009