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Lo judo giapponese
Oct 21st, in Benessere e Salute, Sport, by Fra79

I giapponesi praticano le arti marziali tradizionali (judo, kendo, sumo) e gli sport internazionali. Particolarmente popolari sono: il calcio, le arti marziali, gli sport invernali, il baseball e gli sport acquatici. A scuola si gioca a baseball, pallacanestro, tennis, pallavolo, calcio e quasi tutte le scuole poi hanno una piscina. Premesso che il tatami di judo e io mai ci siamo incontrati e che tutto quello che dirò è frutto di letture e al massimo di visioni di cartoni animati giapponesi, cercherò di illustrarvi l’utilità della disciplina dello judo giapponese, che va ben oltre l’attività sportiva. Credo che praticare qualsiasi sport sia consigliato per apportare salute e benessere a tutto il nostro essere. Penso anche che vi sia una pedagogia nello judo giapponese da considerare attentamente. Dopo che ci siamo salutati con queste mie considerazioni cominciamo. Hajime in giapponese vuol dire cominciamo, questo è quello che l’arbitro pronuncia ai due combattenti che iniziano a sfidarsi sul tatami, il tappeto cioè una materassina che aiuta e protegge i praticanti nelle cadute. Il praticante di judo si chiama judoka e indossa un abito particolare chiamato judogi formato da pantaloni e giacca e poi c’è la cintura con un colore differente a seconda del grado tecnico del judoka. Le cinture inventate dagli occidentali sono: la bianca, la gialla, l’arancione, la verde, la blu, la marrone e la famosa cintura nera anche se dopo esiste anche la cintura rossa. Parliamo di chi ha inventato quest’arte marziale. Il fondatore dello judo giapponese il cui significato è la via della cedevolezza si chiamava Jigoro Kano. Ora forse penserete che il signor Kano fosse una specie di super-uomo dotato di tanti muscoli fin dalla più tenera età? Niente di più sbagliato. Insomma era tutto meno che i personaggi che vedete nei cartoni sullo judo, anzi aveva tre problemi:

1 era gracile

2 i suoi compagni lo usavano come punchiball

3 voleva difendersi usando il jujitsu ma la sua famiglia era contraria.

Soluzioni che adottò per risolvere i suoi problemi:

1 per diventare forte praticò la danza e il baseball,

2 ignoro che cosa escogitò per difendersi dal bullismo,

3 il jujitsu era una arte marziale praticata con differenti stili. All’epoca di Kano le scuole di jujitsu erano state screditate e erano considerate violente e amorali.  (capito perchè i genitori erano contrari?) Comunque una volta maggiorenne Jigoro Kano potè iniziare a imparare il jujitsu e ebbe tre maestri differenti. Dai suoi maestri Kano ereditò i segreti delle scuole che poi trasmise ai suoi discepoli, tuttavia Kano che era insegnante di Lettere “apportò” se così possiamo dire, delle modifiche alle tecniche dei maestri creando poi lo judo.

Lo judo giapponese è un metodo morale (un esempio per chi lo impara) che serve a migliorare la condotta di vita del praticante e di tutta la società. Due massime fondanti della pratica dello judo sono: ji ta kyo ei che significa “amicizia e mutua prosperità” e il seryoku zenhyo cioè “il miglior impiego dell’energia”. Lo scopo principale di questa arte marziale è scoprire e sviluppare le proprie attitudini (il saper fare), educare a usare al meglio la propria cultura nel contesto sociale, seguire il principio morale del seryoku zenhyo, poi fare in modo che il judoka verifichi quanto ha appreso durante le gare sportive in cui si misurerà lealmente con gli altri lavorando insieme a loro nella e per la società. Conoscevate già il judo? Lo praticate? Se lo state imparando cosa vi piace e di cosa invece fareste volentieri a meno?

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One Response to “Lo judo giapponese”

  1. gdgsam says:

    “2 ignoro che cosa escogitò per difendersi dal bullismo”

    molto semplicemente impiegò ciò che sta alla base del judo, ovvero sfruttare la forza fisica dell’avversario per atterrarlo (nel suo caso bullo muscoloso VS ometto gracilino)
    - se vieni spinto, tiri
    - se vieni tirato, spingi
    tutte le tecniche di proiezione del judo si basano su questi 2 concetti fondamentali (una volta a terra seguono tecniche di immobilizzazione, leve articolari e se ricordo bene anche soffocamento)

    è detto in modo un po’ sbrigativo, ma per capirlo bene bisognerebbe provarlo di persona

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