Un triangolo rosso con un cervo nell’atto di saltare, è questo il segnale necessario ad avvisare che nel territorio vi sono animali vaganti. E’ un segnale indispensabile per allertare i conducenti, ma anche gli eventuali pedoni che possano transitare in quella strada. Non sempre, però, i cartelli ci sono o sono visibili. Ne sa qualcosa J.M.P. giovane senese che verso le 20, qualche giorno fa, si trovava a passare in strada Chiantigiana, a circa due chilometri dal centro abitato di Siena, città dove vive. “Ho visto una massa scura, non ho capito cosa fosse,” spiega ancora traumatizzato” ho perso il controllo del mezzo (una vespa cinquanta) e mi sono ritrovato nella scarpata. Non ce la facevo a muovermi, per fortuna si è fermato un automobilista e mi ha soccorso. Solo dopo, in ospedale, mi hanno detto che avevo investito un cinghiale, morto sul colpo. Quando ho visto il mezzo e com’era ridotto ho capito che sono un miracolato. E’ completamente distrutto. Il cinghiale, mi hanno detto i vigili urbani era una bestia di circa cento chili. Io me la caverò in due mesi” spiega appoggiandosi ad una stampella” ma poteva andarmi molto peggio.” I danni causati dagli ungulati all’agricoltura sono notizia quotidiana, ma come nel caso del giovane di Siena, risultano altrettanto importanti gli esiti di incidenti stradali causati dagli stessi animali sulla rete stradale sia essa regionale, provinciale o locale. Le conseguenze di questi incidenti sono state in alcuni casi tragiche, ed è sempre stato difficile individuare le responsabilità per l’eventuale risarcimento del danno. La Regione Toscana ha predisposto un fondo che dovrebbe dare una risposta a questo problema, ma in questi anni spesso la presenza di cartelli stradali indicatori era ritenuta sufficiente a indirizzare gli automobilisti verso comportamenti di massima attenzione che escludevano quindi dalla responsabilità il gestore della strada. Ma il pronunciamento del Giudice di Pace di Borgo San Lorenzo che ha condannato la Provincia di Firenze, a risarcire un automobilista scontratosi con un capriolo, sulla provinciale 551 tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve, ribalta il concetto di responsabilità del proprietario della strada, anche in presenza di cartelli indicatori. Il fatto risale al 2003. La controversia si è basata proprio sui cartelli stradali una volta appurato il comportamento corretto dell’automobilista. Al termine il giudice ha scritto nella sentenza che “nessuna norma stabilisce alcun esonero di responsabilità a favore del proprietario della strada solo perché abbia apposto i segnali in questione, basti pensare al caso di segnale di “caduta massi” : ove un utente venga colpito da un masso , il proprietario della strada non potrà andare esente da colpa“. Il giudice ha anche criticato la documentazione prodotta dalla Provincia con molto ritardo considerandola “un maldestro tentativo di coprire l’assenza di qualsivoglia segnale”. Secondo la sentenza la responsabilità dell’amministrazione proprietaria non può essere annullata. Anche se questo pronunciamento non fa giurisprudenza si apriranno molti contenziosi con tutti gli enti locali proprietari di strade pubbliche e bisognerà vedere se il fondo previsto dalla Regione si dimostrerà sufficiente a coprire gli eventuali incidenti causati in particolare da cinghiali, caprioli e daini.
(F.L.)