Quando si parla di “oli essenziali” ci si riferisce sempre a sostanze pregiatissime dal profumo inebriante e dalle mille proprietà curative e cosmetiche. Il fatto che poi gli oli essenziali siano prodotti derivati dalle piante, quindi naturali, oltre che molto costosi, ci porta subito a ritenere possano essere la soluzione a qualsiasi piccolo o grande disturbo, senza controindicazioni.
Spesso però, proprio perché sostanze estremamente attive, le essenze possono essere pericolose se non usate correttamente.
Gli oli essenziali, miscele di sostanze prodotte da organi specializzati localizzati in più punti della pianta (un olio essenziale può essere estratto da foglie, frutti, ma anche legno e radici) sono effettivamente sostanze degne di nota, soprattutto per il loro uso in Aromaterapia. E’ noto infatti che i profumi possono influenzare le sensazioni di piacere, benessere e felicità, l’appetito, la sete o il comportamento sessuale.
Le terminazioni del nervo olfattivo inoltre sono collegate anche con l’ipotalamo che invia messaggi chimici all’ipofisi, che controlla a sua volta l’attività di ghiandole quali tiroide, surrenali, ovaie.
L’esempio più semplice dell’effetto degli oli essenziali sulle terminazioni nervose del nostro nervo olfattivo è infatti la secrezione dei succhi gastrici stimolata dalla percezione dell’aroma dei cibi.
Oltre che nel trattamento di disturbi più o meno importanti, gli oli essenziali trovano largo impiego anche nell’industria cosmetica come profumi dei prodotti di trattamento, o vere e proprie sostanze funzionali con attività specifiche atte al trattamento di varie problematiche estetiche.
In seguito ad applicazione cutanea, gli oli essenziali possiedono proprietà lenitive, stimolanti, riscaldanti, purificanti, e ovviamente profumanti.
Ecco che in molte creme di trattamento il pezzo forte è spesso l’olio essenziale, e in una maschera per il viso, quasi sempre si aggiungono alcune gocce di essenza ad attività lenitiva (camomilla romana, Salvia) o purificante (bergamotto, lavanda). Spesso poi col massaggio si potenzia anche la penetrazione di questi principi attivi. Ed è proprio per questo che è fondamentale conoscere a fondo queste sostanze. Solo così infatti ci si renderà conto che la penetrazione transdermica dell’olio essenziale, non solo è molto facile, ma non è poi così auspicabile nei confronti della nostra salute.
Grazie alla loro lipofilicità e al loro basso peso molecolare, gli oli essenziali infatti possono penetrare in profondità, oltrepassando facilmente la barriera epidermica, penetrando nel derma e addirittura entrando in circolo, provocando così possibili effetti tossici sull’organismo. Non dimentichiamo infatti che il cosmetico non dovrebbe penetrare oltre l’epidermide, in quando la sua azione dovrebbe essere locale, per evitare effetti a livello sistemico propri del farmaco con i suoi relativi effetti collaterali.
La composizione di ogni olio inoltre può variare a seconda di fattori quali il genere, la posizione e altitudine in cui cresce la pianta, gli agenti atmosferici e il clima, portando così a non poter fare delle previsioni precise e delle analisi sicure sulla loro composizione, e mantenendo così sempre alto il pericolo di reazioni allergiche o irritative.
Per tutti questi motivi è fondamentale non usare mai l’olio essenziale puro sulla pelle, ma sempre diluito in olio o alcol, in modo da diminuirne la penetrazione e l’effetto lesivo sulla cute, e non usarlo mai in caso di gravidanza e durante l’allattamento.