Avete appena consegnato il titolo della tesi, siete soddisfatti della scelta, ma non avete la minima idea di come iniziare e non volete importunare troppo il professore per ogni singolo dettaglio? Bene allora siete nel posto giusto, qui troverete una serie di consigli utili su come impostare e stendere una bella tesi, a voi il compito di saperli far fruttare.
1. Fase di documentazione. Prima di scrivere è necessario leggere. Leggete molto riguardo all’argomento che intendete affrontare e cercate di individuare un filone principale, appuntadovi le cose più inerenti al vostro lavoro da ogni libro che analizzate. Per la ricerca bibliografica iniziate dalla biblioteche, quando avrete i primi testi sottomano potrete utilizzare la loro bibliografia (che si trova quasi sempre in ogni volume) ed estrapolarne alcuni titoli. Ricordate che se un libro o una rivista non è nella vostra città, non preoccupatevi, esiste il prestito interbibliotecario. Cercate anche sul web, se volete, ma attenetevi soli a siti di una certa validità scientifica: università, istituzioni ecc. Iniziate già a stendere una pagina bibliografica per la vostra tesi, annotando i libri che state consultando e che avete intenzione di citare.
2. La bibliografia. Esistono vari standard per scrivere una bibliografia, l’importante è che sia uniforme ed ordinata alfabeticamente secondo il cognome degli autori (se avete più opere di un autore, seguite per quei testi l’ordine cronologico). I campi da utilizzare sono i seguenti, che possono essere indicati in due modi diversi:
COGNOME e NOME, Titolo, EDITORE, ANNO
oppure
COGNOME e NOME (ANNO), Titolo, EDITORE
Il cognome va scritto in maiuscolo (se ci sono più autori si segnalano entrambi, ad es. ROSSI M. e BIANCHI C.).
Il nome o si scrive per intero o si indica esclusivamente l’iniziale puntata.
Il titolo va sempre in corsivo e deve essere riportato per intero.
Il campo editore varia se si tratta di una monografia o di una rivista. Per le monografie si indica l’editore seguito dalla città di edizione, ad es. Einaudi, Torino. Per le riviste si utilizza: <<Nome della rivista>>, Numero volume e si indicano le pagine.
Nel campo anno si segnala l’anno di edizione, attenzione alle traduzioni, perchè in quel caso si indica l’anno originale.
Per le fonti dal web segnare l’url del sito a cui si fa riferimento.
3. I capitoli. A questo punto dovrete decidere come comporre la vostra tesi. Iniziate da una scaletta, suddividendo in capitoli l’argomento di cui volete trattare. Generalmente, a seconda del tipo di tesi sono 3 o 4.
(INTRODUZIONE, ARGOMENTO, CONCLUSIONE o DISCUSSIONE)
Non pensate già ai sottocapitoli, verranno man mano che scrivete. Ma cercate di creare sempre sezioni chiare e delimitate.
Ricordatevi anche di seguire una formattazione uniforme. CAPITOLO 1, PARAGRAFO 1.1, PARAGRAFO 1.2, etc.
4. Le citazioni e le note. Ricordatevi che non potete assolutamente scopiazzare da un testo senza citarlo. Non potete cambiare le parole e fare una parafrasi di altre opere. Dovete sempre citare fedelmente le vostre fonti.
Per le citazioni si usano le note a piè pagina. Dovrete scrivere come per la bibliografia i dati del testo utilizzato, comprensivi dei numeri di pagina da cui avete tratto la citazione. Se un testo viene citato più volte nel corso dell’opera si usano delle abbreviazioni:
Ad es. ROSSI, Op. cit, p. 253
Op. cit. sta per opera già citata. Quindi la prima volta va citata per intero, la seconda si può usare Op. cit.
Se avete più opere dello stesso autore allora prima di Op. cit indicate il titolo del libro.
Vi ricordo che le note vanno sempre inserite PRIMA del segno di interpunzione.
Un’alternativa alle note è quella di scrivere tra parentesi accanto alla citazione un rimando es. (BIANCHI, 2009). Il lettore sarà indirizzato direttamente alla bibliografia.
Le citazioni interne al testo invece vanno riportate ed evidenziate. Generalmente si usa un carattere più piccolo e rientrato, oppure le virgolette. Si scrive per intero la frase da citare. Se dovete omettere delle parti usate [...].
5. La formattazione. Impostate la vostra pagina in modo da lasciare almeno 4 cm a sinistra per la rilegatura. Poi 3 cm di margine in alto e in basso.
Come Font usate Times New Roman, è il più comune e il più leggibile, il carattere deve essere 12 o 14. L’interlinea deve essere 1,5. Il paragrafo giustificato.
Usate il meno possibile corsivi e grassetti.
6. La punteggiatura. Se non volete che il professore si scandalizzi è bene stare molto attenti a come scrivete. Infatti non c’è solo il contenuto, la forma è importante.
La punteggiatura deve sempre essere attaccata alla parola che precede, mai a quella che segue es. Il signor Rossi, marito della signora Bianchi, aveva scritto un libro.
Le virgolette e le parentesi sono sempre attaccate a quel che racchiudono.
es. Il maestro disse: <<Stai attento!>>.
Attenzione inoltre all’uso della punteggiatura:
Le virgole non vanno mai tra il soggetto e il verbo!
Il punto e virgola segna uno stacco da un discorso ad un altro con cambio di soggetto, ma con una certa attinenza alla prima frase.
7. L’ortografia e la sintassi.
Non create frasi senza soggetto e utilizzate meno possibile i gerundi, cercate di renderli espliciti.
Evitate le ripetizioni, armatevi di un dizionario dei sinonimi.
Frasi brevi e corrette vanno bene, ma cercate di usare anche le subordinate, per rendere più serio il vostro lavoro.
Attenzione ai verbi! Non ci possono essere discrepanze se usate il passato, dovete continuare a farlo.
8. La voce narrante. La vostra soggettività non deve trasparire mai. Usate sempre forme impersonali, anche nell’introduzione e nella conclusione.
es. Si ritiene che…
9. Prima di stampare. Leggete e rileggete la vostra tesi o il capitolo da consegnare. Siate sicuri delle frasi, usate il controllo ortografico del programma di scrittura e verifcate con l’anteprima di stampa che le pagine siano impostate. Evitate capitoli che iniziano in fondo ad una pagina o di lasciare poche righe e pagine bianche.
10. Chiedete al professore. Non esitate a chiedere suggerimenti e accortezze al vostro professore, se avete bisogno di chiarimenti per la stesura consultatelo sempre. Meglio chiedere ed essere sicuri di quel che si fa, piuttosto che continuare a scrivere nell’incertezza.
Seguite questi consigli e sarete soddisfatti del vostro lavoro!