Il premio Oscar Alejandro Amenabar (The Others, Mare dentro) il 18 maggio 2009 ha presentato la sua ultima opera cinematografica intitolata “Agorà”. Il film racconta la storia di un personaggio realmente esistito, Hypatia di Alessandria, matematica, astronoma e filosofa del IV-V sec d.c., uccisa dai monaci cristiani (per ordine di Cirillo, vescovo di Alessandria, secondo quanto riportatoci dal filosofo Damascio) perché rifiutò di convertirsi alla nuova religione e portò alla luce le barbarie del cristianesimo, diventando così il simbolo del paganesimo e della libertà di pensiero.
Una tra le figure più importanti di quel periodo, di cui però non rimane praticamente traccia. Difficile la ricostruzione filosofica del suo pensiero a causa dell’assenza di opere autografe e di riferimenti espliciti, occorre dunque fare riferimento agli scritti del suo allievo Sinesio o rapportarsi con le notizie riportate da altri filosofi. In un passo tratto dalla Storia Ecclesiastica VII di Socrate Scolastico (scritto intorno al 440) Hypatia viene indicata come l’unica erede del platonismo interpretato da Plotino: “era giunta a tanta cultura da superare di molto tutti i filosofi del suo tempo, a succedere nella scuola platonica riportata in vita da Plotino e a spiegare a chi lo desiderava tutte le scienze filosofiche. Per questo motivo accorrevano da lei da ogni parte tutti coloro che desideravano pensare in modo filosofico”.
“Agorà” vuole raccontare l’antica civiltà egizia e la sua affascinante cultura, mettendo in luce le atrocità storiche del V secolo a.C., quando il culto cristiano/cattolico stava diffondendosi tra le masse soppiantandosi con violenza e crudeltà alla cultura e alla religione pagana di quei tempi. Messa a tacere all’epoca, oggi, in Italia, si tenta nuovamente di cancellare questa figura scomoda per la Chiesa.
I testi su Hypatia tradotti in italiano sono quasi irreperibili, e il nuovo film, un colossal dal cast internazionale presentato a Cannes 2009, ha trovato distribuzione in tutto il mondo tranne che nel nostro Paese. Nessuna produzione cinematografia sul suolo italiano sembra essere interessata a questa pellicola, che invece meriterebbe considerazione, non solo perché si tratta dell’ultimo capolavoro di un grande regista spagnolo, ma anche perché tratta un argomento storico importante, tutt’oggi dimenticato dai libri di storia e ignorato da molti.
Nessuno si sognerebbe di censurare o non distribuire un film riguardante l’olocausto ebraico, e allora perché farlo con il martirio subito all’epoca dai pagani?
La comunità interattiva si sta muovendo per far si che il film venga finalmente trasmesso nelle sale italiane. Al momento esiste una petizione online che sta raccogliendo numerose adesioni (http://www.petitiononline.com/agorait/petition.html).


(2 votes, average: 4,50 out of 5)