
Corso Impero o Via Verdi? Largo Augusto o Parco della Vittoria? Una partita a Monopoli non è mica poi così semplice. Ed è interessante pensare che su quel “tappetino” quadrangolare pieno di vie, viali, corsi e piazze ci sia tutto quello che la vita, ogni giorno, ci presenta. Tutto ruota intorno al denaro e alla ricchezza personale e ogni giocatore mira a costruirsi il proprio futuro, cercando di accettare (volentieri o non volentieri) e superare ogni “imprevisto” e “probabilità”. Ma per farlo, non basta aggrapparsi alla fortuna e alla speranza che il dado sia sempre dalla nostra parte; serve dell’altro, molto altro. Chi si siede al tavolo del Monopoli deve essere in grado di scegliere sempre bene per il presente e di saper investire con intelligenza per il futuro; deve saper valutare gli affari proposti e proporne altri. Insomma, deve stare al gioco , con tutti i propri mezzi..
Inizialmente è molto importante essere fortunati nella distribuzione dei possedimenti, ma da lì in avanti, la fortuna, servirà sempre meno. Si sa, è impossibile che tutti partano alla pari, non siamo tutti figli di operai o tutti figli di conti e marchesi, ma tutti abbiamo il dovere e il diritto di gestire il patrimonio che ci è stato dato nella maniera migliore. Già, perché ho visto gente costruirsi “imperi” partendo dal Vicolo Stretto e dal Vicolo Corto e altri perdere la partita, inguaiati e pieni di debiti, avendo tra i propri possedimenti Parco della Vittoria e Viale dei Giardini. Certo, la fortuna gioca la sua parte, perché quando tutto va male, quando di “casette” ne hai poche o neanche una, le “tasse patrimoniali” le devi pagare ugualmente e vieni trattato come un qualsiasi altro concorrente, perché al gioco, va bene così. Poi magari piove sul bagnato, perché oltre alle tasse finisci sulle costruzioni dei tuoi avversari o peschi un imprevisto negativo o perché no, nel giro di due giri, ti capitano entrambi e non vedi l’ora di passare dal via e ritirare le 20.000 lire, per permetterti almeno un altro giro; e qui fai fatica a credere che la fortuna non conta, che la vita è bella così, specialmente quando vedi che chi ti è seduto di fronte ha un sorriso immenso ed esclama pure: “ bello sto gioco ! ”
Ma il dubbio sull’utilità della fortuna ti rimarrà sempre, per tutte le tue prossime partite, perché certe cose non si capiranno mai. O forse si..
E come sempre poi, mentre c’è chi fa di tutto per non fallire, ecco il furbo della compagnia che tra una risata e una parola allunga le mani nella “banca” e si concede un prestito con diritto di riscatto per superare qualsiasi problema.
Questo, che piaccia o no, in grande o in piccolo, è il mondo in cui viviamo, dove ciò che conta non è essere un funghetto o una candela ma trovarsi nel posto giusto al momento giusto; dove il ricco si arricchisce e il povero si indebita e quando capita il contrario ne parlano i telegiornali; dove talvolta, a vincere la partita, non è ne il fortunato ne l’intelligente, ma il ladro..
Ciò che conta realmente, però, è che TUTTI abbiano la possibilità di sedersi al tavolo per giocare e provare a vincere.
Riccardo Brivio
Magnifica metafora della vita!
complimenti bell’articolo!
Grazie mille! spero possano piacerti anche i prossimi. Cercherò di svariara su tanti argomenti.
Bravo riccardo; bell’articolo davvero.
Purtroppo reale, ma bello.
La parte peggiore è che, però, a volte si riesce ad accettare una sconfitta a Monopoli; il brutto è dover accettare le sconfitte “della vita” ad opera dei soliti furbetti, ma questa è un altra storia.
Ciao!