Arriva direttamente dalla Nasa, e ormai ne sentiamo parlare ovunque, le fonti sono innumerevoli, più o meno attendibili, Voyager, Focus, l’infinita rete (siti, blog, YouTube) è stata scomodata perfino Le Repubblica e La Stampa per questa notizia che pare essere l’inizio della fine della nostra era.
A partire dal 2012, una data non poi così lontana, un’inevitabile tempesta solare pare non darà tregua a reti elettriche, satelliti e a riportare il mondo al medioevo nel giro di un ventennio.
E non sembra essere la trama di un nuovo Best Seller o di un film di prossima uscita nelle multisale quello di cui tutti stanno parlando, ma una vera e propria tempesta solare come la storia racconta, essersi già manifestata nel 1859;
ebbe una intensità tale da distruggere sistemi di comunicazione e distribuzione di energia mandando in tilt le reti del telegrafo, unico mezzo di comunicazione di allora.
Ma se una simile energia si imbattesse sulla terra oggi?
“una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”,
ci affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze.

Effettivamente considerando che una tempesta solare di intensità simile a quella del 1859, si ripetesse oggi, le conseguenze sarebbero da considerarsi quantomeno distruttive:
“L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, ci afferma la Nasa.
Insomma, l’intero pianeta in ginocchio nell’arco di poche ore;
ma forse qualcuno ci ha già pensato.

Su Svalbard, un isola situata tra la Norvegia il Polo Nord, sono presenti basi sotterranee in un lungo tunnel di 120 metri all’interno di una montagna dove 2,25 miliardi di sementi possono essere contenuti in una condizione di congelamento tale da non essere necessaria quella artificiale.
Ancora scettici?