E’ uno scienziato, il virologo australiano Adrian Gibbs, a esporre questa tesi non ancora presente sulle riviste scientifiche ma già comparsa nei principali siti di stampa. Gibbs sostiene che il virus non sia nato in natura in quanto pare essersi evoluto troppo rapidamente rispetto a quello che ci si aspetta dai virus sviluppatasi nei maiali. H1N1 potrebbe essersi sviluppato in un ospite intermedio come volatili o mammiferi o ancora mammiferi marini prima di passare all’uomo, o potrebbe essere altrimenti stato creato in laboratorio, spiegherebbe così secondo Gibbs la rapidità della sua evoluzione.

Quindi tesi che appoggia la possibilità di un virus mortale creato in laboratorio e ancor di più negli Stati Uniti e poi sparso in Messico ma anche altrove per causa in particolare degli aerei.
Notare appunto come lo stesso caso di influenza suina si sia visto svilupparsi contemporaneamente in diverse località molto distanti tra loro (vedasi Messico e Nuova Zelanda) nonostante i media ci abbiano riportato la poco credibile ipotesi che alcuni turisti in ritorno dal Messico verso i loro paesi di origine abbiano poi manifestato i sintomi della malattia.
Ricordiamo tutti i numerosi microbiologi che negli ultimi decenni sono stati eliminati perchè avevano provato che nei laboratori degli Stati Uniti e del Canada venivano manipolati virus da usare come armi ai danni della popolazione.

Adrian Gibbs pare non temere che questa sorte spetti anche a lui.
Vediamo la dichiarazione della sua ipotesi: “I geni dell’influenza A/H1N1 mostrano di essersi evoluti troppo rapidamente di quanto ci si aspetterebbe trattandosi di un virus che viene dai maiali” tra le probabili cause ovviamente è da considerarsi l’errore umano; l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale per la Sanità) sta provvedendo alle indagini.
Le uova “incriminate” sarbbero state usate nei laboratori e nei siti di produzione dei vaccini, per far crescere i virus influenzali.
Intanto le autorità cinesi confermano il contagio del 19enne rientrato dal Canada.
Notevoli miglioramenti di salute del paziente rientrato dagli Stati Uniti.